Il carattere divisivo del voto sulla Brexit del 2016 si è rivelato difficile da superare per molti nel Regno Unito e il dibattito è tornato quest'anno al centro dell’attenzione
Il primo ministro britannico Andy Burnham non ha escluso di inserire un impegno a rientrare nell'Unione europea nel prossimo manifesto elettorale dei laburisti, secondo quanto riportato dai media del Regno Unito.
Burnham, in carica dalla fine di luglio, ha parlato con i giornalisti mentre era in viaggio per New York, dove questa settimana partecipa all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Alla domanda se potesse escludere una promessa del genere nel manifesto, Burnham è stato citato mentre affermava che le questioni legate a un possibile ritorno nel blocco sono "per un altro momento" e che la sua priorità al momento resta il vertice Regno Unito-UE, atteso da tempo e che dovrebbe svolgersi più avanti quest'anno.
"La mia priorità immediata è costruire sul buon lavoro svolto da Keir nel ricostruire i ponti", ha proseguito, riferendosi all'ex premier Keir Starmer e al suo "Brexit reset". "Perché quei ponti sono stati distrutti all'inizio di questo decennio. E Keir ha fatto un buon lavoro nel ristabilire quella relazione".
"Ora dobbiamo passare al livello successivo, raggiungendo accordi concreti che possano dare un'ulteriore spinta all'economia britannica. Questi temi saranno al centro del vertice, insieme alle richieste dell'UE sulla mobilità giovanile", ha aggiunto.
Burnham, che martedì incontrerà la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in passato aveva già invocato il ritorno del Regno Unito nell'UE, anche se ha poi smorzato queste dichiarazioni durante la campagna per le suppletive di Makerfield, a maggio.
"A mio avviso la Brexit è stata dannosa", aveva detto in quell'occasione. "Ma credo anche che l'ultima cosa da fare ora sia riaprire quel dibattito".
Da quando è entrato a Downing Street, però, ha ribadito più volte l'intenzione di rafforzare i rapporti con Bruxelles.
Parlando ai media la settimana scorsa da No10 North, dove ha incontrato il primo ministro irlandese Micheál Martin, Burnham ha affermato che il suo governo "guarda con fiducia" al vertice Regno Unito-UE e che "intende compiere ulteriori passi per approfondire il rapporto con l'Europa".
Ad agosto ha inoltre sottolineato che il Regno Unito deve essere "più audace" nel tentativo di ricostruire le relazioni con l'UE.
La natura divisiva del voto sulla Brexit del 2016 si è rivelata difficile da superare per molti nel Regno Unito e il dibattito è tornato ancora una volta sotto i riflettori quest'anno.
Dopo i pesanti risultati per i laburisti alle elezioni locali di maggio, esponenti di primo piano del partito, tra cui l'attuale ministro della Difesa Wes Streeting, hanno richiamato l'attenzione sull'impatto della Brexit sul Paese, posizionandosi in vista di quella che appariva una corsa alla leadership sempre più probabile.
Parlando in quel periodo, Streeting ha definito la decisione di lasciare l'UE "un errore catastrofico" e ha sostenuto che ha reso il Paese "meno ricco, meno potente e con meno controllo di quanto non lo sia mai stato prima della rivoluzione industriale".
La destra britannica ha respinto l'idea di tornare a discutere di Brexit. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha avvertito che i laburisti rischiano di "riaccendere le guerre della Brexit", mentre Richard Tice, deputato di Boston and Skegness e leader del partito di estrema destra Reform UK, l'ha definita "una nuova Battaglia d'Inghilterra".