Lunedì l’euro è sceso sul dollaro ai minimi da maggio 2025, tra il debito francese e la crisi politica in Spagna con elezioni anticipate, riaccendendo i timori di una nuova crisi dell’eurozona e di contagio sui mercati obbligazionari.
All'inizio della settimana l'euro è sceso al minimo da 17 mesi nei confronti del dollaro statunitense, mentre i rischi fiscali e politici a Parigi e Madrid hanno riacceso i ricordi della crisi del debito della zona euro.
Durante le contrattazioni asiatiche l'euro è sceso fino a 1,1161 dollari, dopo quattro settimane consecutive di calo, e all'apertura delle Borse europee era intorno a 1,12 dollari, in lieve recupero.
Gli analisti della banca olandese ING hanno avvertito, in una nota diffusa venerdì, che il mercato potrebbe "aggiungere con facilità un ulteriore 2% di premio per il rischio sull'euro" se l'ondata di vendite sui titoli obbligazionari dovesse proseguire.
Lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali francesi e tedeschi è intorno a 146 punti base, dopo il maggiore aumento settimanale degli ultimi 17 anni registrato la scorsa settimana, secondo i dati del fornitore LSEG.
Il rendimento del decennale francese è salito al 4,917% nelle prime contrattazioni di lunedì, vicino al massimo degli ultimi 24 anni toccato la scorsa settimana, dopo aver chiuso venerdì intorno al 4,856%.
Il ministro delle Finanze francese Roland Lescure ha ribadito la scorsa settimana che la Francia resta un debitore solido e ha presentato il bilancio per il 2027, che punta a ridurre il disavanzo dal 5,4% al 5% del PIL, in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera.
La Spagna ha contribuito ad accrescere l'incertezza politica lunedì, quando il primo ministro Pedro Sánchez ha indetto elezioni generali anticipate per il 29 novembre, dopo che il parlamento ha respinto venerdì due decreti sulla casa del suo governo di minoranza.
Il rendimento del decennale spagnolo è rimasto per lo più stabile, tra il 4,07% e il 4,09% nella mattinata di lunedì, lasciando il suo differenziale rispetto ai titoli tedeschi intorno a 65 punti base, meno della metà dell'attuale scarto francese.
In questo contesto, le Borse europee hanno aperto in ordine sparso.
L'indice Euro Stoxx 50 è sceso dello 0,4%, mentre il più ampio Stoxx 600 è salito dello 0,6%.
Il CAC 40 francese ha perso oltre l'1%, mentre l'IBEX 35 spagnolo, finito in territorio negativo dopo l'annuncio di Sánchez, è risultato in rialzo dello 0,4%.
Nel frattempo il DAX tedesco, il FTSE MIB italiano, il FTSE 100 britannico e l'AEX olandese erano in progresso tra lo 0,1% e lo 0,3%.
I timori di contagio mettono alla prova la BCE
L'ondata di vendite della scorsa settimana ha colpito anche i titoli di Stato italiani, belgi e greci, mentre il debito tedesco ha beneficiato della domanda di beni rifugio. Il differenziale dell'Italia rispetto ai Bund tedeschi si è avvicinato a 110 punti base giovedì.
Gli analisti della banca belga KBC hanno scritto in una nota diffusa lunedì che da allora si è registrato "un chiaro contagio verso Paesi come il Belgio o l'Italia".
La turbolenza mette la Banca centrale europea in una posizione difficile.
Da giugno l'istituto ha alzato i tassi due volte per frenare l'inflazione, salita al 3,8% a settembre, ma gli operatori hanno ridotto le scommesse su ulteriori rialzi.
Il suo Transmission Protection Instrument (TPI), il meccanismo di acquisto di titoli creato nel 2022, non è mai stato utilizzato.
Parlando giovedì a un evento organizzato da un think tank, Joachim Nagel, presidente della Bundesbank tedesca e probabile candidato alla prossima presidenza della BCE, ha affermato che l'attenzione della banca centrale è rivolta alla stabilità dei prezzi, non a "determinati livelli di spread".
Interpellata sulla Francia, la presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato la scorsa settimana al quotidiano francese La Croix che "quando il debito è vicino al 120% del PIL e non è su un percorso che lo riporti sotto controllo, si tratta di una questione seria".
Lagarde ha però precisato che "non è il 2008 né il 2011".
Wall Street rimbalza dopo dati del lavoro deboli
Venerdì i listini statunitensi sono saliti dopo che l'economia americana ha creato in settembre solo 29.000 posti di lavoro, molto meno del previsto, spingendo gli operatori a ridurre le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a ottobre.
L'S&P 500 è salito dello 0,7%, il Dow Jones Industrial Average dello 0,5% e il Nasdaq Composite dell'1,2%.
I future statunitensi erano per lo più piatti lunedì, con l'eccezione del Nasdaq-100, in calo di circa lo 0,5%.
Il verbale della riunione di settembre della Fed sarà pubblicato mercoledì.