Si è tenuto il 1 dicembre a Misurata, in Libia, un incontro tra rappresentanti di istituzioni e imprese della nazione nordafricana e dell'Italia, con l'obiettivo di sviluppare i rapporti commerciali tra i due Paesi
Si è tenuto nella giornata di domenica 1 novembre il Libyan-Italian Business and Investment Forum (Libif 2026), che ha riunito imprese e istituzioni di Italia e Libia, promosso dalla Zona Franca di Misurata in collaborazione con la Camera di Commercio Libico-Italiana. All’evento hanno partecipato non soltanto imprenditori e investitori ma anche rappresentanti governativi e di più di cento aziende.
Sul tavolo del Forum Italia-Libia anche farmaceutica, alimentare e logistica
“L’evento - riferisce l’agenzia di stampa Italpress - ha fatto seguito al roadshow della Zona Franca di Misurata a Roma del 9 luglio 2026. Secondo gli organizzatori, quell’iniziativa ha confermato la crescita delle partnership con grandi gruppi internazionali, confermata anche dai numeri: con uno scambio commerciale bilaterale di 3,627 miliardi di euro per i primi quattro mesi del 2026, l’Italia è tra i principali partner commerciali della Libia. Strategica, in questo senso, la posizione della Zona Franca, una ‘porta tra Africa ed Europa’”.
Nella città portuale libica si sono toccati numerosi temi: dalla metalmeccanica alla farmaceutica, dall’industria alimentare a quella marittima, passando per logistica, distribuzione e ciclo dei rifiuti. Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, ha annunciato all’Italpress l’apertura di un ufficio a disposizione di tutte le imprese italiane all’interno della Misurata Free Zone, come “primo passo verso una presenza stabile del sistema produttivo italiano in Libia”. Il dirigente ha parlato in questo senso di “una grossa scommessa sulle prospettive e sul lavoro delle nostre imprese”.
Obiettivo: sviluppare le relazioni commerciali attraverso il porto di Misurata
L’ambasciatore italiano a Tripoli, Gianluca Alberini ha sottolineato il fatto che “l’Italia si conferma costantemente il primo partner commerciale della Libia”, che “ha tutto il potenziale per diventare un hub logistico trans-continentale” capace di collegare Italia, Europa e Africa “nel pieno spirito del Piano Mattei”.
Mentre il ministro dei Trasporti della Libia, Mohammed Ashahoubi, ha indicato allo stesso modo nella cooperazione con l’Italia un’opportunità per lo sviluppo di trasporti, infrastrutture e logistica. E ha definito il forum un evento che “riflette l’importanza della partnership economica” tra Tripoli e Roma.
Enrico della Gatta, vice presidente di Defence Market di Fincantieri, ha sottolineato come lo sviluppo dei progetti necessita “di personale altamente specializzato”, in particolare alla luce del ruolo dell’innovazione tecnologica e della formazione nell’evoluzione delle attività industriali. Anche nei cantieri, ha aggiunto, “l’intelligenza artificiale e la robotizzazione contribuiranno a trasformare il lavoro”.
Parlando all’Agenzia Nova, Federico Cardu, responsabile Marketing e Comunicazione di Confindustria Assafrica e Mediterraneo, ha dichiarato: “Riteniamo che la Misurata Free Zone sia un polo strategico per gli investimenti, per le aziende e per lo sviluppo industriale delle eccellenze italiane. Siamo qui perché Misurata non deve essere soltanto un porto di arrivo della merce, ma un porto di partenza, un porto di produzione dal quale verranno poi effettuate tutte le esportazioni. Un po’ come succede per Tanger Med”.
Difesa, migrazioni, energia: la Libia resta centrale nel Mediterraneo
L’importanza strategica della Libia nel Mediterraneo, oltreché legata al settore dell’energia, così come alla gestione delle migrazioni, è stata confermata dalla ratifica da parte del Parlamento di Ankara del memorandum turco-libico sulle zone marittime. E si era già palesata nello scorso mese di settembre anche con la notizia di un convoglio navale russo giunto a Tobruk, come confermato da immagini satellitari e di intelligence.
Un ulteriore tassello nel quadro del rafforzamento della presenza di Mosca in Libia. Ad essere giunte nella nazione nordafricana erano state le navi cargo Anastasiia e Yuriy Arshenevskiy e quella da sbarco Aleksandr Shabalin, della classe Ropucha. Il 10 settembre il convoglio era stato individuato nel Mediterraneo centrale da un P-72A dell'Aeronautica militare italiana, velivolo da pattugliamento marittimo.