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Francia, exit tax sulle cripto oltre 800.000 € e multe per wallet non dichiarati

ARCHIVIO. Una pubblicità di Bitcoin su un edificio a Hong Kong, novembre 2021
ARCHIVIO. Una pubblicità di Bitcoin su un edificio a Hong Kong, novembre 2021 -  Diritti d'autore  AP Photo/Kin Cheung
Diritti d'autore AP Photo/Kin Cheung
Di Quirino Mealha
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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I deputati francesi vogliono che gli investitori facoltosi in criptovalute che lasciano il Paese paghino tasse sui guadagni teorici. Un emendamento, approvato in commissione, prevede anche multe fino a 10.000 € per wallet non dichiarati, ma le misure devono essere rivotate.

Trasferirsi all’estero dalla Francia potrebbe presto costare di più ai detentori più ricchi di asset digitali. I parlamentari vogliono includere Bitcoin e le altre criptovalute nel prelievo già pagato dagli investitori azionari che si spostano fuori dal Paese.

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Giovedì la commissione Finanze dell’Assemblea nazionale, il gruppo trasversale che esamina i disegni di legge di bilancio prima del dibattito in plenaria, ha votato per estendere l’exit tax alle cripto-attività a partire dal 1º gennaio 2027.

L’attuale prelievo tassa le plusvalenze latenti quando chi ha vissuto in Francia per almeno sei degli ultimi dieci anni si trasferisce all’estero portando con sé azioni e altri titoli per un valore complessivo superiore a 800.000 euro.

L’emendamento applicherebbe la stessa soglia alle criptovalute detenute da un nucleo familiare, includendo i token su piattaforme estere o in wallet in auto-custodia controllati direttamente dai proprietari.

Come per le azioni, il pagamento verrebbe rinviato in caso di trasferimento all’interno dell’UE e verso alcuni altri Paesi, e la tassa sarebbe annullata se gli asset vengono conservati per un periodo da due a cinque anni.

L’emendamento non fissa un’aliquota e non menziona i contributi sociali, che valgono 18,6 punti dei 31,4% applicati alle plusvalenze degli azionisti che lasciano la Francia. Resta quindi incerto quanto dovrebbero pagare i detentori di criptovalute.

I promotori, il deputato comunista Nicolas Sansu e 16 colleghi di sinistra, sostengono che le criptovalute sfuggono a un prelievo applicato a titoli di pari valore, creando margini per l’elusione fiscale.

Wallet, stablecoin e altre misure

La commissione ha approvato anche una proposta del deputato centrista Charles de Courson che obbligherebbe i contribuenti a dichiarare i wallet in auto-custodia con un valore complessivo di 100.000 euro o più alla fine dell’anno, pena multe fino a 10.000 euro. Al momento devono essere segnalati solo i conti in criptovalute detenuti all’estero.

Citando un’inchiesta parlamentare che ha indicato le criptovalute come un rischio di frode, i sostenitori della misura affermano che gli investitori francesi avrebbero realizzato nel 2021 circa 3,5 miliardi di euro di guadagni in crypto, ma avrebbero dichiarato solo 400 milioni di euro di posizioni.

La Corte dei conti francese ha precisato che quella cifra riguardava in realtà plusvalenze dichiarate.

Gli operatori del settore crypto avvertono che un simile registro dei dati potrebbe essere esposto a fughe di informazioni e mettere in pericolo i detentori, in un contesto di ondata di rapimenti legati alle criptovalute in Francia.

La polizia ha registrato oltre 40 rapimenti connessi alle criptovalute in Francia tra gennaio e metà aprile, dopo circa 30 in tutto il 2025.

In uno dei casi più noti, i rapitori hanno sequestrato a gennaio 2025 David Balland, cofondatore del produttore francese di wallet Ledger, e la sua compagna, e gli hanno amputato un dito per premere su una richiesta di riscatto in crypto prima che la polizia li liberasse.

Un secondo emendamento di Sansu, che pure non stabilisce alcuna aliquota, renderebbe imponibile dal 2027 la conversione delle criptovalute in stablecoin, token agganciati a una valuta come il dollaro statunitense, applicando l’attuale imposta sostitutiva del 31,4% sui guadagni in crypto.

Attualmente il prelievo è dovuto solo quando si incassano o si spendono le criptovalute.

I deputati hanno anche votato per consentire agli investitori di compensare le perdite in crypto con i guadagni per un periodo di dieci anni e per aumentare da 10.000 a 50.000 euro per richiesta la multa per chi ignora le richieste di documenti da parte dell’amministrazione fiscale. Il disegno di legge del governo applicherebbe la sanzione a istituzioni finanziarie, società crypto e piattaforme online.

La commissione ha respinto invece una proposta di imposta patrimoniale più ampia che includa le criptovalute e un’iniziativa del deputato di centrodestra Paul Midy volta a rendere esenti da tasse fino a 1.000 euro l’anno di pagamenti in crypto.

Cosa succede ora

Venerdì la commissione ha bocciato la parte entrate del disegno di legge di bilancio 2027 del governo, che riguarda le imposte, con 31 voti contrari e 3 favorevoli.

La Costituzione francese impone che l’Assemblea in seduta plenaria discuta il testo originario del bilancio presentato dal governo, mentre le modifiche della commissione vengono di norma sottoposte ai deputati sotto forma di emendamenti.

Con la parte entrate respinta, nessuna modifica viene trasferita automaticamente. Di conseguenza, gli emendamenti sulle criptovalute dovranno essere ripresentati da martedì.

I deputati voteranno di nuovo sulla parte entrate il 20 ottobre e sull’intero disegno di legge il 17 novembre, prima che la palla passi al Senato. Lo scorso anno hanno cancellato la sezione sulle entrate con 404 voti contro 1, eliminando tutte le modifiche approvate.

Il Parlamento francese ha tempo fino al 10 dicembre per approvare il bilancio, dopo di che il governo può adottarlo per ordinanza.

Con i costi di finanziamento decennali della Francia che questo mese hanno superato temporaneamente il 5% per la prima volta dal 2002 e i partiti già concentrati sulle presidenziali della prossima primavera, il governo di minoranza si trova ad affrontare una dura battaglia per far passare il bilancio.

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