Il commissario Ue all'Industria ha avvertito che Bruxelles valuterà misure commerciali punitive se Pechino non riequilibrerà il deficit, che ogni settimana costa migliaia di posti di lavoro al blocco.
L'Unione europea ha bisogno di intervenire "con urgenza" per riequilibrare la sua relazione commerciale "insostenibile" con la Cina, ha dichiarato a Euronews il vicepresidente esecutivo della Commissione per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné, sottolineando che sono in gioco pesanti perdite di posti di lavoro.
I dati doganali più recenti mostrano che a luglio il disavanzo commerciale, cioè il divario tra le importazioni dell'Unione dalla Cina e le esportazioni verso la Cina, ha superato 1 miliardo di euro al giorno.
"Questo riequilibrio commerciale sta diventando una questione esistenziale per gli europei", ha dichiarato Séjourné nel programma di interviste di Euronews The Europe Conversation.
"Oggi stiamo perdendo migliaia di posti di lavoro ogni settimana", ha aggiunto, ricordando che l'UE ha già perso 250.000 posti di lavoro industriali lo scorso anno. Le perdite si concentrano in particolare nei settori ad alta intensità energetica e nelle catene di fornitura dell'automotive. "È urgente intervenire, ed è urgente riequilibrare".
Nel frattempo, l'UE ha avviato a giugno di quest'anno negoziati cruciali con Pechino e ha fissato per ottobre una scadenza imminente per ottenere risultati concreti e "credibili". Il processo culminerà con una visita ad alto rischio politico del commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič a Pechino l'8 e il 9 ottobre, durante la quale Bruxelles spera di strappare impegni da parte della Cina a ridurre le esportazioni verso l'UE.
"La Commissione europea ha presentato alla controparte cinese una proposta per discutere settore per settore e vedere come possiamo riequilibrare la situazione", ha spiegato Séjourné. "Questo squilibrio non è sostenibile, né per la Cina né per l'UE".
Finora, però, Pechino ha resistito alle richieste europee, respingendo l'idea di limitazioni volontarie alle esportazioni.
Il commissario europeo all'Industria ha affermato che a negoziazione e dialogo sarà "data una possibilità", ma ha precisato che la Commissione è stata chiara sulle conseguenze di colloqui che non portino risultati.
"Gli strumenti di difesa commerciale sono sul tavolo", ha avvertito. "Oggi abbiamo bisogno di credibilità nell'uso di questi strumenti e non esiteremo a ricorrervi per riequilibrare la situazione".
Tra gli strumenti attualmente allo studio figurano dazi anti-dumping e tariffe contro le sovvenzioni sleali, in settori come i veicoli elettrici e i pannelli solari.
Ma Bruxelles procede su un filo sottile nella difesa del mercato europeo, perché eventuali ritorsioni cinesi potrebbero portare il Paese a limitare le esportazioni di terre rare, essenziali per diversi settori chiave dell'UE, compreso quello della difesa.
Monitorare i colloqui tra Stati Uniti e Cina
L'UE seguirà da vicino anche i colloqui tra Washington e Pechino. Il presidente cinese Il presidente Xi Jinping è in arrivo negli Stati Uniti per un vertice di tre giorni con il presidente statunitense Donald Trump, che affronterà temi che vanno dal commercio all'intelligenza artificiale fino alle terre rare.
L'esito di questi colloqui tra le due superpotenze economiche potrebbe incidere direttamente sugli interessi economici dell'Europa, ha spiegato Séjourné.
"Abbiamo bisogno di un dialogo costruttivo tra Cina e Stati Uniti. Come abbiamo visto lo scorso anno, l'escalation commerciale tra Washington e Pechino su queste questioni può innescare una guerra commerciale, che potrebbe coinvolgere anche l'economia europea".
Lo scorso anno una guerra commerciale esplosiva, fatta di attacchi reciproci, ha visto Stati Uniti e Cina alzare i dazi sui rispettivi beni fino a livelli vertiginosi. Al culmine dello scontro, gli Stati Uniti hanno imposto dazi del 145% sulle importazioni cinesi, mentre le tariffe di ritorsione di Pechino hanno raggiunto il 125%.
Per l'Europa, una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è dolorosa, perché dazi astronomici sulla Cina finiscono inevitabilmente per deviare le merci cinesi dal mercato statunitense verso quello europeo.
All'ordine del giorno di questa settimana negli Stati Uniti ci sarà anche la scadenza imminente della tregua commerciale, che dovrebbe terminare il 10 novembre.
"Spero che questo dialogo possa essere costruttivo, che si raggiunga un accordo e che la situazione possa stabilizzarsi", ha concluso Séjourné.