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La peste è ancora un rischio per i Paesi dell'Europa?

ARCHIVIO: Persone che indossano mascherine come misura precauzionale camminano all'interno di un ospedale a Barcellona, Spagna, lunedì 8 gennaio 2024.
ARCHIVIO: Persone che indossano mascherine come misura precauzionale camminano all'interno di un ospedale a Barcellona, Spagna, lunedì 8 gennaio 2024. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Christina Thykjaer
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La morte di una scienziata in Russia ha riacceso il timore della peste. In Europa non si registrano casi autoctoni da decenni, ma la malattia resta in varie regioni del mondo. Qual è il rischio?

La peste, una delle malattie più letali della storia, è tornata a occupare le prime pagine negli ultimi giorni dopo la morte di una scienziata a Irkutsk, in Siberia. La donna è deceduta per una polmonite di origine sconosciuta, circostanza che ha fatto temere una possibile infezione da peste polmonare.

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Le autorità russe hanno assicurato che non sono stati confermati casi di peste nella regione e che gli esami effettuati sui contatti della vittima sono risultati negativi. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha chiesto ulteriori informazioni per chiarire l'accaduto e ha offerto il proprio aiuto alle autorità russe.

Benché in Europa da decenni non si registrino casi di trasmissione abituale di questa malattia, il batterio che la provoca è ancora presente in diverse parti del mondo e continua a causare infezioni umane ogni anno.

La peste è attualmente presente in Europa?

La peste non circola attualmente in modo abituale nel resto d'Europa. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la malattia è scomparsa dal continente da oltre 50 anni.

Questo non significa però che il batterio sia stato eradicato dal pianeta. La peste è causata da Yersinia pestis, un microrganismo che vive naturalmente in determinate popolazioni di piccoli mammiferi, soprattutto roditori, e nelle pulci che li parassitano.

Il batterio può trasmettersi agli esseri umani tramite la puntura di pulci infette, il contatto con tessuti o fluidi di animali infetti e, nel caso della peste polmonare, attraverso particelle respiratorie provenienti da persone malate.

Di conseguenza, anche se il rischio attuale per la popolazione spagnola ed europea è molto basso, la malattia può continuare a comparire dove esistono serbatoi animali del batterio.

C'è rischio di peste in Spagna? Cosa dice il ministero della Salute spagnolo

In Spagna da decenni non si registrano casi autoctoni di peste, ma la sorveglianza epidemiologica della malattia resta attiva. Ad aprile 2026 la Commissione di sanità pubblica ha aggiornato il protocollo nazionale, rivedendo le definizioni di caso, le caratteristiche epidemiologiche dell'infezione e le informazioni da raccogliere in caso di possibili contagi.

L'aggiornamento, precedente all'incidente in Siberia, si aggiunge ai meccanismi di allerta precoce già esistenti in Spagna. Da parte sua, l'Unione europea ha esaminato il caso russo il 7 ottobre, anche se le autorità sanitarie internazionali sono ancora in attesa di informazioni che permettano di chiarire la causa della morte della ricercatrice.

Dove c'è ancora peste nel mondo?

Secondo l'OMS, la peste continua a essere endemica in diversi Paesi di Africa, Asia e America. Tra il 2019 e il 2025, la maggior parte dei casi umani notificati all'organizzazione si è concentrata in Madagascar e nella Repubblica Democratica del Congo. In Madagascar, per esempio, si registrano casi di peste bubbonica praticamente ogni anno durante la stagione epidemica, che di solito va da settembre ad aprile.

La malattia compare anche in modo sporadico in alcune regioni di Asia e America. Negli Stati Uniti si notificano in media circa sette casi umani all'anno, soprattutto nelle zone rurali dell'ovest del Paese.

La persistenza del batterio negli animali selvatici spiega perché sia così difficile eliminare completamente la malattia, anche quando i casi umani sono rari.

Qual è la differenza tra peste bubbonica e polmonare?

La peste può manifestarsi in tre forme principali: bubbonica, polmonare e setticemica. La peste bubbonica è la più frequente e di solito si verifica dopo la puntura di una pulce infetta. Provoca febbre, malessere generale e un'infiammazione dolorosa dei linfonodi, noti come bubboni.

La peste polmonare colpisce i polmoni ed è particolarmente pericolosa perché può trasmettersi da persona a persona attraverso particelle respiratorie. Senza trattamento, può evolvere rapidamente e risultare mortale. La peste setticemica, invece, si manifesta quando il batterio si moltiplica nel flusso sanguigno e può provocare una grave infezione generalizzata.

A differenza di quanto accadeva durante le grandi epidemie storiche, oggi la peste può essere curata con gli antibiotici. Tuttavia, la diagnosi precoce è fondamentale per evitare complicazioni gravi e ridurre il rischio di morte.

Che rischio comporta il caso della Siberia per l'Europa?

Il sospetto di un caso di peste polmonare in Siberia ha spinto le autorità sanitarie europee a seguire da vicino la situazione. La Commissione europea ha inserito l'incidente in Russia all'ordine del giorno della riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria del 7 ottobre, mentre l'ECDC ha sottolineato che non ci sono prove di casi secondari né di una trasmissione sostenuta tra persone.

Anche l'OMS ritiene che il rischio per la regione europea sia molto basso. Sebbene la malattia non sia stata eradicata a livello mondiale, la sua presenza in altri continenti non significa che l'Europa si trovi di fronte a una nuova epidemia.

La sorveglianza epidemiologica, l'individuazione precoce dei casi e il trattamento con antibiotici sono strumenti essenziali per impedirne la diffusione. La peste esiste ancora, ma la situazione sanitaria attuale è molto diversa da quella che permise alla peste nera di devastare l'Europa nel XIV secolo.

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