La miniera di Al-Zaraa si trova vicino a El-Nahud, nella regione del West Kordofan in Sudan. Ha iniziato a cedere martedì dopo lo scavo di gallerie troppo ravvicinate
Almeno 60 minatori sono morti e molti altri risultano dispersi dopo il crollo della miniera d'oro di Al-Zaraa, nel Kordofan Occidentale, inSudan. Il bilancio potrebbe aumentare: secondo i sopravvissuti, non è ancora possibile stabilire quante persone siano rimaste intrappolate sotto le macerie.
Il crollo e i soccorsi con strumenti rudimentali
La miniera si trova nei pressi di El-Nuhud, nel Kordofan Occidentale. Secondo quanto riferito dai minatori sopravvissuti all'AFP, diversi pozzi scavati molto vicini tra loro hanno iniziato a franare, provocando il crollo a catena delle strutture sotterranee.
Khair al-Sayyed Jabara, uno dei sopravvissuti, ha raccontato all'AFP che le operazioni di soccorso sono proseguite per tutta la notte. I minatori hanno continuato a scavare utilizzando gli stessi strumenti rudimentali impiegati per l'estrazione dell'oro.
"Tutti stanno lavorando duramente per recuperare i corpi o eventuali sopravvissuti, ma è difficile. Abbiamo bisogno di mezzi pesanti per rimuovere rocce e terreno", ha raccontato.
Un altro minatore, Al-Amin Suleiman, ha spiegato che i pozzi della zona sono molto vicini tra loro: quando uno crolla, può trascinare con sé quelli circostanti. Secondo la sua testimonianza, alcune persone sarebbero ancora intrappolate sottoterra.
L'oro in un Sudan devastato dalla guerra
L'incidente mette in luce anche i rischi dell'estrazione artigianale dell'oro in Sudan, dove gran parte della produzione avviene in miniere informali e con procedure di sicurezza limitate. Il Paese è uno dei principali produttori africani di oro e il settore ha assunto un peso ancora maggiore dall'inizio della guerra nell'aprile 2023.
Il conflitto è scoppiato il 15 aprile 2023 tra le Forze armate sudanesi (SAF) e le paramilitari Rapid Support Forces (RSF). La guerra ha devastato l'economia e provocato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo.
L'oro rappresenta una delle poche fonti di reddito rimaste in un'economia profondamente colpita dal conflitto. Secondo l'AFP, l'industria aurifera contribuisce al finanziamento dello sforzo bellico delle due parti, insieme al sostegno proveniente dall'estero.
Quasi 20 milioni di persone alle prese con la fame
La tragedia della miniera si inserisce in una crisi umanitaria molto più ampia. Le Nazioni Unite hanno definito il Sudan una delle più gravi crisi di sfollamento al mondo: milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case dall'inizio della guerra.
Anche la sicurezza alimentare è precipitata. Le stime delle Nazioni Unite hanno indicato quasi 20 milioni di persone alle prese con livelli di fame classificati come crisi o peggiori, mentre in diverse aree del Paese sono state registrate condizioni di fame catastrofica.