In un raro evento, tre astronauti statunitensi hanno votato martedì alle elezioni di metà mandato USA dalla Stazione Spaziale Internazionale, usando collegamenti avanzati per inviare schede elettroniche ai funzionari sulla Terra.
L'astronauta della NASA Anil Menon ha annunciato che lui e i suoi colleghi Luke Delaney e Jessica Watkins hanno espresso il loro voto dalla stazione spaziale, sottolineando che la procedura è avvenuta tramite un sistema elettronico sicuro che garantisce che le schede arrivino ai funzionari elettorali.
In un post su X, Menon ha scritto che è davvero possibile votare anche dallo spazio.
Ha allegato un video di 29 secondi in cui mostra un adesivo con la scritta "I voted" e fa un tour di quello che ha descritto come il suo personale "seggio elettorale", che in realtà è la sua cabina privata sulla Stazione spaziale internazionale. Ha spiegato di aver compilato il modulo al computer e di averlo inviato alla contea di Harris, in Texas, dove il suo voto è stato registrato ufficialmente.
La contea di Harris è la consueta destinazione elettorale per gli astronauti della NASA, perché ospita il Johnson Space Center a Houston, il principale centro dell'agenzia per la gestione delle missioni di volo spaziale umano.
Come tornano sulla Terra i voti?
Nonostante la distanza, la procedura di voto si basa sulla stessa infrastruttura che la NASA utilizza ogni giorno per scambiare dati e messaggi con la stazione attraverso il suo programma di comunicazioni e navigazione spaziale.
Secondo l'agenzia, la procedura inizia quando l'astronauta richiede una scheda per il voto per corrispondenza usando il "Federal Post Card Application", un modulo impiegato anche dal personale militare statunitense in servizio lontano da casa.
Una volta compilata a bordo, la scheda viene trasmessa tramite il "Tracking and Data Relay Satellite System" della NASA a un'antenna a terra nella struttura dell'agenzia a White Sands, a Las Cruces, nel New Mexico.
Da lì viene trasferita al Controllo missione del Johnson Space Center, prima di essere inoltrata al funzionario elettorale della contea competente perché sia registrata e conteggiata.
La NASA sottolinea che il processo è soggetto a rigorose misure di sicurezza per proteggere la segretezza e l'integrità del voto. La scheda è crittografata e solo l'astronauta e il funzionario elettorale autorizzato possono vederne il contenuto.
Una tradizione di voto iniziata quasi trent'anni fa
Sebbene votare oltre i confini del pianeta Terra sia qualcosa di molto insolito, la pratica in sé non è nuova. È iniziata nel 1997, quando la legislatura del Texas ha approvato una legge che permette agli astronauti della NASA di votare alle elezioni statunitensi mentre si trovano in orbita.
L'astronauta statunitense David Wolf è stato il primo a farlo, esprimendo il suo voto quello stesso anno dalla stazione spaziale russa Mir, quasi tre anni prima che la Stazione spaziale internazionale accogliesse il suo primo equipaggio permanente nel novembre 2000.
I tre astronauti che hanno votato quest'anno sono arrivati con due missioni separate. Delaney e Watkins sono partiti il 1º ottobre dello scorso anno come parte della missione "Crew-13" di SpaceX, mentre Menon è arrivato a metà luglio a bordo di una navicella russa Soyuz.
Vivono insieme ad altri quattro membri dell'equipaggio: l'astronauta canadese Joshua Kutryk e i cosmonauti russi Anna Kikina, Pyotr Dubrov e Sergei Teteriatnikov. Kutryk e Teteriatnikov fanno anch'essi parte di "Crew-13", mentre Dubrov e Kikina sono arrivati con Menon sulla Soyuz.