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Mondiali 2030, bufera sul Marocco: partito portoghese chiede di escluderlo dopo la crisi migratoria di Ceuta

Tifosi marocchini a una partita di calcio
Tifosi marocchini a una partita di calcio Diritti d'autore  Daniel Cole/AP
Diritti d'autore Daniel Cole/AP
Di Ricardo Figueira
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Il Mondiale 2030, organizzato da Portogallo, Spagna e Marocco, è nel mirino del partito Livre, che accusa il Paese nordafricano di "strumentalizzare persone vulnerabili" con la recente migrazione di massa verso Ceuta

La crisi migratoria di Ceuta arriva a investire anche il calcio internazionale. In Portogallo il partito di sinistra Livre ha chiesto ufficialmente che il Marocco venga escluso dall'organizzazione dei Mondiali di calcio del 2030, assegnati congiuntamente a Portogallo, Spagna e Marocco, dopo i drammatici eventi verificatisi negli ultimi giorni nell'enclave spagnola al confine con il Regno nordafricano.

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La richiesta è contenuta in una lettera aperta inviata al primo ministro portoghese Luís Montenegro e al presidente della Federazione calcistica portoghese Pedro Proença, nella quale i cinque deputati del partito sostengono che la partecipazione del Marocco alla manifestazione sia ormai "insostenibile" a causa delle presunte violazioni del diritto internazionale e della gestione della crisi migratoria.

Le accuse al Marocco dopo la tragedia di Ceuta

Secondo Livre, Rabat avrebbe avuto un ruolo attivo nell'esodo di decine di migliaia di persone verso Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa africana, scenario di una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni.

Il partito sostiene che la tragedia abbia causato almeno 75 vittime, mentre il bilancio più recente diffuso dalle autorità di Ceuta parla di 88 morti. Per i deputati portoghesi, il Marocco avrebbe utilizzato i migranti come strumento di pressione politica nei confronti della Spagna e dell'Unione europea.

Nella lettera si afferma che il Portogallo "non può contribuire alla normalizzazione della violenza alle frontiere, della violazione dei diritti umani e della strumentalizzazione politica di persone in condizioni di vulnerabilità".

"Il Mondiale resti a Portogallo e Spagna"

Livre chiede ai governi di Portogallo e Spagna, insieme all'Unione europea e alla UEFA, di valutare un'organizzazione del torneo limitata ai due Paesi iberici.

Secondo il partito, entrambi rispettano pienamente i requisiti richiesti dalla FIFA e non dovrebbero essere penalizzati. Per questo invita anche la Federazione calcistica portoghese ad avviare un confronto con quella spagnola per definire una posizione comune.

Jorge Pinto, portavoce del Livre
Jorge Pinto, portavoce del Livre Ricardo Figueira / Euronews

Le critiche sui diritti umani e il Sahara Occidentale

Non è la prima volta che Livre si oppone alla presenza del Marocco tra i Paesi ospitanti del Mondiale.

Già durante la fase di candidatura, il partito aveva denunciato le presunte violazioni dei diritti umani attribuite a Rabat, citando in particolare la situazione del Sahara Occidentale, territorio conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario, e accusando il governo marocchino di impedire il processo di autodeterminazione del popolo sahrawi.

Per quanto riguarda gli eventi di Ceuta, Livre sostiene che il Regno abbia deliberatamente favorito la pressione migratoria verso la frontiera spagnola, coinvolgendo anche giovani, donne e minori.

"L'ultima goccia"

In un'intervista all'emittente pubblica portoghese RTP, il leader del partito Jorge Pinto ha definito quanto accaduto a Ceuta "l'ultima goccia", sostenendo che l'episodio rientri in una più ampia strategia di utilizzo dei flussi migratori come strumento geopolitico.

Pinto ha paragonato la situazione a precedenti crisi attribuite ai governi di Recep Tayyip Erdoğan, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, criticando anche la governance della FIFA guidata da Gianni Infantino. Secondo Livre, l'assegnazione dei grandi eventi calcistici internazionali continua a sollevare interrogativi sulla trasparenza delle procedure.

Progetto del futuro Stadio Hassan II di Casablanca
Progetto del futuro Stadio Hassan II di Casablanca Oualalou + Choi / Populous

Come nasce il Mondiale 2030

La candidatura vincitrice per ospitare il Campionato del Mondo FIFA 2030 prevedeva inizialmente la partecipazione di Portogallo, Spagna e Ucraina. Con il protrarsi della guerra, Kiev è uscita dal progetto organizzativo ed è stata sostituita dal Marocco.

Il Paese nordafricano sta investendo ingenti risorse nella manifestazione e ha avviato la costruzione, nei pressi di Casablanca, del nuovo Grand Stade Hassan II, impianto da circa 115 mila posti destinato a diventare il più grande stadio del mondo e candidato a ospitare la finale del torneo.

Al momento, tuttavia, non esiste alcuna iniziativa ufficiale della FIFA volta a rivedere l'assegnazione del Mondiale 2030: la richiesta di escludere il Marocco proviene esclusivamente dal partito portoghese Livre e non rappresenta la posizione del governo di Lisbona né delle istituzioni calcistiche internazionali..

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