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Nuova Zelanda, ministro insulta deputato di origini cinesi: la protesta di Pechino

Non è la prima volta che le dichiarazioni di Winston Peters provocano un incidente diplomatico
Non è la prima volta che le dichiarazioni di Winston Peters provocano un incidente diplomatico Diritti d'autore  AP Photo
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Di Simon Ormiston
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L'ambasciatore cinese ha compiuto un raro intervento dopo che il ministro degli Esteri neozelandese di estrema destra, Winston Peters, ha rifiutato di ritrattare le parole rivolte in parlamento al deputato Lawrence Xu-Nan, nato in Cina, al quale ha detto: "Torna da dove sei venuto"

La Cina ha presentato una protesta ufficiale dopo che il ministro degli Esteri della Nuova Zelana, Winston Peters, ha intimato a un deputato di origine cinese di "tornare nel proprio Paese" durante un acceso scambio in Parlamento a Wellington.

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Peters, leader del partito di estrema destra NZ First, ha pronunciato tali parole mercoledì 29 luglio, dopo che il deputato dei Verdi Lawrence Xu-Nan gli aveva chiesto: "È vaccinato?" durante un dibattito sulla risposta della Nuova Zelanda alla pandemia. Xu-Nan è nato a Tianjin, in Cina, ma è cresciuto in Nuova Zelanda.

Peters ha replicato affermando dapprima "è arrivato qui da cinque minuti". Quindi ha rincarato la dose: "Questa si chiama democrazia, a differenza di quello a cui sei abituato. Torna da dove sei venuto, sbruffone".

In un'intervista all'emittente 1News, Xu-Nan ha dichiarato: "È abbastanza incredibile avere un ministro degli Esteri che, credo, usa le comunità migranti come capro espiatorio. Lo fa per distrarre e non assumersi la responsabilità di tutti i danni che questo governo sta causando".

La Cina presenta una protesta ufficiale

Le dichiarazioni hanno spinto l'ambasciatore cinese in Nuova Zelanda, Wang Xiaolong, a un raro intervento. Su X ha scritto che normalmente si evita di commentare la politica interna, ma che "a volte una dichiarazione dice più sulla persona che la fa che su qualunque altra cosa". L'ambasciata cinese a Wellington ha riferito giovedì di aver presentato un reclamo al ministero degli Esteri neozelandese per quelle che ha definito "osservazioni negative sulla Cina da parte di un determinato politico".

Peters si è rifiutato di fare marcia indietro, sostenendo che le sue parole fossero una difesa delle libertà democratiche: "Viviamo in una democrazia che include la libertà di parola", ha scritto su X. Aggiungendo poi: "Non intendo tornare indietro su questo punto".

In passato è giunta anche una protesta dal Messico

Il primo ministro neozelandese Christopher Luxon, il cui Partito Nazionale governa in coalizione con NZ First, ha condannato le parole di Peters come "un modo inappropriato di cercare attenzione". I politici del movimento di destra radicale erano già stati criticati in passato per dichiarazioni simili. L'anno scorso, il vice di Peters, Shane Jones, ha urlato "mandate a casa i messicani" al deputato Francisco Hernandez, nato nelle Filippine.

L'ambasciatore del Messico, Alfredo Pérez Bravo, aveva inviato una comunicazione diplomatica ufficiale al ministero degli Affari Esteri e del Commercio della Nuova Zelanda, scegliendo di sollevare la questione attraverso i canali diplomatici anziché in pubblico. Successivamente Peters ha ritirato il suo sostegno alle parole di Jones, riconoscendo che, "nel calore del momento", "si sarebbe potuto esprimere diversamente".

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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