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Rolls-Royce si aggiudica l’appalto per piccoli reattori nucleari in Svezia

Opuscolo Rolls-Royce su un piccolo reattore modulare, datato gennaio 2026, quando l’azienda ha scelto Amentum come partner per l’esecuzione del programma.
Documento informativo Rolls-Royce su un piccolo reattore modulare, risalente al gennaio 2026, quando l’azienda ha scelto Amentum come partner di progetto. Diritti d'autore  Image courtesy of Rolls-Royce SMR Ltd.
Diritti d'autore Image courtesy of Rolls-Royce SMR Ltd.
Di Doloresz Katanich
Pubblicato il
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Rolls-Royce SMR si è aggiudicata un contratto da “miliardi di sterline” per costruire tre piccoli reattori nucleari modulari in Svezia, un passo importante nell’ambizione del gruppo ingegneristico britannico di diventare un fornitore di punta di questa tecnologia in Europa.

Dopo una rigorosa procedura di selezione avviata nel 2022, la divisione nucleare del colosso britannico dell’ingegneria Rolls-Royce, Rolls-Royce SMR, si è aggiudicata la commessa per costruire reattori nucleari per la Svezia.

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Nell’ambito dell’accordo, il gruppo, scelto da Videberg Kraft come partner, fornirà tre reattori nucleari modulari di piccola taglia (Small Modular Reactors, SMR) sulla costa occidentale della Svezia, nella penisola di Värö.

“Il progetto Videberg realizzerà la prima nuova centrale nucleare della Svezia da oltre quarant’anni, a sostegno delle industrie e delle famiglie nel sud del Paese”, si legge in una nota di Rolls-Royce.

La partnership con la utility Vattenfall e con lo sviluppatore Kärnfull Next è considerata una delle opportunità più avanzate per la diffusione degli SMR al di fuori del Regno Unito.

In un comunicato, il governo britannico ha elogiato l’intesa, definendola un accordo che "sosterrà migliaia di posti di lavoro qualificati, rafforzerà le catene di approvvigionamento e approfondirà il partenariato tra Regno Unito e Svezia".

Rolls-Royce non ha reso noto il valore del contratto, ma il governo britannico ha affermato che l’intesa rappresenta "un importante successo di export da diversi miliardi di sterline per il Regno Unito e un momento di svolta per il nucleare britannico".

Alle 10:00 CET di martedì il titolo Rolls-Royce segnava un rialzo dell’1,8%.

L’accordo sostiene gli sforzi della società britannica per rafforzare la propria posizione in Europa, dove è alla ricerca di occasioni per affermarsi come uno dei principali sviluppatori, costruttori e fornitori di SMR.

Tufan Erginbilgic, amministratore delegato di Rolls-Royce plc, ha dichiarato: "La scelta da parte di Videberg Kraft conferma lo status di Rolls-Royce SMR come unica società con molteplici impegni contrattuali per la fornitura di unità SMR in Europa".

L’annuncio odierno segue un altro accordo raggiunto nell’aprile di quest’anno, quando Rolls-Royce SMR ha firmato un contratto con il gruppo ceco CEZ per portare avanti i lavori sul primo reattore modulare di piccola taglia della Repubblica Ceca. L’azienda ha inoltre concluso un’intesa con Great British Energy – Nuclear (GBE-N) per la progettazione e fornitura dei primi SMR nel Regno Unito.

Gli SMR in Europa

La Commissione europea considera i reattori modulari di piccola taglia una tecnologia a basse emissioni promettente, che potrebbe contribuire a sostenere gli obiettivi dell’Unione in materia di energia pulita e sicurezza energetica.

Per rimuovere gli ostacoli normativi, a marzo 2026 è stata adottata la strategia dell’UE sugli SMR, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo e la diffusione di questa tecnologia in tutta Europa.

Gli SMR sono più piccoli delle centrali nucleari convenzionali e in genere producono tra 20 e 300 megawatt di elettricità. Nella fascia alta di questo intervallo, un reattore può generare circa 7,2 milioni di chilowattora al giorno, sufficienti ad alimentare centinaia di migliaia di abitazioni.

L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) stima che, in uno scenario politico favorevole, entro il 2050 potrebbero essere installati oltre 1.000 reattori modulari di piccola taglia nel mondo, per un investimento cumulato di circa 670 miliardi di dollari (577 miliardi di euro).

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