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Trump accetta nuove regole etiche e spiana la strada a una legge sulle cripto

ARCHIVIO - Il presidente USA Donald Trump ricambia il saluto mentre dal Marine One si dirige verso la limousine all'Ellipse, accanto alla Casa Bianca, 13 settembre 2026
ARCHIVIO. Il presidente Usa Donald Trump saluta mentre dal Marine One raggiunge la limousine all'arrivo all'Ellipse, vicino alla Casa Bianca, 13 settembre 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Jose Luis Magana
Diritti d'autore AP Photo/Jose Luis Magana
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accettato restrizioni etiche a lungo osteggiate, togliendo l'ultimo ostacolo al CLARITY Act, la più significativa legge sulle criptovalute mai proposta nel Paese, ora attesa al voto decisivo del Senato martedì.

La proposta di legge che dovrebbe finalmente chiarire alle società cripto statunitensi quale autorità di vigilanza le regola sta nuovamente avanzando nel suo iter.

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Nel fine settimana i senatori repubblicani hanno diffuso quello che definiscono il testo finale, che contiene un pacchetto etico rivisto al quale il presidente USA Donald Trump ha acconsentito dopo mesi di stallo.

Il CLARITY Act, nome esteso Digital Asset Market Clarity Act, ripartirebbe la supervisione sugli asset digitali tra la US Commodity Futures Trading Commission e la Securities and Exchange Commission, sostituendo un sistema frammentato in cui il loro inquadramento giuridico è stato in gran parte definito attraverso azioni esecutive e contenziosi.

La Camera dei Rappresentanti aveva approvato la propria versione a luglio 2025, con 294 voti a favore e 134 contrari, e da allora il principale ostacolo è stato lo stesso Trump.

Le dichiarazioni patrimoniali del presidente USA hanno indicato redditi legati alle criptovalute compresi tra 1,4 miliardi di dollari (1,2 miliardi di euro) e 2,2 miliardi di dollari (1,9 miliardi di euro), inclusi il memecoin TRUMP e World Liberty Financial, un progetto di finanza decentralizzata collegato alla sua famiglia.

I democratici chiedevano restrizioni effettivamente vincolanti che la Casa Bianca aveva finora rifiutato.

Secondo il testo concordato, i funzionari federali e i rispettivi coniugi dovranno dismettere consistenti partecipazioni in criptovalute oppure conferire tali asset in un blind trust, e non potranno emettere o sponsorizzare asset digitali mentre sono in carica.

I procuratori generali dei singoli Stati potranno far rispettare queste regole, una concessione che la Casa Bianca in passato aveva respinto perché espone il presidente a magistrati che non nomina direttamente.

La senatrice repubblicana del Wyoming Cynthia Lummis, che guida la legislazione sulle criptovalute al Senato da quando nel 2022 ha co-firmato il Responsible Financial Innovation Act, ha pubblicato il testo insieme al presidente della commissione Banche Tim Scott e al presidente della commissione Agricoltura John Boozman, le cui commissioni vigilano sulle due autorità tra le quali il disegno di legge divide i poteri.

In un post sui social, Lummis ha scritto che Trump "ha accettato volontariamente restrizioni etiche senza precedenti".

La settimana scorsa il segretario al Tesoro USA Scott Bessent aveva già sollecitato pubblicamente i parlamentari a rimettere in moto il provvedimento.

I mercati reagiscono, ma il voto è solo procedurale

Lunedì mattina, dopo la notizia, il Bitcoin è salito di circa l'1,3%, fino a intorno 77.700 dollari.

Il movimento più marcato ha riguardato HYPE, il token alla base di Hyperliquid, in rialzo di oltre il 3% intorno a 80 dollari.

Hyperliquid gestisce il più grande exchange decentralizzato di futures perpetui, contratti senza scadenza, e tratta una quota significativa di tutto il volume dei derivati on-chain.

Il settore ha attirato rapidamente l'interesse di Wall Street: a maggio sono stati lanciati tre ETF spot statunitensi e S&P Dow Jones ha concesso in licenza l'S&P 500 per un contratto perpetuo. Tuttavia, gli utenti americani non possono ancora negoziare direttamente sulla piattaforma e proprio una legge che definisca come vengono regolati i protocolli decentralizzati è ciò che potrebbe cambiare la situazione.

Sui tempi, però, è necessaria prudenza, perché il voto di martedì è una mozione di cloture, un passaggio procedurale che serve solo ad aprire il dibattito e richiede 60 voti favorevoli.

I repubblicani controllano 53 seggi, quindi almeno sette democratici dovranno votare con loro, e gli emendamenti, il voto finale e il successivo via libera della Camera dovranno comunque trovare spazio in un calendario sempre più stretto prima dell'avvio della campagna per le elezioni di metà mandato.

La senatrice Lummis ha avvertito che un fallimento in questa fase potrebbe rinviare la legge al 2030, lasciandola nelle mani della prossima amministrazione statunitense.

L'Europa ha già le sue regole e ora le sta rivedendo

Come spesso accade, l'Unione europea si è mossa per prima sul fronte regolatorio.

Il regolamento sui mercati delle cripto-attività, noto come MiCA, è in vigore in tutto il blocco da dicembre 2024 e ha introdotto un regime unico di autorizzazione, mentre Washington discuteva ancora di giurisdizione.

Il trattamento più rigoroso è riservato agli asset-referenced token e agli e-money token, le stablecoin ancorate a valute o panieri di attività: gli emittenti devono detenere riserve, pubblicare un white paper e ottenere un'autorizzazione prima di andare sul mercato.

Tutto il resto, dal Bitcoin ai token più piccoli, è soggetto a obblighi informativi più leggeri.

Inoltre, gli exchange, i custodi e i broker devono registrarsi come prestatori di servizi di cripto-attività, sottostare a requisiti patrimoniali, rispettare standard di governance e regole sulla gestione dei fondi dei clienti.

Per le imprese, il principale richiamo del regime è il "passaporto": un intermediario autorizzato in uno Stato membro può operare in tutti i 27 senza dover chiedere nuove approvazioni, lo stesso principio che regola il settore bancario e la gestione dei fondi in Europa.

MiCA vieta inoltre l'insider trading e la manipolazione del mercato nel settore cripto e impone ai fornitori di avvertire i clienti che le loro disponibilità potrebbero non essere protette da sistemi di indennizzo.

Questo impianto normativo è però già oggetto di revisione.

La Commissione europea ha avviato una consultazione sul funzionamento pratico di MiCA, che si chiuderà il 30 settembre dopo una proroga di un mese.

Tra i nodi aperti c'è il modo in cui le regole dovrebbero affrontare la finanza decentralizzata, lo stesso tema che sta rallentando il provvedimento americano.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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