All'Iran è stata annullata la quota di biglietti per il Mondiale e 13 delegati sono ancora senza visto, costringendo la squadra a stabilirsi in Messico. Intanto un arbitro somalo è stato respinto, un attaccante iracheno trattenuto sette ore a Chicago e i giocatori senegalesi perquisiti all'arrivo.
La nazionale di calcio dell’Iran si sta allenando a Tijuana, sotto strette misure di sicurezza e con forti vincoli logistici, a meno di una settimana dall’ingresso negli Stati Uniti per la gara d’esordio ai Mondiali, mentre resta irrisolta la disputa sui visti per 13 membri della delegazione e sulla revoca della quota di biglietti per tutte e tre le partite del girone.
La Federcalcio iraniana ha dichiarato martedì che l’intera assegnazione dell’8% della capienza per ognuna delle sue partite, contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, è stata annullata senza alcuna spiegazione. La federazione ha presentato un reclamo formale.
Al Congresso della FIFA a Vancouver, ad aprile, il presidente Gianni Infantino ha aperto il suo intervento affermando di voler “confermare subito, per chi voglia dire o scrivere il contrario, che naturalmente l’Iran parteciperà alla Coppa del Mondo FIFA 2026. E naturalmente l’Iran giocherà negli Stati Uniti d’America”.
Prima di quel discorso al congresso, Infantino era apparso a sorpresa anche nell’amichevole di preparazione dell’Iran contro il Costa Rica in Turchia, dove aveva detto ai giornalisti che l’Iran sarebbe stato ai Mondiali.
“È per questo che siamo qui”, ha dichiarato Infantino. “Ho visto la squadra, ho parlato con i giocatori e con l’allenatore, quindi è tutto a posto”.
Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha affermato che Infantino gli ha dato una promessa personale diretta.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato separatamente a Infantino che l’Iran era “benvenuto a competere”, messaggio che il numero uno della FIFA ha poi reso pubblico su Instagram.
In precedenza gli Stati Uniti avevano rifiutato di rilasciare il visto a 13 membri dello staff tecnico e amministrativo dell’Iran. Resta incerto se ai giocatori iraniani sarà consentito entrare negli Stati Uniti solo nei giorni di gara o anche il giorno precedente, come previsto dal protocollo FIFA.
Secondo il calendario FIFA, la squadra deve arrivare il giorno prima della gara d’esordio del 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles, per assolvere agli obblighi con i media. La conferenza stampa del commissario tecnico Amir Ghalenoei è in programma alle 15.45 ora locale di lunedì 25 giugno allo stadio della partita.
La squadra ha scelto come base Tijuana, appena oltre il confine messicano di fronte a San Diego, per ridurre al minimo le distanze da percorrere in territorio statunitense.
Tornerà a Tijuana prima di partire per Inglewood per la sfida con il Belgio del 21 giugno e poi per Seattle per la partita contro l’Egitto.
La preparazione dell’Iran per il torneo è stata pesantemente compromessa dalla guerra. Dopo mesi di amichevoli annullate e di incertezze diplomatiche, la squadra si è recata in ritiro in Turchia per poi entrare infine in Messico via Spagna.
L’ultima amichevole di preparazione prevista, secondo quanto riferito contro il Granada, è stata cancellata per l’indisponibilità dell’avversaria.
La designazione dei Guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) come organizzazione terroristica straniera da parte di Stati Uniti e Canada, entrambi Paesi co-organizzatori del Mondiale, ha complicato il rilascio dei visti ai dirigenti della nazionale per tutta la fase di preparazione.
Arbitro somalo respinto
L’intero torneo è stato caratterizzato da difficoltà legate all’immigrazione che hanno colpito varie delegazioni, mentre un arbitro somalo selezionato dalla FIFA, che avrebbe fatto la storia come primo del suo Paese a dirigere un Mondiale, è stato respinto all’aeroporto di Miami cinque giorni prima dell’inizio della competizione.
Omar Abdulkadir Artan, 34 anni, era uno dei 52 ufficiali di gara scelti per arbitrare alla Coppa del Mondo e uno dei sette africani, ma è stato respinto dalla polizia di frontiera statunitense (US Customs and Border Protection).
Artan è stato nominato miglior arbitro CAF del 2025, il massimo riconoscimento individuale per la categoria in Africa, e aveva diretto la finale della CAF Champions League al Cairo il 1° giugno 2025.
È stato il primo somalo ad arbitrare alla Coppa d’Africa 2024 (AFCON), dove ha diretto la clamorosa sconfitta della Tunisia contro la Namibia e la storica vittoria della Mauritania sull’Algeria, due delle sorprese più memorabili del torneo.
Il consigliere senior del ministero dello Sport della Somalia, Ciise Aden Abshir, ha dichiarato all’AFP che la decisione “danneggia non solo lui personalmente, ma mina anche l’impegno del calcio per l’equità, il merito e lo spirito del fair play”.
La FIFA ha fatto sapere di essere stata informata che la sua situazione “non cambierà per il momento” e ha confermato che non potrà arbitrale al Mondiale.
Trump ha firmato un ordine esecutivo nel giugno 2025 che vieta ai cittadini di 12 Paesi, tra cui Iran e Somalia, di entrare negli Stati Uniti.
Altre squadre alle prese con ostacoli
Il centravanti simbolo dell’Iraq è stato a sua volta trattenuto per circa sette ore all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago per controlli di sicurezza. Aymen Hussein, che gioca per l’Al-Karma SC in Iraq, è stato poi autorizzato a entrare nel Paese.
La US Customs and Border Protection ha affermato che tutti i viaggiatori, atleti compresi, sono “soggetti a controlli e verifiche” caso per caso.
Video circolati sui social media mostrano i giocatori del Senegal sottoposti a perquisizioni corporali in quella che sembra un’area adiacente alla pista dell’aeroporto. Il Senegal è inserito nel gruppo F con Francia, Iraq e Norvegia.
La nazionale dell’Uzbekistan, compreso il commissario tecnico Fabio Cannavaro, è stata controllata da agenti federali con cani poliziotto all’esterno del pullman della squadra, prima di un’amichevole contro i Paesi Bassi a New York, partita poi persa 2-1 dall’Uzbekistan.
La prossima partecipazione ai Mondiali sarà la prima storica apparizione dell’Uzbekistan. Cannavaro ha vinto il torneo da capitano dell’Italia nel 2006.
L’Iran è una delle nazionali asiatiche con più esperienza ai Mondiali e partecipa per la quarta volta consecutiva al torneo.
I “Yuzs”, o Leopardi persiani, sono inseriti nel gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. Il Belgio è considerato tra le squadre più forti d’Europa, mentre la Nuova Zelanda si è qualificata come rappresentante dell’Oceania.