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Peste a Irkutsk: perché più le autorità minimizzano, più si moltiplicano voci allarmanti tra la popolazione

ARCHIVIO: quarantena durante l'epidemia di febbre di Marburg in Kenya, 8 ottobre 2014.
ARCHIVIO: quarantena durante l'epidemia di febbre di Marburg in Kenya, 8 ottobre 2014. -  Diritti d'autore  Ben Curtis/Copyright 2024 The AP. All rights reserved.
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Di Анка Кир
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Ufficialmente le autorità russe negano il caso di peste in Siberia. Ma l’ampiezza delle misure di controllo adottate dal governo spinge cittadini e giornalisti indipendenti a chiedersi che cosa sia davvero successo. Una disamina di voci, testimonianze e notizie, direttamente dalle fonti russe

La morte di una giovane dipendente dell'Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk, le misure di quarantena negli ospedali, centinaia di contatti isolati e le dichiarazioni contraddittorie dei funzionari hanno reso la vicenda uno dei temi più discussi nello spazio mediatico russo negli ultimi giorni.

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Cosa sappiamo sul presunto focolaio di peste in Russia

Il punto di partenza della vicenda è stata la morte della 28enne dipendente dell'Istituto di ricerca scientifica anti-peste di Irkutsk, Darja Shipilova. Secondo quanto riferito dai media indipendenti e regionali, era stata ricoverata all'ospedale distrettuale di Šelechov alla fine di settembre ed è morta nella notte tra l'1 e il 2 ottobre. Diverse testate e canali Telegram hanno scritto che la causa sarebbe stata una forma polmonare di peste.

Secondo i giornalisti locali, dopo la morte della donna le autorità hanno iniziato a identificare rapidamente le persone con cui era entrata in contatto. Circa 200 persone sono state poste sotto osservazione e quarantena. Nei vari resoconti compaiono cifre tra 189 e 197 contatti. Tuttavia, la maggior parte delle persone esaminate non presentava sintomi e i primi test sono risultati negativi.

Che cosa dicono le autorità russe sul possibile caso di peste in Siberia

La versione ufficiale differisce sensibilmente dalle informazioni diffuse dai media indipendenti.

Il governatore della regione di Irkutsk, Igor Kobzev, ha parlato soltanto di sospetto di una "infezione particolarmente pericolosa" e ha annunciato una riunione straordinaria della commissione sanitario-anti-epidemica con la partecipazione della direttrice di Rospotrebnadzor, Anna Popova. In un primo momento le autorità non hanno reso noto il nome della malattia.

In seguito Rospotrebnadzor ha dichiarato che la dipendente dell'istituto è morta per "polmonite di eziologia non determinata". Il servizio ha sottolineato che nei campioni biologici della donna non sono stati rilevati microrganismi legati alla sua attività professionale e che le commissioni speciali non hanno trovato incidenti di lavoro con microrganismi patogeni nell'istituto. La situazione sanitaria ed epidemiologica nella regione, secondo il servizio, rimane stabile.

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha invitato inoltre a fare affidamento esclusivamente sulle informazioni di Rospotrebnadzor, il Servizio federale russo per la sorveglianza sulla tutela dei diritti dei consumatori e il benessere umano di Mosca.

Perché molti dubitano della versione ufficiale russa sul presunto focolaio di peste

La domanda principale riguarda la discrepanza tra le dichiarazioni dei funzionari e l'ampiezza delle misure adottate.

Nonostante la spiegazione ufficiale di "polmonite di eziologia non chiara", le autorità hanno isolato quasi duecento contatti, hanno inviato commissioni speciali all'istituto e la direttrice di Rospotrebnadzor è volata personalmente a Irkutsk.

Inoltre, secondo i media locali e alcuni pazienti, le restrizioni di quarantena hanno riguardato non solo l'ospedale di Šelechov, ma anche diverse strutture sanitarie a Irkutsk.

Il sito Ljudi Bajkala, citato da molti media indipendenti, ha parlato di quarantena in diversi ospedali cittadini e in uno dei reparti maternità. Informazioni analoghe sono state poi riprese da Meduza, da Deutsche Welle e da altre testate.

Inoltre, secondo le fonti dei giornalisti, oltre 60 dipendenti dell'istituto anti-peste sono stati di fatto isolati all'interno della struttura per diversi giorni.

Perché OMS, UE e USA chiedono chiarimenti sulla situazione a Irkutsk

La vicenda ha oltrepassato da tempo i confini della regione di Irkutsk. Secondo diversi media, la situazione è monitorata dalle autorità degli Stati Uniti. Lo ha riferito Axios citando un rappresentante dell'amministrazione americana.

Sono inoltre apparse notizie su un rafforzamento dei controlli sanitari alle frontiere di Kazakistan e Kirghizistan. Le autorità di questi Paesi hanno annunciato il monitoraggio della situazione nella vicina Russia.

Per i Paesi asiatici il tema è particolarmente sensibile, poiché esistono ancora focolai naturali di peste in Mongolia e in alcune zone della Cina e le aree di confine sono regolarmente sottoposte a sorveglianza epidemiologica.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato di ritenere basso il rischio per la salute pubblica legato all'incidente nella regione di Irkutsk. Secondo la valutazione dell'organizzazione, il rischio per la regione stessa è considerato basso o moderato, per la Russia nel suo complesso basso e per la regione europea dell'OMS molto basso.

L'OMS ha sottolineato che le autorità russe hanno identificato il cerchio dei contatti della dipendente di laboratorio deceduta e li tengono sotto osservazione. In base alle informazioni disponibili, tra le persone che hanno avuto contatti con lei non sono stati individuati agenti di pericolose malattie infettive.

L'OMS ha fatto sapere che continua a seguire la situazione ed è pronta a fornire supporto alle autorità russe, se necessario.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha riferito Euronews di "seguire con attenzione la situazione" ed essere in contatto con l'Organizzazione mondiale della sanità.

"Siamo a conoscenza di un caso di polmonite di origine non identificata nell'est della Russia, sospettato di essere causato da peste. Al momento questo sospetto non è confermato", si legge in una dichiarazione scritta di un rappresentante dell'organizzazione.

Quali sono le due principali versioni non ufficiali del contagio di peste in Russia

Nei media e nei canali Telegram circolano due versioni principali.

La prima sostiene che la dipendente avrebbe potuto rompere accidentalmente una provetta con l'agente patogeno della peste durante il lavoro in laboratorio. Proprio questa versione è stata diffusa attivamente dai canali SHOT, Baza e da diversi media regionali.

Ma diversi esperti ritengono poco probabile l'ipotesi di un contagio seguito alla presunta rottura di una provetta con l'agente patogeno della peste da parte della dipendente dell'istituto.

Secondo loro, il lavoro con patogeni di questo livello avviene in box ermetici e con tute protettive, e in caso di incidente esistono protocolli rigorosi di decontaminazione.

Inoltre, gli specialisti ricordano che sintomi simili possono essere causati anche da altre infezioni, mentre non sono stati pubblicati dati ufficiali sui risultati dei test PCR che potrebbero confermare la peste.

Secondo la seconda versione, il contagio potrebbe essere legato a ricerche sul campo o a una missione in un'area in cui esistono focolai naturali di peste. Tuttavia il capo della regione Buriazia, Aleksej Tsydenov, ha dichiarato pubblicamente che le informazioni su una sua visita in Buriazia non corrispondono alla realtà. Nessuna di queste versioni è stata confermata ufficialmente.

Come i media russi rassicurano sul presunto caso di peste in Siberia

I media statali federali riportano principalmente la posizione di Rospotrebnadzor e sottolineano la stabilità della situazione sanitaria. L'accento è posto sull'assenza di una diagnosi confermata di "peste" e sui risultati negativi delle analisi delle persone entrate in contatto con la dipendente.

I media indipendenti e regionali, al contrario, si concentrano sulla discrepanza tra le dichiarazioni ufficiali e le azioni concrete delle autorità. Nelle pubblicazioni si segnalano regolarmente le misure di quarantena, l'alto numero di persone isolate e la chiusura di strutture mediche.

Di fatto si sono formati due narrazioni parallele: quella statale, secondo cui non vi è alcuna minaccia, e quella indipendente, che pone la domanda: "Perché allora sono state necessarie misure così drastiche?"

Perché in assenza di risposte ufficiali sui social di diffonde il panico da focolaio di peste

Sono stati proprio i social network il principale motore della storia.

I canali Telegram SHOT, Baza, Ostorozhno, novosti e altri hanno per primi riferito della sospetta peste polmonare e della morte della dipendente dell'istituto. In seguito sono comparse fotografie di persone in tute protettive, segnalazioni di quarantene e racconti dei familiari dei pazienti degli ospedali.

Di conseguenza su internet si è scatenata una vera e propria tempesta informativa. Secondo i media russi, in pochi giorni le ricerche online legate alla peste hanno raggiunto milioni di richieste.

È significativo che molte discussioni siano state alimentate proprio dalla scarsità di informazioni ufficiali. Più a lungo le autorità evitavano di rispondere in modo diretto alla domanda sulla diagnosi della donna deceduta, più velocemente si diffondevano le voci.

Quali sono le domande senza risposta sul presunto focolaio di peste in Russia

A diversi giorni dall'inizio della vicenda, restano senza risposta alcune domande chiave:

  • Qual è la diagnosi definitiva della dipendente deceduta?
  • Perché sono state introdotte misure di quarantena così estese?
  • Sono davvero stati isolati centinaia di contatti?
  • Perché nello spazio pubblico sono apparse dichiarazioni tra loro contraddittorie di diversi funzionari?
  • E, infine, la vicenda è davvero collegata alla peste?

Per il momento gli organismi ufficiali insistono sulla versione della polmonite di eziologia non determinata. Tuttavia l'ampiezza delle misure adottate e la perdurante tensione informativa non consentono di considerare la questione definitivamente chiusa.

Proprio per questo la storia proveniente dalla regione di Irkutsk resta uno dei casi epidemiologici più eclatanti e misteriosi degli ultimi giorni.

Rara ma pericolosa, cosa si sa sulla peste in Russia

La peste è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Yersinia pestis. Nei focolai naturali l'agente patogeno circola tra piccoli mammiferi e le loro pulci. La forma più diffusa è quella bubbonica, che colpisce il sistema linfatico.

La forma polmonare è meno frequente, ma è considerata la più pericolosa, perché può trasmettersi da persona a persona per via aerea.

Gli ultimi casi di contagio da peste in Russia sono stati registrati nella regione degli Altai. Nel 2016 la forma bubbonica della malattia è stata riscontrata in un ragazzo di 10 anni di Koš-Agash, che si era infettato mentre scuoiava una marmotta dopo una battuta di caccia.

In precedenza casi analoghi erano stati registrati nella regione nel 2014 e nel 2015: in quei casi, dopo il contatto con marmotte, si erano ammalate due persone adulte. Nonostante l'esistenza di focolai naturali di peste in alcune regioni del Paese, i casi di malattia tra la popolazione in Russia restano estremamente rari.

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