Venerdì l'ente del turismo del Nepal ha indicato che 622 turisti risultavano ancora "irraggiungibili", di cui 473 stranieri, tra cui una coppia italo-svizzera
Centinaia di cittadini stranieri figurano tra le quasi 3.000 persone disperse dopo le devastanti inondazioni che all’inizio della settimana hanno colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet.
Mercoledì una parete d’acqua e detriti, simile a uno tsunami, ha travolto la regione himalayana, causando la morte di almeno 682 persone e dando il via a una vasta operazione di soccorso.
Venerdì le autorità cinesi hanno dichiarato che 260 stranieri risultavano ancora dispersi dopo le improvvise e letali inondazioni, mentre l’agenzia nepalese per la gestione delle catastrofi ha parlato di 517 cittadini stranieri scomparsi. Il consiglio del turismo del Nepal ha indicato in 622 il numero di turisti ancora "fuori comunicazione", cioè irraggiungibili, di cui 473 stranieri, tra loro anche Luca Barachini e Patrizia Marziale, coppia italo-svizzera.
I dati del consiglio del turismo comprendono 98 persone provenienti dall’India, 61 ucraini, 51 malesi, 33 britannici, 29 lettoni, 25 canadesi, nove sudcoreani e nove cittadini di Singapore.
Secondo i dati, risultano ancora dispersi anche nove russi e otto tedeschi, oltre a sei sudafricani, cinque giapponesi, cinque neozelandesi e quattro francesi.
Tra gli altri Paesi con cittadini inseriti nella lista dei dispersi del consiglio del turismo figurano Belgio, Ungheria, Paesi Bassi, Irlanda, Kazakistan, Portogallo, Italia, Bielorussia, Finlandia, Israele, Lituania, Filippine, Serbia, Svizzera, Svezia e Vietnam.
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha riferito giovedì che 90 cittadini statunitensi risultavano ancora dispersi, mentre il governo australiano ha annunciato sabato che il numero dei suoi connazionali scomparsi è salito a 41.
Un cittadino spagnolo risulta ancora disperso, secondo il ministero degli Esteri spagnolo.
La Cina non ha fornito il dettaglio delle nazionalità degli stranieri segnalati come dispersi.
L’Europa promette sostegno
L’Unione europea ha promesso il proprio sostegno agli interventi di assistenza dopo le inondazioni, attivando il sistema satellitare di osservazione della Terra Copernicus per monitorare le conseguenze del disastro.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che l’Unione stanzierà anche 2 milioni di euro di aiuti umanitari per il Nepal "per fornire assistenza vitale alle famiglie e alle comunità più colpite".