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Francia, visita di Papa Leone XIV: polemica sulle lezioni obbligatorie nelle scuole cattoliche

Papa Leone XIV sarà in visita in Francia dal 25 al 28 settembre prossimi.
Papa Leone XIV sarà in visita in Francia dal 25 al 28 settembre prossimi. Diritti d'autore  (AP Photo/Alessandra Tarantino)AP Photo
Diritti d'autore (AP Photo/Alessandra Tarantino)AP Photo
Di Nina Borowski
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La visita di papa Leone XIV in Francia suscita polemiche per la richiesta di organizzare una giornata di lezioni obbligatoria sul Pontefice nelle scuole cattoliche. Il ministero dell'Istruzione ha ricordato che non potranno essere imposte pratiche religiose

La visita di papa Leone XIV in Francia dal 25 al 28 settembre prossimi fa già discutere in quanto gli istutiti scolastici cattolici del Paese dovranno tenere una giornata di lezione "obbligatoria" dedicata al Pontefice.

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Il Segretariato generale dell’istruzione cattolica (SGEC), diretto da Guillaume Prévost, ha chiesto agli istituti privati ​​convenzionati con lo Stato di modificare il normale orario di venerdì 25 settembre – giorno dell'arrivo del Pontefice a Parigi – sostituendo le lezioni abituali con attività incentrate sul Papa, sulla Chiesa cattolica e su varie tematiche sociali, si legge in una nota interna datata 10 settembre e rivelata da Libération.

La giornata dovrà "avere carattere di obbligatorietà sia per gli alunni che per tutto il corpo docente e il personale, al pari di qualsiasi altra giornata scolastica", precisa il documento.

Una giornata di lezioni in onore di Leone XIV

Nelle scuole primarie, il SGEC propone tra l’altro di realizzare colombe di carta o un murale sulla pace e di far conoscere agli alunni il Vaticano e il ruolo del papa. Alle medie e alle superiori, gli studenti potranno studiare in particolare il discorso che Leone XIV pronuncerà all’Unesco o lavorare intorno alla "civiltà dell’amore".

Altre attività sono previste sui temi della pace, della fraternità, dell’intelligenza artificiale, della lotta contro il bullismo e della prevenzione della violenza.

Il SGEC precisa tuttavia che l’obbligo di presenza non si accompagna a "alcun obbligo di convinzione personale". Le attività esplicitamente religiose, come la preghiera o i canti, devono restare facoltative.

Per giustificare l'organizzazione di questa giornata durante l'orario scolastico, il Sgec fa riferimento allo spostamento della "giornata delle comunità educative", solitamente organizzata all'inizio di dicembre.

Tale spiegazione è tuttavia contestata da Laëtitia Bramoullé, portavoce del collettivo "Stop aux souffrances dans les établissements catholiques" (Basta sofferenze negli istituti cattolici), la quale afferma a Libération che una simile giornata nazionale non esiste in questa forma.

Un altro punto di dibattito riguarda lo svolgimento di questa giornata al posto delle lezioni abituali, dato che gli istituti privati ​​convenzionati sono tenuti a rispettare i programmi dell'Istruzione nazionale.

Ma il SGEC ritiene che la giornata delle comunità educative possa "rompere con il rigido schema dell'ora di lezione" e svolgersi "legittimamente durante l'orario scolastico". L'organo cattolico auspica inoltre che la partecipazione degli insegnanti venga riconosciuta come orario di servizio.

"Nessuna pratica religiosa può essere imposta"

Interpellato da Euronews, il ministero dell’Istruzione nazionale ricorda che "un istituto privato sotto contratto può dedicare tempo scolastico a una tematica particolare, come la lotta contro il bullismo o la scoperta delle professioni".

"Nell’insegnamento privato sotto contratto, questo tempo può anche rientrare nel carattere proprio dell’istituto", precisa il ministero.

Il ministero pone però due limiti. Da un lato va rispettata la libertà di coscienza e cioè che "nessun momento spirituale né alcuna pratica religiosa possono essere imposti agli alunni o al personale".

Dall’altro, "il SGEC non dispone di alcuna autorità gerarchica sugli istituti" e può quindi proporre questa iniziativa, ma non imporre la banalizzazione della giornata.

La decisione di organizzare una giornata di questo tipo "spetta a ciascun istituto, nel rispetto di questo quadro".

Un dibattito che si riaccende

In Francia, gli eventi legati al papato riaccendono regolarmente il dibattito sul ruolo della religione nella sfera pubblica.

Nell’aprile 2025, la decisione del governo di abbassare a mezz’asta le bandiere degli edifici pubblici in occasione dei funerali di papa Francesco aveva suscitato critiche.

Diversi responsabili politici vi avevano visto una violazione del principio di neutralità dello Stato, mentre l’esecutivo aveva invocato lo status di capo di Stato del papa.

Nel 2023, anche la presenza di Emmanuel Macron alla messa celebrata da papa Francesco a Marsiglia aveva fatto discutere. Stavolta il capo dello Stato non parteciperà a nessuna delle messe celebrate da Leone XIV durante la sua visita in Francia.

La première dame Brigitte Macron e il primo ministro Sébastien Lecornu parteciperanno alla messa all’aperto prevista sabato in place de la Concorde e sugli Champs-Élysées di Parigi, ha annunciato martedì la presidenza.

Emmanuel Macron accoglierà comunque Leone XIV al suo arrivo e lo riceverà all’Eliseo.

In Francia, l’istruzione cattolica rappresenta circa il 17% del totale degli alunni iscritti nella scuola primaria e secondaria, pari a oltre 2 milioni di studenti.

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