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Pil francese in calo: economia verso la recessione e stallo sul bilancio 2027

La Défense, cuore economico della regione parigina.
La Défense, cuore economico della regione parigina. -  Diritti d'autore  AP Photo/Aurelien Morissard
Diritti d'autore AP Photo/Aurelien Morissard
Di Alexander Kazakevich
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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La Francia non cresce dall’inizio dell’anno e il PIL è calato dello 0,1% tra luglio e settembre. Come ristabilire la credibilità finanziaria del Paese mentre il governo spinge ad approvare il bilancio 2027?

Una controprestazione. Il prodotto interno lordo francese è diminuito dello 0,1 % nel terzo trimestre, ha annunciato (fonte in francese) venerdì l'Istituto nazionale di statistica e studi economici (Insee), dopo una stagnazione nel secondo trimestre e un calo dello 0,2 % nel primo.

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Un nuovo colpo duro per il governo, mentre i tassi di interesse sui titoli di Stato francesi hanno superato il 5 % sui mercati finanziari la settimana scorsa e il clima sociale resta esplosivo, alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione nazionale contro il caro vita e a sostegno delle rivendicazioni della gioventù.

Questa contrazione dell'attività colloca di fatto la seconda economia della zona euro alle soglie della recessione. Nello stesso tempo, l'inflazione è accelerata fino al 3,4 % su base annua a ottobre, contro il 3,1 % a settembre. Si tratta del suo livello più elevato da gennaio 2024, secondo l'Insee.

I dati negativi non sorprendono gli esperti, in un contesto macroeconomico particolarmente sfavorevole. "La Francia rischia seriamente di entrare in una recessione tecnica nel corso dei prossimi trimestri", stima interpellato da Euronews Jérémie Peloso, stratégiste in capo per l'Europa presso BCA Research.

"Questo scenario era già ipotizzabile prima delle recenti turbolenze di bilancio e della disfatta del mercato obbligazionario", aggiunge.

"Andremo a sbattere"

Il governo incassa il colpo e insiste sulla necessità di far approvare nei tempi previsti il bilancio 2027, in un Parlamento senza maggioranza.

Ospite negli studi di Franceinfo, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Roland Lescure, ha descritto un'economia francese "ferma". Ha inoltre avvertito che il Paese "andrà a sbattere" se il bilancio di "risanamento" non sarà adottato.

In caso di fallimento dei dibattiti parlamentari, il governo non esclude di ricorrere all'articolo 49.3 della Costituzione, che permette l'adozione di un testo senza voto, salvo che venga approvata una mozione di censura. Altra possibilità: il ricorso alle ordinanze, una procedura che non è mai stata utilizzata per far adottare un bilancio dalla nascita della Quinta Repubblica, nel 1958.

"Il principale rischio per l'economia francese non è l'assenza di bilancio"

Secondo Jérôme Mathis, professore di economia all'università Paris-Dauphine e autore del blog "La finance au cœur de nos vies" (fonte in francese), l'approvazione di un bilancio non è "determinante" nella misura in cui non permetterebbe, "per un qualsivoglia effetto leva, di rilanciare miracolosamente l'attività a breve termine".

"Al contrario, un piano di aggiustamento di bilancio tende in genere a gravare sulla crescita nell'immediato". Il ricercatore sottolinea che la posta in gioco non si limita a far passare il testo del governo, ma consiste nel dare agli investitori una visibilità a medio e lungo termine sulla traiettoria delle finanze pubbliche francesi.

La vera posta in gioco risiede nel ristabilire la credibilità finanziaria dello Stato e nella sua capacità di restaurare la fiducia degli investitori.
Jérôme Mathis
Professore di economia all'università Paris-Dauphine

La Francia si indebita sui mercati a condizioni sempre più onerose. "Ogni aumento dei tassi si ripercuote progressivamente sul bilancio dello Stato, riduce i margini di manovra futuri e finisce per pesare sugli investimenti privati", ricorda Jérôme Mathis. L'incertezza di bilancio può inoltre diventare un freno all'attività, avverte. "Le imprese rinviano alcuni investimenti, le famiglie differiscono certe spese e i mercati chiedono un premio di rischio più elevato".

Questo venerdì il rendimento delle obbligazioni francesi a 10 anni si attesta al 4,9 %, cioè 0,17 punti in meno rispetto al picco raggiunto il 22 ottobre. Lo spread franco-tedesco, che misura l'ecart tra i tassi di interesse dei due Paesi, si attesta invece intorno a 1,55 punti.

"La riunione della BCE di ieri, relativamente povera di sorprese, ha certamente contribuito a questo allentamento, anche se la sua presidente, Christine Lagarde, ha rifiutato di commentare la situazione francese", indica una nota strategica redatta da Jérémie Peloso per i clienti di BCA, consultata da Euronews.

"Il principale rischio per l'economia francese non è l'assenza di bilancio. È l'assenza di visibilità sulla traiettoria delle finanze pubbliche", osserva Jérôme Mathis. In questo contesto, "il principale costo economico dell'attuale blocco non riguarda tanto il contenuto delle misure che non verrebbero votate quanto il prolungarsi dell'incertezza".

Per quanto riguarda un'eventuale approvazione del bilancio per ordinanza, il professore non vi vede "una soluzione economica evidente". Secondo lui, i mercati attribuiscono sì importanza alla rapidità delle decisioni politiche, ma anche alla loro "legittimità" e alla loro "perennità". Un bilancio adottato per ordinanza può ridurre l'incertezza a breve termine, ma non basta a ristabilire la credibilità di bilancio a lungo termine, avverte il ricercatore.

"I mercati preferiscono in genere una decisione contestata a una prolungata assenza di decisione. Ma se un bilancio adottato per ordinanza è percepito come fragile, suscettibile di essere rimesso in discussione dopo l'elezione presidenziale o rivelatore di una incapacità duratura del sistema politico a costruire maggioranze, l'effetto positivo sulla fiducia potrebbe essere limitato", spiega Jérôme Mathis.

Ed è proprio questo, secondo lui, a distinguere la situazione attuale dalle crisi di bilancio "più classiche": i mercati non dubitano della capacità tecnica della Francia di riscuotere le imposte o di rimborsare il proprio debito. "Dubitano maggiormente della sua capacità di rallentarne la progressione".

"Finché questo interrogativo persisterà, la pressione sui tassi di interesse rischia di rimanere, qualunque sia il veicolo istituzionale scelto per approvare il bilancio", conclude.

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