La superficie bruciata in Spagna nel 2026 è quasi la metà di quella devastata l'anno scorso; i costi di spegnimento vanno da 1,7 a 3,3 miliardi. A ciò si sommano le perdite per turismo e agricoltura. Gli esperti ribadiscono l'importanza della prevenzione.
Con centinaia di vigili del fuoco ancora dispiegati a Madrid, Ávila e Toledo per far fronte al peggior incendio forestale mai registrato nella storia della Spagna, è ancora presto per sapere con precisione quale sarà il costo che le fiamme avranno per le casse del Paese quest'anno. Tuttavia, tenendo conto delle cifre del 2025, una cosa è chiara: il conto sarà molto salato.
Secondo il rapporto (fonte in spagnolo) "Grandes incendios forestales" di Greenpeace, elaborato con dati dell'Associazione nazionale delle imprese forestali (Asemfo), si stima che lo scorso anno il governo spagnolo abbia destinato tra 3.548 e 6.741 milioni di euro allo spegnimento degli incendi che, secondo i dati (fonte in spagnolo) del Ministero dell'Interno, hanno devastato circa 354.793 ettari in tutto il Paese, per un totale di 8.189 episodi registrati.
Il calcolo varia a seconda che si prenda come riferimento il costo stimato per ettaro dell'Agenzia forestale di Navarra, pari a 10.000 euro, oppure le cifre utilizzate da Asemfo, che collocano l'importo intorno ai 19.000 euro per ettaro. Queste stime, in ogni caso, considerano solo il costo medio delle operazioni di spegnimento, senza tenere conto del ripristino delle aree colpite.
Tenendo conto che, secondo l'ultimo bollettino (fonte in spagnolo) del Ministero per la Transizione ecologica, la superficie forestale colpita dagli incendi dall'inizio dell'anno in Spagna ammonta già a 172.396 ettari, ossia praticamente la metà del totale bruciato nel Paese nel 2025, il conto, per quanto riguarda l'anno in corso, potrebbe salire a tra 1.723 e 3.275 milioni di euro.
Tuttavia va ricordato che questo calcolo include soltanto le attività di spegnimento. Il ripristino dei paesaggi colpiti dalle fiamme "di solito risulta più costoso dello stesso spegnimento", segnalava la decana del Colegio Oficial de Ingenieros Técnicos Forestales (COITF), Ana Belén Noriega, in dichiarazioni a "Infobae".
A titolo di riferimento, il Parlamento europeo ha approvato (fonte in spagnolo) questo stesso mese un aiuto di emergenza per la Spagna per un valore di 120,55 milioni di euro a titolo di risarcimento per i danni causati da siccità, ondate di calore e incendi forestali.
L'importanza della prevenzione
Secondo le stime di Asemfo, elaborate a partire dai dati del Ministero per la Transizione ecologica, una buona parte dei fondi pubblici destinati alla lotta contro gli incendi viene utilizzata per le operazioni di spegnimento e non tanto per quelle di prevenzione.
"Probabilmente saremo su cifre molto simili a quelle degli anni precedenti, di circa 1.200-1.300 milioni [di euro] complessivi, di cui circa 400 milioni andranno allo spegnimento", spiegava all'emittente "Ser" Miguel Ángel Duralde, presidente di Asemfo. Vale a dire che circa 800 milioni di euro sarebbero destinati alle attività di prevenzione. Va sottolineato che l'elaborazione di questi conti dipende dalle informazioni ufficiali fornite dalle diverse amministrazioni competenti al Ministero per la Transizione ecologica, per cui si tratta solo di una stima approssimativa.
Duralde, che lamenta che "le perdite sono enormi" e sottolinea che "gli incendi forestali si spengono d'inverno", difende l'importanza di investire più fondi nella prevenzione, che, secondo i suoi calcoli, farebbe risparmiare circa cento euro in spegnimento per ogni euro destinato fin dall'inizio a evitare le fiamme.
"Il cambiamento del paesaggio che avremo, la qualità dell'acqua, la quantità di acqua, la biodiversità che stiamo perdendo, le risorse in legno, funghi o resine, il suolo degradato che farà fatica a rigenerarsi e a sostenere di nuovo un ecosistema come quello che aveva... il rapporto sarebbe di uno a cento", concludeva.
In questo senso, l'esperto ritiene che, considerando che i terreni forestali in Spagna rappresentano qualcosa in più della metà della superficie del Paese, si dovrebbero investire circa 3.000 milioni di euro l'anno, "non per comprare aerei (...) ma per la gestione forestale". "Così cominceremmo a notare cambiamenti significativi, con un impatto sull'evoluzione degli incendi", conclude.
Turismo e agricoltura, i settori più colpiti
Gli incendi forestali non comportano solo un elevato costo ambientale, ma hanno anche un forte impatto economico. Uno studio (fonte in spagnolo) del 2023, pubblicato sulla rivista scientifica "Journal of Environmental Economics and Management", concludeva che le regioni dell'Europa meridionale colpite da grandi incendi vedono ridursi la loro crescita annuale del PIL tra lo 0,11% e lo 0,18%. Negli anni più gravi, il calo accumulato può arrivare a tra il 3,3% e il 4,8%.
Lo studio individuava anche un effetto diretto sull'occupazione legata al turismo. Le attività connesse al trasporto, all'alloggio e alla ristorazione registrano una riduzione della crescita annuale compresa tra lo 0,09% e lo 0,15%, il che equivale a una perdita stimata tra 5.700 e 9.600 posti di lavoro per stagione nell'insieme dell'Europa meridionale.
Non sorprende, quindi, che il Ministero del Lavoro abbia predisposto un pacchetto di misure straordinarie per proteggere i lavoratori che non possono recarsi al proprio posto a causa degli incendi forestali. Il piano prevede che lo Stato si faccia carico integralmente dei costi del lavoro durante quel periodo, compresi gli stipendi e i contributi alla Sicurezza sociale, con l'obiettivo di evitare che lavoratori e imprese debbano sopportare le conseguenze economiche dell'emergenza.
D'altra parte, c'è l'impatto sul settore agricolo, direttamente colpito da questo tipo di catastrofi. Proprio lunedì, il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha sospeso le operazioni di raccolta che comportano l'uso di macchinari pesanti nella Comunità di Madrid e nelle province di Ávila e Toledo per tutta la durata dell'emergenza incendi.
Inoltre, a causa delle fiamme, migliaia di capi di bestiame sono morti o sono rimasti isolati e senza accesso ad acqua e alimenti nel centro della Penisola iberica. In questo senso, la Comunità di Madrid ha approvato la concessione di un aiuto economico alle aziende agricole che sono state colpite dall'incendio nella sierra occidentale della regione.