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Elezioni in Kosovo: vince il premier Kurti ma non ha maggioranza, necessaria ancora una coalizione

Sostenitori sventolano bandiere al comizio conclusivo del Partito Democratico del Kosovo (PDK), nella capitale Pristina, Kosovo, sabato 6 giugno 2026.
I sostenitori sventolano bandiere al comizio di chiusura del Partito Democratico del Kosovo (PDK), a Pristina, in Kosovo, sabato 6 giugno 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Rebecca Rommen
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il più giovane Paese d’Europa è alle prese con le terze elezioni anticipate in poco più di un anno. Secondo i primi exit poll, il partito del premier uscente Albin kurti sarebbe in vantaggio ma potrebbe perdere la maggioranza assoluta ottenuta a dicembre 2025

Il premier uscente kosovaro Albin Kurti ha vinto le elezioni legislative in Kosovo ma dovrà ricorrere a un governo di coalizione.

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Nelle terze elezioni in poco più di un anno, il partito Vetëvendosje di Kurti ha ottenuto quasi il 43% dei voti, secondo i risultati provenienti a spoglio quasi concluso.

Il risultato del partito del premier è inferiore a quello delle precedenti elezioni di dicembre, quando aveva raccolto il 51% dei voti. Non è sufficiente dunque per formare da solo il prossimo governo, il che fa presagire difficili negoziati di coalizione.

Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) e la Lega Democratica del Kosovo (LDK), entrambi all'opposizione, hanno ottenuto rispettivamente il 21% e il 17% dei voti.

Secondo i dati ufficiali, l'affluenza è crollata da 46,5% di dicembre 2025 al 36% circa, un evidente segno di sfiducia da parte dell'elettorato, frustrato dalla prolungata instabilità politica.

Lo stallo politico in Kosovo

Il voto arriva dopo mesi di paralisi istituzionale, con il malcontento che cresce nel Paese dei Balcani occidentali. Ad aprile un Parlamento profondamente diviso non è riuscito a eleggere un nuovo presidente, aggravando una crisi innescata dai risultati del voto precedente nel febbraio 2025.

Il partito Vetëvendosje del primo ministro Albin Kurti era risultato infatti la forza più votata, ma non aveva ottenuto la maggioranza di governo, dando il via a mesi di stallo politico e a una nuova tornata elettorale a dicembre.

Nonostante il partito di Kurti abbia conquistato di nuovo il maggior numero di seggi (51,1%, in aumento rispetto al 42% di febbraio) e abbia formato un governo con l'appoggio dei rappresentanti delle minoranze, le tensioni sono rimaste. Il boicottaggio da parte dell'opposizione del voto parlamentare per la nomina di un nuovo presidente ha infine costretto allo scioglimento del Parlamento, aprendo la strada alle elezioni di domenica.

L'ex presidente Vjosa Osmani, che si è candidata al Parlamento con il suo ex partito, la Lega democratica del Kosovo, ha dichiarato a Euronews: "Spero davvero che il popolo del Kosovo ci aiuti a ottenere questo risultato, creando un equilibrio democratico tra i partiti politici. Questo costringerà tutte le forze a sedersi allo stesso tavolo e a raggiungere al più presto un accordo sulla formazione delle istituzioni".

A proposito dello stallo in corso, Osmani ha aggiunto: "È una crisi inutile, un blocco del tutto superfluo, perché sta danneggiando il Paese".

Gli analisti avvertono che anche questa consultazione potrebbe non spezzare il circolo vizioso. Secondo il politologo Ardi Uka, il Kosovo sembra intrappolato in uno schema di elezioni ripetute, con pochi segnali di compromesso tra i partiti rivali, motivi per cui "la crisi continuerà".

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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