I mercati sono saliti e il petrolio è sceso dopo le notizie che Stati Uniti e Iran hanno concordato in linea di principio di estendere il cessate il fuoco, alimentando le speranze di una de-escalation duratura del conflitto.
Le Borse europee erano per lo più in rialzo venerdì, mentre il prezzo del petrolio è sceso, con il sentimento degli investitori sostenuto dalle aspettative di un accordo tra Stati Uniti e Iran per prorogare di 60 giorni la tregua nella guerra.
Giovedì i negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un'intesa preliminare per estendere la tregua e avviare un nuovo ciclo di colloqui sul programma nucleare iraniano, ha riferito un funzionario statunitense.
L'Iran non ha ancora confermato pubblicamente l'accordo e l'intesa è tuttora in attesa del via libera del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
I prezzi del petrolio sono scesi ai minimi da un mese grazie all'ottimismo su una de-escalation del conflitto, ma restano sopra i livelli precedenti alla guerra, dato che lo stretto di Hormuz è rimasto in gran parte chiuso. Il Brent veniva scambiato intorno ai 70 dollari al barile a fine febbraio, prima dell'inizio delle ostilità.
Gli investitori seguono con attenzione anche la prospettiva di una riapertura dello stretto di Hormuz. Il funzionario statunitense ha spiegato che l'intesa preliminare stabilisce chiaramente che l'Iran non potrà imporre pedaggi alle navi in transito nello stretto, mentre gli Stati Uniti allenteranno gradualmente il blocco navale sui porti iraniani.
«Il mercato petrolifero continua a scendere leggermente, in mezzo a un crescente ottimismo sul fatto che Stati Uniti e Iran si stiano avvicinando a un accordo», hanno scritto venerdì gli strategist delle materie prime di ING Warren Patterson ed Ewa Manthey.
«Una riapertura dello stretto offrirebbe un sollievo immediato al mercato del petrolio, con le petroliere in uscita dal Golfo Persico. Tuttavia, la ripresa resta incerta».
Venerdì il Brent, riferimento internazionale, cedeva oltre l'1% a 92,5 dollari al barile. Allo stesso tempo il WTI per la consegna più vicina quotava 87,40 dollari, in calo di quasi l'1,7%.
Gli analisti avvertono che ogni possibile proroga della tregua va valutata con cautela, perché ci vorrà tempo prima che l'offerta di petrolio torni a normalizzarsi.
Le Borse europee beneficiano dell'ottimismo
I listini azionari europei si muovevano leggermente al rialzo nella mattinata di venerdì, in una giornata segnata dalla pubblicazione dei dati sull'inflazione nelle quattro maggiori economie dell'area euro. Queste cifre dovrebbero essere tra i principali indicatori che la Banca centrale europea prenderà in considerazione in vista della prossima riunione dell'11 giugno.
I mercati si aspettano che la BCE aumenti i tassi di interesse, dato che l'inflazione è in salita e si allontana dall'obiettivo del 2% fissato dall'istituto. Un andamento dovuto soprattutto alla guerra con l'Iran e allo shock sui prezzi dell'energia che ne deriva.
L'Euro Stoxx 50 ha aperto in rialzo dello 0,5%, mentre i principali indici a Londra e Francoforte salivano di quasi lo 0,2%. Il CAC 40 di Parigi guadagnava lo 0,6% e l'indice di Milano era in aumento dello 0,4% in apertura.
In testa ai rialzi in Europa si sono piazzate Siemens Energy, il gigante dei semiconduttori Infineon Technologies e il produttore di sistemi di difesa Rheinmetall, con tutti e tre i titoli in progresso nelle prime battute.
Tra le altre notizie societarie in Europa, il colosso farmaceutico Novo Nordisk è sotto i riflettori dopo che la Francia ha annunciato che diventerà il primo Paese in Europa a rimborsare i farmaci dimagranti, inclusi i prodotti di punta della società.
Le azioni della società danese avanzavano dello 0,5% nella mattinata di venerdì.
Altrove, i mercati hanno accolto con favore la prospettiva di una fine della guerra. I principali indici in Giappone e Corea del Sud trattavano vicino ai massimi storici.
Il Nikkei 225 di Tokyo è balzato dell'1,8% a 65.814,96 punti dopo che i dati diffusi venerdì hanno mostrato che a maggio l'inflazione core di Tokyo è aumentata più lentamente del previsto dagli economisti.
Il Kospi sudcoreano è salito del 2,3% a 8.369,81. L'Hang Seng di Hong Kong ha aggiunto lo 0,4% a 25.098,68, mentre il Composite di Shanghai è sceso dello 0,2% a 4.092,22.
L'S&P/ASX 200 australiano è avanzato dell'1% a 8.681,80. Il Taiex di Taiwan era in rialzo del 2,3%.
Giovedì Wall Street ha aggiornato i propri record: l'indice S&P 500 ha segnato un nuovo massimo storico dopo un progresso dello 0,6% a 7.563,63 punti.
Il Dow Jones Industrial Average è salito di meno dello 0,1% a 50.668,97, mentre il Nasdaq Composite, a forte componente tecnologica, ha guadagnato lo 0,9% a 26.917,47.
Le azioni del rivenditore discount Dollar Tree sono balzate del 17,9% dopo la pubblicazione di utili superiori alle attese, mentre la catena di grandi magazzini Kohl's è salita del 20,6%, anch'essa dopo risultati migliori del previsto.
Nelle altre negoziazioni nelle prime ore di venerdì, il dollaro statunitense è salito a 159,30 yen giapponesi da 159,24. L'euro veniva scambiato a 1,1646 dollari, in calo da 1,1651. L'oro è salito dello 0,5% a 4.553 dollari l'oncia.