Due arbitri sono stati posti agli arresti domiciliari. Secondo alcune informazioni, le indagini si stanno estendendo anche ad altre persone
La magistratura greca ha disposto la custodia cautelare per Ilias Koromilas, ex capo degli arbitri di basket, e gli arresti domiciliari per Vasso Tsaroucha, arbitra in attività, e Tasos Piloidis, ex arbitro e membro della Commissione centrale arbitrale. I tre sono accusati, a vario titolo, di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte partite truccate.
Tra gli imputati già in carcere figurano anche Evangelos Liolios, ex presidente della Federazione greca di pallacanestro (EOK), e altri due uomini. Intanto, il governo ha sospeso i finanziamenti pubblici alla federazione e chiesto nuove elezioni.
Lo scandalo delle presunte partite di basket truccate in Grecia si allarga ai vertici dell'arbitraggio. Al termine degli interrogatori dei sei imputati, la magistratura ha disposto la custodia cautelare per Koromilas e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Tsaroucha e Piloidis. Per questi ultimi è stato disposto anche il divieto di svolgere attività legate alla pallacanestro.
I tre si aggiungono agli altri imputati già mandati in custodia cautelare: Petros Papapetrou, ex arbitro, Evangelos Liolios, già presidente della Federazione greca di pallacanestro (EOK), e l'imprenditore Giorgos Mavraganis.
Tutti gli indagati che sono stati interrogati hanno respinto le accuse di aver ricevuto pagamenti o altri benefici illeciti per condizionare le partite. Piloidis ha inoltre presentato una denuncia contro il testimone che lo accusa.
Le accuse: corruzione e partite manipolate
Secondo l'atto d'accusa, a Tsaroucha vengono contestati 13 episodi di presunta corruzione e ricezione di benefici indebiti, finalizzati a influenzare i risultati di incontri della Basket League, la massima divisione greca, e del campionato di seconda serie A2.
Tra gli episodi contestati figura anche un fallo tecnico fischiato al giocatore internazionale Giorgos Bogris, che avrebbe contribuito alla fine del suo rapporto con il Promitheas Patrasso. Secondo l'accusa, la decisione sarebbe stata presa su indicazione di Liolios, all'epoca alla guida del club e successivamente presidente della federazione.
A Piloidis vengono contestati due episodi di presunti pagamenti illeciti, mentre Koromilas deve rispondere di nove episodi di corruzione. Nella sua abitazione sono stati sequestrati 102.000 euro in contanti.
Secondo l'accusa, l'ex responsabile arbitrale avrebbe corrotto arbitri e dirigenti per favorire, attraverso la manipolazione degli incontri, il Promitheas Patrasso e altre squadre.
Koromilas respinge le contestazioni e sostiene che le somme ricevute fossero legate alla sua attività arbitrale internazionale. La sua versione fa riferimento a due versamenti, rispettivamente di 193.000 e 70.000 euro, per un totale di 263.000 euro, che considera indennità e bonus legittimi e per i quali afferma di avere documentazione giustificativa.
L'ex arbitro avrebbe inoltre spiegato che i prelievi di denaro contestati erano legati a problemi personali di un familiare stretto. Nega anche le accuse di un arbitro ucraino, secondo il quale gli avrebbe promesso 10.000 euro per favorire l'Unics Kazan nella finale di Eurocup del 2021. Koromilas sostiene che la vicenda sia già stata esaminata dalle autorità greche e archiviata. Prima dell'interrogatorio, su sua richiesta, è stato ascoltato anche il suo commercialista come testimone a discarico.
Il governo greco chiede nuove elezioni nella federazione
Lo scandalo ha investito anche la governance della pallacanestro greca. Il viceministro dello Sport, Giannis Vroutsis, ha chiesto alla dirigenza della EOK di convocare nuove elezioni durante un incontro con i membri del consiglio direttivo della federazione.
Secondo Vroutsis, la fiducia compromessa dalle accuse e dalla custodia cautelare dell'ormai ex presidente Liolios non può essere ricostruita attraverso una semplice redistribuzione degli incarichi all'interno dell'attuale consiglio. Per il viceministro, la soluzione è restituire la parola alle società sportive attraverso nuove consultazioni.
Resta inoltre in vigore la sospensione dei finanziamenti pubblici alla federazione, annunciata la scorsa settimana. Vroutsis ha precisato che il blocco durerà fino al completamento delle verifiche sulla gestione economica, ma non riguarderà le spese indispensabili, compresi gli stipendi del personale.
Il nuovo presidente della EOK, Angelos Papanikolaou, ha dichiarato che l'obiettivo è avviare una fase di "catarsi" nel basket greco, senza però indicare una data precisa per le elezioni. Le consultazioni, ha assicurato, si terranno entro un periodo di tempo ragionevole.
La dirigenza transitoria ha promesso di garantire la continuità dei campionati e il regolare funzionamento delle nazionali. La federazione dovrà inoltre trasmettere al ministero il calendario elettorale.
L'inchiesta giudiziaria e le verifiche amministrative si intrecciano così con una crisi istituzionale che coinvolge arbitri, dirigenti e società sportive, mettendo sotto pressione la credibilità della pallacanestro greca.