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Ungheria, il premier Magyar Péter: "Entro il 2030 nuova Costituzione e legge elettorale"

Il primo ministro Péter Magyar arriva per la sua intervista nello studio di Óbuda della radio Kossuth il 14 settembre 2026.
Il primo ministro Péter Magyar arriva alla sua intervista presso lo studio di Óbuda di Radio Kossuth il 14 settembre 2026. Diritti d'autore  MTI
Diritti d'autore MTI
Di Nora Shenouda
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Il governo Tisza prepara una profonda revisione delle regole dell'Ungheria: riforma della Costituzione, nuova legge elettorale e attenzione alla tutela dei minori

Il governo ungherese punta a cambiare le regole fondamentali del Paese entro la fine della legislatura, nel 2030. Il primo ministro Magyar Péter, leader del partito Tisza arrivato al governo dopo aver sconfitto Viktor Orbán alle elezioni di aprile, ha confermato che l'obiettivo è approvare una nuova Costituzione e una nuova legge elettorale.

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Intervistato lunedì dalla radio pubblica ungherese Kossuth, Magyar ha risposto affermativamente alla domanda sulla possibilità che entrambe le riforme vengano completate entro il 2030. Il processo costituente dovrebbe partire nelle prossime settimane: il premier conta di istituire entro la fine di settembre un organismo incaricato di supervisionarlo.

L'idea, ha spiegato, è coinvolgere istituzioni e rappresentanti del mondo accademico, tra cui la Corte costituzionale, l'Accademia ungherese delle scienze e le facoltà di giurisprudenza. L'obiettivo dichiarato è arrivare a una Costituzione che possa essere accettata da tutti, attraverso un processo che coinvolga l'intera società ungherese.

Per la legge elettorale, il governo Tisza aveva già indicato una prospettiva di riforma del sistema introdotto durante gli anni di governo di Viktor Orbán. A luglio, il vicecapogruppo parlamentare del Tisza Márton Melléthei-Barna aveva parlato di un nuovo sistema entro un anno e mezzo o due. Magyar aveva precisato che prima dovrà essere approvata la nuova Costituzione.

Ungheria, aumenti per chi lavora nella tutela dei minori

L'annuncio arriva mentre il governo affronta una profonda crisi del sistema di tutela dei minori in Ungheria.

Magyar ha annunciato un aumento degli stipendi del 20-25 per cento per i professionisti che lavorano nel settore. La prima tranche dovrebbe arrivare a novembre, la seconda a gennaio. Il premier ha però avvertito che l'aumento non risolve il problema di salari che, a suo giudizio, restano troppo bassi anche in altri settori pubblici, come la sanità e le forze dell'ordine.

Il governo ha già annunciato un programma di crisi da circa 10 miliardi di fiorini, pari a circa 25 milioni di euro, per intervenire immediatamente sul sistema. Il piano prevede programmi professionali, nuove strutture e 184 nuovi posti o posti con nuove funzioni, oltre al rafforzamento dell'assistenza in strutture specializzate.

La decisione è arrivata dopo la pubblicazione di un rapporto di quasi 200 pagine sullo stato della tutela dei minori. Magyar ha definito le conclusioni "scioccanti" e ha sostenuto che il sistema sia arrivato vicino al collasso, resistendo soprattutto grazie al lavoro di migliaia di professionisti.

Il premier ha spiegato che il governo non vuole aspettare l'approvazione del bilancio 2027 per intervenire: il fondo di emergenza servirà a finanziare le misure più urgenti, mentre parallelamente verranno definite riforme di medio e lungo periodo. Tra gli impegni c'è anche quello di intervenire, entro la fine della legislatura, sulle strutture della tutela dei minori che necessitano di ristrutturazioni.

Nuove regole su adozioni e contenuti sessuali

Il governo presenterà inoltre al Parlamento un pacchetto di norme sulla tutela dei minori. Tra le misure previste c'è una modifica delle regole sulle adozioni e un intervento sulla situazione dei neonati che rimangono per lunghi periodi negli ospedali senza motivazioni mediche.

Il pacchetto prevede inoltre norme più severe sulla rappresentazione esplicita della sessualità e restrizioni relative alla pubblicità politica e agli spazi pubblici.

Sul tema delle adozioni da parte delle coppie omosessuali, Magyar ha preso le distanze dall'impostazione del precedente governo di Viktor Orbán. Il premier ha sostenuto che a decidere sull'affidamento di un bambino debbano essere professionisti e non politici o ministri.

"L'amore è libero, è un diritto fondamentale", ha detto Magyar, aggiungendo che non dovrebbe esserci alcuna istigazione contro le persone a causa del loro orientamento sessuale.

La questione ha anche una dimensione europea. Secondo Magyar, l'approvazione del nuovo pacchetto potrebbe contribuire a evitare una sanzione della Corte di giustizia dell'Unione europea e a sbloccare circa mezzo miliardo di euro di fondi Ue destinati all'istruzione.

La risposta di Fidesz

Dura la reazione di Fidesz, il partito di Viktor Orbán, che oggi è all'opposizione dopo 16 anni consecutivi al governo dell'Ungheria.

Il responsabile della comunicazione di Fidesz, Bertalan Havasi, ha accusato Magyar di voler costruire "un sistema autoritario" e ha definito illegittimi sia il progetto di nuova Costituzione sia quello di nuova legge elettorale.

Secondo Fidesz, il nuovo governo starebbe quindi cercando di modificare le regole del sistema politico ungherese a proprio vantaggio. Una contestazione che si inserisce nello scontro aperto tra il nuovo governo Tisza e il partito di Orbán sulla ridefinizione delle istituzioni e delle regole democratiche del Paese.

Intanto Magyar ha ribadito che il processo costituente dovrà essere ampio e inclusivo. L'obiettivo, ha detto, è una Costituzione che "tutti accettino, rispettino e osservino".

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