Gianni Infantino lancia il progetto per una nuova società da 20 miliardi di dollari che gestirebbe Mondiali e diritti FIFA con investitori privati, tra cui un fondo legato alla famiglia Kushner. La UEFA attacca: "La governance del calcio non è in vendita"
Il progetto del presidente della FIFA Gianni Infantino di creare una società da 20 miliardi di dollari (17,5 miliardi di euro) incaricata di gestire il Mondiale insieme a investitori privati – tra cui la famiglia del genero del presidente USA Donald Trump, Jared Kushner – è stato annunciato martedì ed è stato subito attaccato dalla UEFA, l’organismo che governa il calcio europeo.
I piani di Infantino per creare una controllata commerciale, che si chiamerebbe "FIFA Forward Enterprise" (FFE) e gestirebbe competizioni come il Mondiale e il Mondiale per club, erano stati rivelati per la prima volta dal quotidiano The Times di Londra.
In un comunicato, la FIFA ha spiegato che FFE punta a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari (3,7 miliardi di euro) entro la fine dell’anno per finanziare programmi di sviluppo "sulla base di una valutazione iniziale del capitale di 20 miliardi di dollari, selezionando con attenzione investitori di lungo periodo che acquisteranno partecipazioni di minoranza, senza poteri di controllo".
La FIFA sta lavorando con la banca newyorkese JP Morgan, mentre tra i potenziali investitori figura Thrive Eternal, il fondo lanciato da Joshua Kushner, il cui fratello Jared è sposato con Ivanka Trump, figlia del presidente statunitense.
Il Mondiale maschile concluso questo mese ha ulteriormente rafforzato i legami politici e personali tra Trump e Infantino, alimentando le preoccupazioni su questo rapporto, anche da parte della UEFA.
"Questo oltrepassa un limite che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai superare. La UEFA lo considera estremamente grave. Lo stesso dovrebbero fare tutte le federazioni calcistiche nazionali", si legge in un duro comunicato diffuso dalla UEFA poco dopo la pubblicazione dell’articolo del Times.
"L’anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato, tanto più in assenza totale di trasparenza su chi ne trarrebbe vantaggi economici", ha aggiunto martedì la UEFA, reagendo alle indiscrezioni sulla vendita di quote nelle competizioni FIFA.
Attualmente la FIFA è un’associazione senza scopo di lucro con sede in Svizzera, che riunisce 211 federazioni nazionali di tutto il mondo. Qualsiasi piano deve essere approvato dai membri, che avrebbero la possibilità "di accedere fino a 20 milioni di dollari (17,5 milioni di euro) in capitale una tantum", ha spiegato l’organizzazione.
"Si tratta della democratizzazione del calcio a livello mondiale", ha dichiarato Infantino in un comunicato della FIFA, che aggiunge che "è stato avviato un processo di consultazione".
Le linee generali dell’annuncio di martedì erano state illustrate da Infantino ai membri riuniti a Manhattan il 18 luglio, alla vigilia della finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina. In quell’occasione il presidente della FIFA aveva promesso di "liberare il potenziale commerciale e le opportunità di cui dispone la FIFA".
Il comunicato della FIFA sul progetto proposto si concentrava soprattutto sulle somme che ciascuno dei 211 membri potrebbe ricevere fino al 2038, nell’ambito del "FIFA Fast-Forward Program".
Invece degli 8 milioni di dollari (7 milioni di euro) attualmente previsti per ciascuna federazione in fondi di sviluppo nel ciclo commerciale dei Mondiali 2027-2030, i contributi salirebbero a 20 milioni, poi a 22 milioni (19,3 milioni di euro) e a 24 milioni (21 milioni di euro) nei cicli successivi.
Precedenti tentativi di privatizzare i beni
L’iniziativa proposta segna la seconda volta in cui Infantino tenta di portare a termine un accordo da miliardi di dollari con finanziatori privati nel corso di una presidenza, lunga ormai 11 anni, sempre più controversa.
Nel 2018 Infantino aveva avanzato un’offerta riservata da 25 miliardi di dollari (22 miliardi di euro) su 12 anni insieme al gruppo giapponese SoftBank, per creare nuove competizioni globali, tra cui un Mondiale per club maschile ampliato, apparentemente sostenuto da investimenti provenienti dall’Arabia Saudita.
Quel progetto è poi naufragato dopo aver incontrato la feroce opposizione della UEFA, che lo considerava una minaccia per i suoi gioielli più preziosi: la Champions League e il Campionato europeo.
Nonostante ciò, Infantino ha rafforzato i legami con il calcio saudita e con il principe ereditario del Regno, Mohammed bin Salman. Riad ospiterà i Mondiali del 2034 e l’Arabia Saudita è stata tra i principali finanziatori del nuovo Mondiale per club maschile disputato negli Stati Uniti nel 2025, vinto dal Chelsea con un emozionante 3-0 sul Paris Saint-Germain.
Il futuro di Infantino
La FIFA ha incassato ricavi record dai Mondiali, circa 12 miliardi di dollari (10,5 miliardi di euro) dal torneo del 2026, caratterizzato da prezzi mai visti per biglietti e pacchetti di ospitalità in tutti gli Stati Uniti, in Canada e in Messico.
Il successo economico dell’ultimo Mondiale sembra destinato a garantire a Infantino la rielezione l’anno prossimo senza avversari, per un quarto e ultimo mandato fino al 2031.
Durante la sua rielezione per acclamazione avvenuta nel 2023 in Ruanda, Infantino aveva osservato che qualsiasi amministratore delegato di un’azienda privata capace di ottenere risultati finanziari simili resterebbe al suo posto per sempre.
Da anni circolano ipotesi secondo cui Infantino potrebbe puntare a un ruolo diverso e globale nel mondo del calcio, oltre alla presidenza della FIFA, che dovrebbe concludersi quando avrà 61 anni.
Martedì il Times ha riportato che per Infantino potrebbe essere creato un ruolo di commissario, simile a quello di un amministratore delegato, alla guida della nuova struttura FFE.
"Questo non è mai stato discusso", ha precisato la FIFA in un comunicato, "tuttavia il presidente della FIFA e l’amministrazione della FIFA avranno e dovranno avere ruoli di primo piano in questa entità, se sarà approvata".
Nel comunicato diffuso martedì non è stato indicato alcun calendario per il dibattito e le decisioni da parte della FIFA, del suo Consiglio direttivo presieduto da Infantino e delle 211 federazioni calcistiche nazionali rappresentate.