I presidenti Trump e Pezeshkian hanno firmato l'accordo quadro per ripristinare lo status quo prebellico tra Iran e Stati Uniti. Si tratta del primo passo per porre fine alla guerra lanciata con Israele il 28 febbraio. Cosa prevede l'intesa, i cui dettagli andranno negoziati nei prossimi due mesi
Il presidente statunitense Donald Trump ha firmato mercoledì un accordo con l'Iran che prevede, tra l'altro, la fine della guerra, che Teheran diluisca le sue scorte di uranio altamente arricchito e la fine graduale delle sanzioni internazionali contro l'Iran.
L'intesa ha già consentito la partenza di navi bloccate da oltre tre mesi di ostilità nel Golfo Persico e anche a una dozzina di petroliere iraniane di navigare liberamente dopo il blocco imposto ai porti dalla marina Usa.
Il testo preliminare, i cui dettagli andranno negoziati nei prossimi 60 giorni, ha "effetto immediato" dopo la firma dei leader dei due Paesi, ha dichiarato in un post sui social media il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che ha contribuito a mediare l'accordo.
Giovedì il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato in briefing alla Casa Bianca che "l'orologio parte da oggi, visto il fuso orario". L'intesa quadro raggiunta ha ancora diversi nodi da scogliere e tra questi c'è il programma nucleare di Teheran e la prosecuzione delle ostilità in Libano tra Israele e Hezbollah.
"Il programma nucleare iraniano è stato completamente distrutto", ha detto Vance, aggiungendo che "Israele deve rispettare il processo di pace", dal momento che gli attacchi che causano la morte di civili "non sono accettabili".
Quanto alla libertà di navigazione, il vice di Donald Trump ha confermato la piena apertura dello Stretto di Hormuz - che "non vogliamo venga chiuso di nuovo" - ma se i negoziati non andassero come inteso, lo stesso presidente Usa ha lasciato aperta la possibilità di riprendere gli attacchi.
Oltre alla rimozione delle sanzioni - su cui l'Alta rappresentante Kallas ha commentato che l'Ue lo farà solo "se le condizioni lo permetteranno - l'intesa sembra concedere all'Iran diversi benefici immediati chiedendo in cambio ben poco.
Sarebbe infatti stato concesso anche a Teheran di accedere a un piano per la ricostruzione e lo sviluppo dell'Iran da 300 miliardi di dollari. Alla Casa Bianca Vance ha tuttavia rimarcato che l'Iran "non prenderà in nessuna circostanza un solo centesimo dagli Stati Uniti d'America".
"Il semplice fatto è che l'unico modo in cui gli iraniani otterrebbero quei fondi è se rispettassero pienamente e cambiassero il loro comportamento", ha spiegato il vicepresidente Usa.
Trump firma l'accordo a Versailles
L'accordo è stato avvolto nel riserbo e nella confusione per giorni. I funzionari statunitensi si sono rifiutati di divulgarne i termini anche dopo aver affermato che Trump e il vicepresidente JD Vance lo avevano firmato digitalmente nel fine settimana.
Trump ha firmato una copia cartacea mercoledì, durante una cena con il presidente francese Emmanuel Macron a Versailles, il palazzo dove nel corso dei secoli sono stati siglati numerosi accordi storici che hanno posto fine a guerre o dispute territoriali.
La Casa Bianca aveva previsto una cerimonia di firma per venerdì in Svizzera, ma il suo svolgimento è ora incerto, tra informazioni contrastanti provenienti da Stati Uniti, Iran e Pakistan.
"È firmato", ha detto Trump lasciando la cena a Versailles, che seguiva il suo viaggio al vertice del G7 in Francia.
In un video pubblicato online da un collaboratore della Casa Bianca, si vede Trump seduto a un tavolo accanto a Macron mentre firma una copia cartacea dell'accordo. Trump poi passa il documento e la penna al segretario di Stato Marco Rubio, tra gli applausi dei presenti.
"Non è stato facile", ha detto Trump poco prima di firmare, secondo un video pubblicato sui social da Macron.
A Teheran, il presidente Masoud Pezeshkian, con un volto impassibile**, ha firmato l'intesa per conto dell'Iran,** secondo l'agenzia di stampa ufficiale IRNA, che ha diffuso un'immagine in cui lo si vede sollevare il documento con la sua firma e quella di Trump.
I contenuti dell'accordo non sono stati resi pubblici dai funzionari statunitensi, ma alcune indiscrezioni trapelate sui media USA sembrano indicare che la Casa Bianca abbia accettato concessioni importanti pur di arrivare all'intesa, nonostante in precedenza avesse adottato una retorica di dura contrapposizione contro la Repubblica islamica.
Gran parte dell'accordo riporterebbe allo status quo precedente la guerra. Prevede la fine delle ostilità, il rilancio dei colloqui tra Stati Uniti e Iran sul progetto nucleare di Teheran e la riapertura dello stretto di Hormuz, il passaggio cruciale per il petrolio e il gas naturale mondiali, la cui chiusura ha provocato una storica crisi energetica globale.
L'accordo riapre lo stretto senza pedaggi per due mesi, consentendo la ripresa di un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas, ma non esclude l'introduzione di tariffe in futuro, secondo le bozze diffuse da entrambi i Paesi.
In cambio, gli Stati Uniti procederanno a sospendere, ma non a revocare, alcune delle ampie sanzioni imposte all'Iran.
L'intesa ribadisce inoltre l'impegno a rispettare l'integrità territoriale del Libano di fronte all'invasione israeliana e alle continue aggressioni, mentre le forze di Israele puntano a colpire le postazioni di Hezbollah, nonostante una fragile tregua ancora in corso.
È uno degli aspetti più delicati dell'accordo, perché Israele ha ribadito che continuerà a "difendersi" e a occupare vaste porzioni del Libano. L'Iran ha chiesto più volte, nell'ambito dell'intesa, il ritiro israeliano, una condizione che Tel Aviv ha già respinto.
Stati Uniti e Israele sono entrati in guerra contro l'Iran il 28 febbraio, in parte per impedire a Teheran di acquisire un'arma nucleare. Trump ha indicato obiettivi diversi per il conflitto, arrivando in alcuni momenti a promettere che avrebbe posto fine ai programmi nucleari e missilistici iraniani e al sostegno a Hezbollah e ad altri gruppi per procura nella regione. Ha anche lasciato intendere che la guerra avrebbe potuto portare al rovesciamento del governo iraniano.
L'intesa provvisoria è lontana dal raggiungere tutti questi obiettivi, ma Trump l'ha definita "molto forte".
Il presidente repubblicano ha presentato l'accordo come un segnale di buona volontà da parte della Casa Bianca per negoziare in buona fede un'intesa di lungo periodo, ma ha anche lasciato aperta la possibilità di abbandonarlo se necessario.
"È un memorandum d'intesa e, se non mi piacerà, torneremo a sparargli addosso, a sganciare bombe", ha dichiarato Trump, con tono di sfida, a Parigi.