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Celebrazioni pasquali sospese per la guerra nelle comunità cristiane di Dubai, mentre cresce l'incertezza con un barlume di speranza

Una foto del 20 gennaio 2019 mostra una donna in preghiera durante la Messa nella chiesa cattolica di St. Mary a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Una foto del 20 gennaio 2019 mostra una donna in preghiera durante la Messa nella chiesa cattolica di St. Mary a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Diritti d'autore  Jon Gambrell/AP Photo
Diritti d'autore Jon Gambrell/AP Photo
Di Jane Witherspoon & Toby Gregory
Pubblicato il
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Per ragioni di sicurezza dovute al perdurare degli attacchi iraniani, le chiese di Dubai hanno sospeso le messe pasquali. I cristiani cattolici degli Emirati Arabi Uniti e del Golfo hanno accolto il messaggio pasquale con speranza nonostante la costante minaccia

I cristiani degli Emirati Arabi Uniti sono stati avvisati di non riunirsi per le tradizionali messe pasquali nelle due principali chiese cattoliche di Dubai a causa della minaccia di attacchi missilistici e di droni iraniani.

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Diramati in tutto il Golfo allerte in questa Domenica di Pasqua, mentre le forze antiaeree sono impegnate a intercettare missili e droni iraniani.

Nonostante la sospensione delle celebrazioni ufficiali, cerimonie pasquali si sono svolte in circostanze informali. I cristiani locali e quelli provenienti da alttri Paesi hanno in questo modo mantenuto vivo lo sprito religioso della Pasqua.

Le funzioni religiose pasquali sono state sospese presso la Chiesa cattolica di Santa Maria e la Chiesa di San Francesco d'Assisi a Dubai attraverso annunci pubblicati sui rispettivi siti web venerdì scorso, che guidavano i parrocchiani a seguire le messe pasquali online.

"Tutte le Messe nella nostra chiesa sono cancellate fino a nuovo avviso" e "i parrocchiani sono pregati di astenersi dal visitare i locali della chiesa, nell'interesse della sicurezza e del benessere della comunità", si legge nell'annuncio della chiesa di San Francesco d'Assisi. La zona costiera vicino alla chiesa di Jebel Ali è stata colpita più volte da attacchi iraniani.

Jebel Ali è un simbolo di tolleranza a Dubai, dove si trovano numerose chiese e templi di diverse confessioni religiose. Le direttive di sicurezza delle autorità si applicano anche ad altri raduni religiosi: la chiesa anglicana della Santissima Trinità, la cattedrale ortodossa di San Tommaso, la chiesa copta ortodossa di Santa Mina e la parrocchia di Mar Thoma, nonché i templi sikh e indù sono stati temporaneamente chiusi. Le funzioni sono state invece spostate online.

La chiesa cattolica di Saint Mary a Oud Metha di Dubai, una delle più grandi parrocchie cattoliche del mondo, ha pubblicato il seguente messaggio:

"Si prega di notare che a partire dal 3 aprile la nostra chiesa sarà chiusa a tutti i visitatori fino a nuovo avviso", si legge nel comunicato.

La Pasqua è tradizionalmente un momento spirituale importante e una grande occasione di incontro per i cristiani di Dubai, con la comunità locale e quella degli espatriati che di solito si riuniscono in gran numero nelle chiese cattoliche, con grandi preparativi fatti molto tempo prima.

Gli attacchi missilistici e dei droni iraniani continuano e Dubai è tenuta sveglia tra allarmi e incursioni, anche per questo i cristiani negli Emirati Arabi Uniti e in tutto il Golfo abbracciano la Pasqua come un rinnovato segno di speranza e di unione in questo periodo di difficoltà.

Solidarietà sollecitata tra i cristiani del Golfo

Il vicario apostolico dell'Arabia meridionale, il vescovo Paolo Martinelli, che sovrintende alla Chiesa cattolica negli Emirati Arabi Uniti, ha lanciato un appello alla solidarietà tra i cristiani del Golfo durante questa Pasqua, riconoscendo il disappunto per il fatto che le messe della Chiesa dovranno essere seguite online, anziché di persona, ma chiedendo anche a tutti i parrocchiani di rispettare le istruzioni delle autorità.

"Vorrei esprimere la mia vicinanza a voi in questi giorni santi, mentre celebriamo il fondamento della nostra fede, Cristo Gesù, morto e risorto", ha detto il vescovo Martinelli nel suo messaggio pasquale, incoraggiando i cristiani a "pregare incessantemente per la fine della guerra e per la pace e la riconciliazione".

"Speriamo sinceramente di poter tornare presto a celebrare insieme a tutti voi nelle nostre chiese. È certamente doloroso non poter partecipare di persona alle belle e ricche celebrazioni della settimana santa", ha aggiunto il vescovo.

I giornalisti di Euronews a Dubai continuano a riportare i raid aerei iraniani, che non si sono fermati durante la Settimana Santa.

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