La ministra dell'Energia Ximena Rincón ha criticato l'intervento di Leonardo DiCaprio sul progetto di interconnessione elettrica tra Cile e Argentina. La bocciatura lascia aperta la possibilità di cambiarne il tracciato o di riesaminarlo
Leonardo DiCaprio scende in campo per una piccola rana delle Ande e in Cile si riaccende lo scontro tra tutela dell'ambiente e sicurezza energetica. Al centro della polemica c'è il progetto Los Cóndores-Río Diamante, una grande interconnessione elettrica tra Cile e Argentina che la Comisión de Evaluación Ambiental (COEVA) della regione del Maule ha bocciato dopo un iter durato quasi cinque anni.
La decisione riguarda un'opera che avrebbe previsto una nuova sottostazione elettrica e una linea ad alta tensione diretta verso il confine argentino. Il progetto comprendeva circa 26,7 chilometri di linea e 72 strutture nel territorio cileno, in una zona considerata di grande valore ambientale, paesaggistico e turistico.
Ed è qui che entra in scena una protagonista decisamente insolita: la rana pehuenche, o più precisamente il sapo de pecho espinoso (Alsodes pehuenche), un anfibio classificato come in pericolo critico di estinzione. Il ministero dell'Ambiente cileno indica per la specie un habitat compreso tra i 2.000 e i 2.500 metri di altitudine, sulle Ande tra Cile e Argentina.
La battaglia di DiCaprio per la "ranocchia"
Nei giorni scorsi Leonardo DiCaprio ha utilizzato i suoi canali social per lanciare un appello a difesa dell'anfibio, sostenendo che il progetto avrebbe potuto aggravare la situazione di una specie già estremamente vulnerabile.
L'attore, da anni impegnato nelle campagne ambientaliste, ha chiesto di proteggere l'habitat della rana. Secondo gli ambientalisti, l'obiettivo non sarebbe necessariamente fermare l'interconnessione elettrica, ma modificare il tracciato in modo da evitare le aree più delicate.
La questione ha rapidamente superato i confini del Cile, trasformando un progetto infrastrutturale locale in un caso internazionale.
La ministra: "La rana non era mai comparsa"
La ministra cilena dell'Energia Ximena Rincón non ha nascosto le proprie perplessità sull'intervento di DiCaprio.
Secondo Rincón, il progetto aveva ricevuto pareri favorevoli nel corso dell'iter e la presenza della rana pehuenche non sarebbe emersa negli studi e nelle discussioni che avevano preceduto la decisione. La ministra ha inoltre sostenuto che l'allarme sarebbe arrivato soltanto nella fase finale e che l'attore sarebbe stato contattato da un'organizzazione affinché intervenisse pubblicamente sul caso.
Rincón, tuttavia, non ha negato la necessità di tutelare l'ambiente. Il punto, ha spiegato, è trovare un equilibrio tra la protezione dell'ecosistema dell'Alto Maule e le esigenze energetiche della regione.
Il problema è anche la corrente
Dietro la disputa sulla rana c'è infatti una questione molto concreta: l'approvvigionamento elettrico.
La ministra ha sottolineato i problemi strutturali della rete nel Maule e la necessità di garantire una maggiore sicurezza energetica, ricordando anche precedenti situazioni di razionamento. L'interconnessione con l'Argentina avrebbe consentito di facilitare gli scambi di elettricità tra i due Paesi.
Ma nel Maule il progetto aveva già incontrato una forte opposizione. Il governo regionale aveva espresso ufficialmente il proprio dissenso, citando gli effetti sull'ambiente, sul paesaggio e sullo sviluppo turistico dell'Alto Maule.
Una rana minuscola e un progetto enorme
La Alsodes pehuenche è una specie particolarmente rara. La scheda ufficiale del ministero dell'Ambiente cileno la classifica come "En Peligro Crítico", cioè in pericolo critico, sia secondo la normativa nazionale sia secondo la classificazione IUCN riportata nella banca dati ministeriale.
Il suo areale è molto ristretto e comprende zone delle Ande cilene e argentine. Proprio la fragilità dell'habitat rende particolarmente delicato qualsiasi intervento infrastrutturale nell'area.
La bocciatura della COEVA, però, non significa necessariamente che l'idea dell'interconnessione sia definitivamente tramontata. Il progetto potrebbe essere riformulato, a partire dal tracciato, e sottoposto a una nuova valutazione.
Così, nel cuore delle Ande, una minuscola rana è diventata il simbolo di una domanda molto più grande: quanto può costare allo sviluppo di un territorio proteggere fino all'ultimo angolo di natura? E quanto può costare, invece, non farlo?
Per ora la rana pehuenche ha incassato una vittoria. Ma la partita tra ambiente ed energia, in Cile, è tutt'altro che finita.