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Caso Tate, gli influencer sfidano l'estradizione richiesta da Londra

Andrew Tate, a destra, e il fratello Tristan arrivano alla Corte d'appello a Bucarest, Romania, il 1º agosto 2023. (AP Photo/Andreea Alexandru)
Andrew Tate, a destra, e il fratello Tristan arrivano alla Corte d'appello di Bucarest, in Romania, il 1º agosto 2023. (Foto AP/Andreea Alexandru) Diritti d'autore  Copyright 2023 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Greta Ruffino
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Andrew e Tristan Tate restano detenuti a Miami mentre contestano l'estradizione nel Regno Unito. Nuove accuse aggravano il procedimento e l'udienza sulla cauzione è fissata per agosto

Si apre una nuova fase della lunga vicenda giudiziaria che coinvolge Andrew e Tristan Tate. I due influencer anglo-americani, arrestati a Miami il 18 luglio su richiesta delle autorità britanniche, hanno avviato la loro battaglia legale contro l'estradizione nel Regno Unito, dove devono rispondere di numerose accuse, tra cui stupro, tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e altri reati sessuali.

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Nel corso dell'udienza di aggiornamento davanti al tribunale federale di Miami sono state fissate le principali tappe del procedimento. Il giudice ha programmato per il 13 agosto l'udienza sulla custodia cautelare, durante la quale sarà valutata l'eventuale concessione della libertà su cauzione.

Entro il 5 agosto la difesa presenterà formalmente la richiesta di rilascio, mentre il Regno Unito avrà tempo fino al 16 settembre per trasmettere tutta la documentazione necessaria all'estradizione. Il procedimento potrebbe protrarsi per diversi mesi e, al termine dell'iter giudiziario, l'ultima parola spetterà al segretario di Stato americano, Marco Rubio.

Le accuse nel Regno Unito

Negli ultimi giorni la posizione dei fratelli Tate si è aggravata dopo che il Crown Prosecution Service britannico ha autorizzato nuove incriminazioni relative ad altre quattro presunte vittime.

Le accuse riguardano fatti che sarebbero avvenuti tra il 2010 e il 2017 e comprendono stupro, aggressioni, favoreggiamento della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e, nel caso di Andrew Tate, anche reati relativi a immagini indecenti di minori e pornografia estrema. Con le nuove contestazioni il totale delle imputazioni a loro carico è salito a 59 capi d'accusa.

I due fratelli devono inoltre affrontare le precedenti accuse formulate nel Regno Unito, che riguardano altre presunte vittime e comprendono stupro, lesioni personali, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione.

La strategia della difesa

L'avvocato Joseph McBride continua a sostenere che Andrew e Tristan Tate siano innocenti e che le accuse siano motivate politicamente.

Secondo il legale, i due non rappresentano un rischio di fuga, avendo rispettato negli ultimi anni tutte le prescrizioni imposte nell'ambito del procedimento penale aperto in Romania nel 2022. McBride ha inoltre affermato che le nuove accusatrici non sarebbero state identificate pubblicamente e ha definito il procedimento un tentativo di colpire i suoi assistiti senza prove sufficienti.

Nessun aiuto dalla Casa Bianca

Nelle scorse ore la Casa Bianca ha escluso qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

La portavoce Karoline Leavitt ha respinto le ipotesi di un possibile intervento del presidente a favore dei due influencer, chiarendo che l'amministrazione statunitense non intende interferire nel procedimento di estradizione. Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato di non prevedere, almeno per il momento, un proprio intervento nel caso.

Il procedimento in Romania resta aperto

Parallelamente alla richiesta di estradizione britannica, Andrew e Tristan Tate continuano a essere coinvolti nel procedimento avviato in Romania nel 2022, dove sono accusati di aver reclutato donne con l'inganno per sfruttarle sessualmente. I due hanno sempre respinto tutte le contestazioni, sostenendo di essere vittime di una persecuzione giudiziaria.

La vicenda coinvolge ormai tre diversi sistemi giudiziari – Romania, Regno Unito e Stati Uniti – e potrebbe richiedere ancora molti mesi prima di arrivare a una conclusione definitiva.

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