Nove mesi dopo la morte a Baqueira di Josep Juanpere, architetto catalano e amico di Isak Andic, i Mossos hanno arrestato la sua compagna, mentre il nipote che trovò il corpo è ancora ricoverato in coma. La prima autopsia non rilevò segni di violenza.
Un nuovo e misterioso caso ha scosso la società catalana. Nove mesi dopo la morte del prestigioso architetto Josep Juanpere nella sua casa di Baqueira, quella che inizialmente sembrava una morte per cause naturali ha avuto una svolta inattesa: la polizia catalana ha arrestato la sua compagna per il suo presunto legame con il decesso.
Juanpere, 72 anni, si era recato all'ospedale di Vielha solo due giorni prima di morire, dopo essersi sentito indisposto. La prima autopsia non aveva rilevato segni di violenza, ma i dubbi sulle circostanze del suo decesso hanno portato ad aprire un'indagine che, mesi dopo, è sfociata questa settimana nell'arresto della donna che si trovava con lui nelle sue ultime ore.
L'architetto è morto il 26 dicembre 2025 nella sua seconda residenza di Baqueira, nella Val d'Aran (Lleida), dove trascorreva le vacanze di Natale insieme alla compagna. Due giorni prima, la Vigilia di Natale, si era recato all'ospedale di Vielha dopo essersi sentito male ed era rimasto lì per alcune ore in osservazione.
In un primo momento, tutto faceva pensare a una morte naturale. Il primo esame medico-legale non ha trovato segni di violenza e ha attribuito il decesso a un problema coronarico. Tuttavia, le circostanze della morte sono finite sotto inchiesta del tribunale di Vielha, che mantiene il procedimento sotto segreto istruttorio.
Il caso ha avuto una svolta questa settimana con l'arresto a Madrid della compagna di Juanpere, una donna di circa 63 anni, per il suo presunto coinvolgimento nella morte dell'architetto. Secondo 'El Mundo', proviene da una famiglia che ha costruito la propria fortuna nei settori immobiliare e alberghiero e mantiene stretti legami con importanti ambienti sociali e imprenditoriali.
Gli inquirenti hanno inoltre effettuato perquisizioni e altri atti istruttori, mentre l'arrestata è in attesa di comparire davanti al tribunale che conduce il caso.
All'indagine si aggiunge ora un altro elemento che ha suscitato preoccupazione: il nipote di Juanpere, considerato un testimone chiave perché fu lui a trovare il corpo dell'architetto, è ricoverato in coma, secondo quanto riporta 'El Confidencial'. È ricoverato da settimane in una clinica privata per una patologia polmonare, scrive il quotidiano.
Dall'ospedale di Vielha alla morte a Baqueira
Le ultime 48 ore di vita di Juanpere sono uno dei principali elementi chiave del caso. L'architetto ha iniziato a sentirsi male il 24 dicembre e si è recato all'ospedale di Vielha, dove è stato visitato ed è rimasto per alcune ore in osservazione, secondo i media locali. Successivamente è rientrato nell'abitazione di Baqueira in cui stava trascorrendo le festività natalizie.
Due giorni dopo, il 26 dicembre, è stato trovato morto nell'immobile. Secondo le informazioni pubblicate sull'inchiesta, i familiari di Juanpere avevano cercato di mettersi in contatto con lui senza ottenere risposta. Alla fine, uno dei suoi nipoti si è recato all'abitazione ed è rimasto per quasi un'ora alla porta, suonando senza ricevere risposta, finché la compagna dell'architetto non gli ha aperto. Entrando, ha trovato Juanpere senza vita e la donna in apparente stato di shock, secondo 'El Periódico'.
In quel momento, nulla indicava in modo evidente una morte violenta, anche se un dettaglio ha attirato l'attenzione: la compagna di Juanpere non aveva avvertito in precedenza i servizi di emergenza. Il corpo non presentava segni esterni di violenza e le prime conclusioni dei medici legali parlavano di un decesso per cause naturali.
Tuttavia, il caso non è stato archiviato. Le circostanze che circondavano il decesso hanno spinto a proseguire le indagini e il tribunale di Vielha ha poi aperto un'inchiesta, condotta per mesi con grande riserbo.
Il nipote che ha trovato Juanpere, ricoverato in coma
Il nipote di Josep Juanpere, figura chiave per ricostruire le circostanze in cui è stato trovato l'architetto, è attualmente ricoverato in coma, secondo quanto ha riportato 'El Confidencial'.
È stato proprio lui a recarsi nell'abitazione di Baqueira il 26 dicembre, dopo che la famiglia non era riuscita a mettersi in contatto con Juanpere. La sua testimonianza è particolarmente rilevante per gli inquirenti perché è stato tra le prime persone a entrare nell'abitazione dopo la morte di Juanpere e ha potuto osservare direttamente le condizioni dell'appartamento e delle persone presenti.
Una prima autopsia che non ha rilevato segni di violenza
Uno dei principali interrogativi riguarda proprio le prime conclusioni dei medici legali. La prima autopsia non ha rilevato segni di violenza e ha indicato un problema coronarico come causa della morte. Queste conclusioni spiegano perché la morte di Juanpere sia stata inizialmente considerata naturale.
Le indagini successive, però, hanno portato ad ampliare gli accertamenti su quanto accaduto nelle sue ultime ore. Nove mesi dopo, gli inquirenti ritengono che esistano elementi sufficienti per ipotizzare una possibile morte di natura criminale e per arrestare la persona che accompagnava l'architetto in quei giorni.
Il segreto sulle indagini impedisce per ora di conoscere quali siano le prove concrete che hanno provocato questo cambio di rotta, così come l'ipotesi esatta degli investigatori su come si sarebbe potuta verificare la morte. Non sono stati resi noti neppure tutti i risultati dei successivi esami medico-legali, né quale elemento sia stato determinante perché una morte inizialmente considerata naturale finisse al centro di un'indagine per possibile omicidio.
La compagna di Juanpere, arrestata
La donna che accompagnava Juanpere durante quelle festività è ora al centro dell'indagine. La polizia catalana l'ha arrestata a Madrid per il suo presunto legame con la morte dell'architetto, dopo circa nove mesi di indagini.
Gli inquirenti hanno cercato di ricostruire quanto accaduto tra la visita di Juanpere all'ospedale il 24 dicembre e la sua morte due giorni dopo, un periodo ritenuto fondamentale per fare chiarezza sul caso.
L'arrestata dovrà comparire davanti all'autorità giudiziaria e spetterà al giudice stabilire la sua posizione processuale e decidere su eventuali misure cautelari. Il suo arresto non equivale a una dichiarazione di colpevolezza e, finché il procedimento è in corso, continua a beneficiare della presunzione di innocenza.
Perquisizioni e un'inchiesta coperta dal segreto
All'arresto si sono accompagnati nuovi accertamenti di polizia giudiziaria legati all'inchiesta. Il procedimento resta coperto dal segreto istruttorio, per cui sono trapelate pochissime informazioni sulle prove raccolte in questi nove mesi e sugli elementi che gli inquirenti ritengono rilevanti per chiarire il decesso.
Questa mancanza di informazioni fa sì che restino aperti alcuni dei principali interrogativi del caso: che cosa è accaduto dopo il rientro di Juanpere dall'ospedale, che cosa è successo nelle sue ultime ore e che cosa hanno scoperto gli inquirenti per passare da una morte apparentemente naturale a indagare su una possibile morte di natura criminale.
Le risposte dipenderanno ora dall'avanzamento dell'inchiesta giudiziaria e dall'esito degli accertamenti in corso.
Chi era Josep Juanpere?
Josep Juanpere i Miret era cofondatore di GCA Architects, uno degli studi spagnoli di architettura e interior design con maggiore presenza in progetti corporate, alberghieri e residenziali. Juanpere ha fondato lo studio a Barcellona nel 1986 insieme ad Antonio Puig. Con il passare degli anni, GCA ha partecipato a numerosi progetti per grandi aziende e marchi nazionali e internazionali.
Juanpere aveva inoltre un rapporto di stretta amicizia con Isak Andic, fondatore di Mango, la cui morte è finita anch'essa sotto inchiesta giudiziaria. Andic è morto nel dicembre 2024 dopo essere precipitato in un burrone durante un'escursione a Montserrat. Il procedimento, inizialmente archiviato e poi riaperto, ha finito per portare sotto inchiesta il figlio Jonathan Andic, arrestato nel maggio 2026 per il suo presunto coinvolgimento nella morte del padre.
Il rapporto tra Juanpere e Andic andava oltre la sfera personale. GCA Architects ha lavorato per Mango in diversi progetti e Juanpere ha curato l'interior design del 'Nirvana Formentera', lo yacht a vela di Andic. Dopo la morte dell'imprenditore, Juanpere gli ha dedicato un commosso saluto in cui lo ha definito un 'gran amigo'.