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Esclusiva Euronews: i partner di Kiev potranno usare nuovi droni intercettori a reazione

Kyrylo Budanov, capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina, durante un'intervista a Euronews, Kiev, Ucraina, 29 settembre 2026
Kyrylo Budanov, capo dell'ufficio del presidente dell'Ucraina, durante un'intervista a Euronews, a Kiev, Ucraina, 29 settembre 2026 -  Diritti d'autore  Euronews
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Di Sasha Vakulina
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In un'intervista esclusiva a Euronews, Kyrylo Budanov rivela il debutto operativo dei nuovi sistemi contro le minacce russe veloci. Tra una finestra di reazione di soli 10 secondi e la stanchezza dei soldati, l'innovazione tecnologica entra nei "Drone Deals" con i partner europei

L'Ucraina sta già impiegando in combattimento la sua ultima generazione di droni intercettori e corre ora contro il tempo per scalarne la produzione prima del picco delle ostilità invernali.

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A rivelarlo, in un'intervista esclusiva rilasciata a Euronews, è Kyrylo Budanov, capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina.

Secondo Budanov, la nuova tecnologia si sta dimostrando efficace nel contrastare la maggior parte dei droni d'attacco a reazione schierati da Mosca. Tuttavia, la vera sfida tattica ed economica rimane una sola: raggiungere volumi di produzione industriale sufficientemente elevati in tempi record.

Il salto di qualità russo e la risposta di Kyiv

Negli ultimi mesi, la dinamica dei cieli ucraini è cambiata radicalmente. Per aggirare le difese di Kiev — diventate capaci di abbattere oltre il 90% dei tradizionali droni d'attacco di tipo Shahed — la Russia ha introdotto vettori a reazione in grado di toccare i 500 km/h.

Questo incremento di velocità ha spiazzato la prima generazione di droni intercettori ucraini, le cui prestazioni si fermavano a circa 300 km/h. L'impossibilità di raggiungere i nuovi bersagli ha costretto l'Ucraina a ricorrere a costosi e rari missili antiaerei convenzionali per difendere le infrastrutture critiche, accelerando la necessità di sviluppare una contromisura economica ma altamente performante.

Come confermato dal presidente Volodymyr Zelensky, sebbene la difesa contro i droni tradizionali sia ormai consolidata, i nuovi vettori a reazione presentano tassi di abbattimento decisamente più complessi, che all'inizio di questa settimana si attestavano attorno al 57%.

Tecnologia condivisa: l'estensione dei "Drone Deals" europei

La nuova tecnologia di intercettazione ad alta velocità potrebbe presto varcare i confini ucraini per integrare gli accordi di cooperazione militare già siglati con i Paesi alleati. L'Ucraina ha infatti stringendo una rete di partnership strategiche — i cosiddetti " Drone Deals" — con diversi membri dell'Unione Europea, tra cui Lituania, Lettonia, Estonia, Paesi Bassi e Danimarca.

Questi intese offrono una cornice operativa che include la co-produzione di armamenti, il trasferimento di know-how e lo scambio continuo di competenze maturate sul campo di battaglia.

"Non parliamo di un singolo prodotto, ma di un principio generale di cooperazione industriale su tecnologie analoghe," ha chiarito Budanov a Euronews. "Chiunque abbia sottoscritto questi accordi con noi ha il pieno diritto di estendere i negoziati a specifiche forniture o soluzioni d'avanguardia."

Il capo dell'Ufficio presidenziale si è detto fiducioso sulla possibilità che l'Ucraina riesca a raggiungere i livelli di fabbricazione necessari prima che il morsa del gelo invernale renda ancora più dura la campagna di raid russi.

Dieci secondi per decidere: la drammatica realtà del fronte aereo

L'urgenza di questa corsa tecnologica si misura direttamente sul campo. Euronews ha ottenuto un accesso esclusivo alle postazioni della difesa aerea che proteggono la regione della capitale.

I soldati schierati a difesa di Kiev raccontano una realtà al limite dell'esaurimento fisico e operativo. L'elevata velocità dei nuovi droni russi ha ridotto drasticamente le finestre d'ingaggio: quando un vettore a reazione punta sulla capitale, i radar e le batterie di terra hanno talvolta appena 10-15 secondi per rilevare, tracciare e ingaggiare la minaccia.

"Volano più in alto e molto più veloci," spiega Pavlo Tsugunov, comandante di una batteria contraerea. "Nella maggior parte dei casi, i sistemi convenzionali di cui disponiamo oggi semplicemente non riescono a raggiungere o ingaggiare questi bersagli."

A complicare il quadro c'è il fattore umano. Il ritmo incessante degli attacchi ad ovest punta a logorare il personale: diversi operatori delle batterie antiaeree hanno riferito di aver dormito meno di un'ora e mezza al giorno per più giorni consecutivi, mantenuti in uno stato di allerta permanente dalle continue ondate di droni.

L'ingresso dei nuovi droni a reazione aggiunge così un ulteriore livello di saturazione su un sistema difensivo già messo a dura prova dalla parallela carenza di munizioni e missili necessari a fermare i vettori balistici di Mosca.

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