La presidente della Commissione della Camera, Gloria Arizabaleta, ha disposto la sospensione provvisoria del presidente Petro, mentre si indaga sul suo presunto coinvolgimento in irregolarità nella campagna elettorale. Il provvedimento resterà in vigore fino al 21 giugno
In Colombia la presidente della Commissione d'indagine e accusa della Camera dei Rappresentanti, Gloria Arizabaleta, ha disposto la sospensione provvisoria del presidente Gustavo Petro nell'ambito di un'indagine sul suo presunto coinvolgimento in questioni legate alla campagna elettorale.
Il provvedimento resterà in vigore fino al 21 giugno alle ore 16 locali, termine fissato per la chiusura delle votazioni del secondo turno delle elezioni presidenziali.
Secondo Arizabaleta, esisterebbero elementi sufficienti per giustificare una misura cautelare nei confronti del capo dello Stato. La deputata, appartenente al Pacto Histórico, la stessa forza politica di Petro, ha sostenuto che la permanenza in carica del presidente potrebbe interferire con il regolare svolgimento dell'indagine.
La decisione dovrà ora essere esaminata dal Senato, unico organo che può rendere effettiva un'eventuale sospensione del presidente. Qualora il provvedimento venisse confermato, Petro diventerebbe il primo capo di Stato nella storia della Colombia a essere sospeso dall'incarico durante il mandato.
L'annuncio ha raggiunto Petro mentre si trovava a New York per partecipare alle sessioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, attualmente presieduto a rotazione dalla Colombia. Nel corso del suo intervento, il presidente ha respinto le accuse e ribadito l'intenzione di concludere regolarmente il proprio mandato.
"Il 7 agosto lascerò la Casa de Nariño come cittadino della Repubblica di Colombia e non come presidente", ha dichiarato, smentendo le ipotesi secondo cui potrebbe cercare di prolungare la propria permanenza al potere oltre i limiti costituzionali.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Interno, Armando Benedetti, che ha contestato la legittimità della decisione della Commissione d'accusa. Secondo il ministro, l'organismo svolge esclusivamente funzioni istruttorie e non dispone del potere di sospendere il presidente della Repubblica. Benedetti ha sottolineato che una simile misura potrebbe essere adottata soltanto dal Senato, dopo un eventuale procedimento formale avviato dalla Camera dei Rappresentanti.
L'inchiesta si inserisce in un clima politico già particolarmente teso. Negli ultimi giorni Petro ha infatti contestato i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali, che hanno visto prevalere di misura l'avvocato conservatore Abelardo de la Espriella sul senatore di sinistra Iván Cepeda.
Il presidente ha denunciato possibili irregolarità nel processo elettorale, citando presunte anomalie nel registro degli elettori, problemi nei sistemi di trasmissione dei dati e possibili manipolazioni durante lo scrutinio. Tra gli elementi portati all'attenzione dell'opinione pubblica figura anche un video diffuso sui social network che, secondo Petro, dimostrerebbe una frode nei consolati colombiani negli Stati Uniti.
Tuttavia, le verifiche effettuate da osservatori indipendenti hanno escluso la presenza di prove concrete di brogli. Secondo le ricostruzioni, il filmato mostrerebbe dati riferiti a giornate diverse di votazione all'estero, interpretati erroneamente come appartenenti allo stesso scrutinio.
La Missione di Osservazione Elettorale dell'Unione europea ha definito il processo elettorale "trasparente", pur esprimendo preoccupazione per l'impatto della disinformazione sul dibattito pubblico e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Anche la Registraduría nazionale ha confermato la regolarità delle operazioni di voto, precisando che i ricorsi presentati hanno riguardato meno dell'1% dei seggi scrutinati.
In attesa della decisione del Senato, la vicenda rischia di alimentare ulteriormente le tensioni politiche nel Paese a pochi giorni dal ballottaggio presidenziale del 21 giugno.