Proseguono le ricerche sul Broad Peak dopo la valanga che ha travolto una spedizione internazionale. Ritrovati quattro corpi, tra i dispersi anche Nirmal Purja
Si aggrava il bilancio della valanga che ha travolto una spedizione internazionale sul Broad Peak, una delle montagne più alte del Pakistan. I soccorritori hanno recuperato quattro corpi mentre proseguono senza sosta le ricerche degli altri sei alpinisti dispersi, tra i quali figura anche il celebre scalatore nepalese Nirmal Purja.
L'incidente è avvenuto durante la salita alla vetta di Broad Peak, montagna di 8.047 metri situata nella catena del Karakorum. Secondo le autorità pakistane, il gruppo ha perso i contatti con il campo base dopo essere stato investito dalla valanga.
Tra i dispersi una spedizione internazionale
L'Alpine Club of Pakistan ha confermato che tra i dispersi c'è Nirmal Purja, che guidava una spedizione composta da dieci alpinisti provenienti da diversi Paesi.
Il gruppo era formato da cinque alpinisti nepalesi, dalla guida pakistana Sohail Sakhi, dall'alpinista omanita Nathira, dalla statunitense Mallory Geis, da un alpinista cinese identificato come Wang e da un altro scalatore straniero.
Le autorità cinesi hanno fatto sapere di essere al lavoro per verificare la situazione dei propri cittadini coinvolti. La portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, ha dichiarato che la Cina è pronta a collaborare con il Pakistan nelle operazioni di assistenza.
I quattro corpi individuati venerdì non sono stati ancora identificati ufficialmente. Le operazioni di recupero risultano particolarmente difficili a causa del maltempo che continua a interessare la zona.
Secondo Karrar Haidri, vicepresidente dell'Alpine Club of Pakistan, il gruppo non dà notizie da giovedì. L'esercito pakistano ha impiegato elicotteri per supportare dall'alto le squadre di ricerca e soccorso, impegnate in un'area estremamente impervia.
Chi è Nirmal Purja
Nirmal Purja, conosciuto in tutto il mondo come Nims Dai, è uno degli alpinisti più celebri della sua generazione. Ex soldato dell'esercito britannico nato in Nepal, nel 2019 conquistò fama internazionale scalando le 14 montagne più alte del pianeta in appena 189 giorni, un'impresa raccontata nel documentario Netflix 14 Peaks: Nothing is Impossible. Quel record è stato poi superato nel 2023.
Nel 2021 Purja è stato inoltre tra i protagonisti della prima ascensione invernale del K2, realizzata insieme a un team di alpinisti nepalesi..
Il sogno della spedizione sul Broad Peak
La spedizione era stata annunciata alla fine di luglio dall'agenzia pakistana Moving Mountains, che aveva accompagnato il gruppo verso la località di Askole, punto di partenza delle spedizioni nel Karakorum.
Per Mallory Geis, 39 anni e residente a San Antonio, si trattava del primo tentativo su una montagna di oltre 8.000 metri in Pakistan. Pochi mesi fa aveva raccontato sui social di aver chiuso il proprio studio di Pilates per dedicarsi completamente all'alpinismo, definendo quella scelta "un enorme salto di fede nell'ignoto".
Per Sohail Sakhi, invece, la scalata al Broad Peak avrebbe dovuto rappresentare l'ultima grande spedizione della carriera. Oltre a essere guida alpina, Sakhi è geografo e fotografo d'alta quota e aveva già conquistato numerose vette himalayane.
Una montagna tra le più pericolose del Karakorum
Con i suoi 8.047 metri di altitudine, il Broad Peak è la dodicesima montagna più alta del mondo e una delle cinque cime oltre gli ottomila presenti in Pakistan. Ogni anno richiama alpinisti da tutto il mondo, ma le sue pendici sono note per l'elevato rischio di valanghe e per il rapido peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Le operazioni di soccorso in quest'area risultano spesso estremamente complesse a causa della morfologia del terreno e delle condizioni climatiche, che possono cambiare nel giro di pochi minuti, rendendo difficili sia le ricerche sia l'eventuale recupero dei dispersi.