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Mine iraniane incendiano due petroliere nello Stretto di Hormuz

Un agente dei Guardiani della rivoluzione sorveglia una manifestazione filogovernativa in una piazza di Teheran, l'8 ottobre 2026
Un agente dei Guardiani della rivoluzione sorveglia una manifestazione filogovernativa in una piazza di Teheran, l'8 ottobre 2026 -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews Persian
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Le Guardie della rivoluzione iraniane hanno affermato che le due navi hanno urtato delle mine lungo una rotta meridionale "non autorizzata". Il ministero degli Esteri di Teheran ha avvertito Washington: "Risponderemo ad ogni attacco"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) sostengono che due petroliere avrebbero urtato delle mine posate dalla loro forza paramilitare nello Stretto di Hormuz, causando incendi su entrambe le navi. Teheran ha al tempo stesso minacciato nuovi attacchi contro le imbarcazioni che attraversano il tratto di mare e il taglio di cavi sottomarini, promettendo di svelare nuove armi del proprio arsenale.

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In un comunicato, l'IRGC ha precisato che le petroliere avrebbero tentato di utilizzare quella che l'Iran definisce unilateralmente una rotta non autorizzata nella porzione meridionale dello stretto, vicino alla costa dell'Oman.

Non sono stati indicati i nomi delle navi

"Con l'esplosione delle mine posate dalla Marina dell'IRGC nel passaggio illegale a sud dello Stretto di Hormuz - si legge nel documento - due petroliere responsabili dell'infrazione sono andate a fuoco e sono state bloccate". Nel testo non sono stati indicati i nomi delle navi né la posizione esatta dell'incidente.

Teheran non esercita alcuna autorità riconosciuta dal diritto marittimo internazionale per limitare o autorizzare il passaggio nello Stretto di Hormuz, che è soggetto al diritto di transito previsto dalla Convenzione Onu sul diritto del mare.

Martedì il Servizio di sicurezza della Marina britannica (Ukmto) ha reso noto di aver ricevuto la segnalazione di "un incidente tra una petroliera e forze militari" avvenuto lunedì, circa 121 miglia nautiche a est della città omanita di Duqm. Lo stesso organismo ha riferito che non si sono registrati danni né vittime e non ha identificato la nave.

L'IRGC ha inoltre affermato che il proprio sistema di difesa aerea ha abbattuto un drone statunitense MQ-9 sopra lo stretto nella notte di lunedì. Un funzionario statunitense, parlando ai media americani, ha definito però falsa la notizia.

Alcuni media iraniani, tra cui l'agenzia governativa Fars, hanno riferito che un attacco aereo statunitense ha colpito lunedì una base navale a Konarak, nella provincia di Sistan e Baluchistan, ferendo due militari e prendendo di mira un impianto di difesa aerea. Washington non ha commentato queste notizie.

Il portavoce dell'IRGC Hossein Mojabi ha minacciato di prendere di mira i cavi sottomarini per i collegamenti internet nel Golfo e nello stretto, affermando che "saranno svelate nuove armi" con l'obiettivo, nelle sue parole, di eliminare la presenza militare statunitense dalla regione.

"Risponderemo a qualsiasi attacco statunitense"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che Teheran risponderà a qualsiasi raid statunitense. "Nella pratica, abbiamo dimostrato che non lasciamo assolutamente nessun attacco senza risposta", ha detto, commentando le notizie secondo cui Washington avrebbe chiesto all'Iran di trattenersi in caso di attacco contro Kuh Kalang.

"Un bombardamento statunitense contro Kuh Kalang senza una risposta dell'Iran è fantasia", ha aggiunto Baghaei. L'agenzia Tasnim, vicina all'IRGC, ha citato una fonte della sicurezza iraniana anonima, secondo la quale l'incertezza sui poteri decisionali a Washington sta complicando i negoziati. La fonte ha indicato il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e i negoziatori dell'amministrazione Trump Steve Witkoff e Jared Kushner come figure i cui rispettivi ruoli restano poco chiari per i funzionari iraniani.

Arsenio Dominguez, segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale, ha dichiarato che circa seimila marinai sono bloccati nello stretto dall'inizio della guerra. E ha criticato gli armatori per continuare a inviare equipaggi nella zona.

I media statunitensi hanno riportato in precedenza che il Pentagono starebbe schierando in Medio Oriente il gruppo d'attacco della portaerei USS Theodore Roosevelt e la 13ª Marine Expeditionary Unit, aggiungendo circa diecimila militari nella regione entro la fine di novembre. Anche in questo caso il governo di Washington non ha commentato la notizia.

Prima della guerra iniziata a fine febbraio con gli attacchi congiunti Usa-Israele contro l'Iran, circa un quinto del petrolio commercializzato in tutto il mondo transitava dallo Stretto di Hormuz. Sia Teheran sia Washington hanno imposto blocchi nel tratto di mare, mentre l'Iran ha preso di mira più volte le navi cargo che utilizzano la sezione meridionale del passaggio.

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