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EasyJet indagata in Italia per presunte tariffe bagagli scorrette sulle piattaforme di prenotazione

ARCHIVIO. Aerei EasyJet parcheggiati sull'asfalto dell'aeroporto di Luton, nel Bedfordshire, in Inghilterra, marzo 2020
ARCHIVIO. Aerei EasyJet parcheggiati sulla pista dell'aeroporto di Luton, nel Bedfordshire, in Inghilterra, marzo 2020 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Quirino Mealha
Pubblicato il
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L’Autorità garante della concorrenza italiana ha avviato un’indagine formale su easyJet, accusata di aver fuorviato i clienti con prezzi poco trasparenti per i bagagli sui suoi canali di prenotazione.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), l'authority antitrust italiana, ha annunciato martedì di aver avviato un'istruttoria formale nei confronti di easyJet Airline Company Limited per presunte pratiche commerciali scorrette.

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Il caso ruota attorno al modo in cui la compagnia struttura e presenta le tariffe per i bagagli sul proprio sito web e sulla app, e il regolatore sostiene che ai passeggeri venga abitualmente offerta un'immagine distorta di quanto stanno effettivamente pagando.

Secondo l'Agcm, la piattaforma di easyJet impostava come opzione predefinita un pacchetto comprendente bagaglio da stiva e attrezzatura sportiva per i viaggi di andata e ritorno, mostrando solo un prezzo medio complessivo per il servizio, anche quando i clienti non avevano intenzione di acquistarlo per entrambe le tratte.

L'Autorità sostiene che chi desiderava aggiungere il bagaglio soltanto per una delle due tratte fosse costretto a interrompere la procedura di prenotazione per modificare questa impostazione, un passaggio che la maggior parte dei consumatori difficilmente noterebbe o riuscirebbe a gestire.

L'indagine dovrà accertare se il sistema di prenotazione di easyJet abbia creato condizioni tariffarie poco trasparenti e limitato la capacità dei consumatori di compiere scelte pienamente consapevoli.

Al momento della pubblicazione easyJet non ha rilasciato commenti pubblici sul caso.

I precedenti interventi dell'Agcm

Non è la prima volta che easyJet finisce nel mirino delle autorità italiane.

Nel maggio 2021 l'Agcm ha inflitto una multa da 2,8 milioni di euro alla compagnia, insieme a Ryanair e Volotea, dopo che tutte e tre non avevano offerto rimborsi in contanti per i voli cancellati quando l'Italia ha revocato le restrizioni di viaggio legate al COVID-19, emettendo invece dei voucher.

EasyJet ha presentato ricorso, ma il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, a Roma, ha respinto l'impugnazione nel febbraio 2025.

L'Agcm non ha mostrato esitazioni nell'intervenire più in generale sul settore.

Nel dicembre 2025 ha comminato a Ryanair una sanzione da 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante nei voli da e per l'Italia.

Secondo l'Autorità italiana, la compagnia aveva messo in atto una «elaborata strategia» per ostacolare le agenzie di viaggio nell'acquisto dei suoi voli, anche tramite controlli di riconoscimento facciale, blocchi dei pagamenti e cancellazioni massicce di account, una decisione che Ryanair ha annunciato subito di voler impugnare.

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