Per ragioni di sicurezza dovute al perdurare degli attacchi iraniani, le chiese di Dubai hanno sospeso le messe pasquali. I cristiani cattolici degli Emirati Arabi Uniti e del Golfo hanno accolto il messaggio pasquale con speranza nonostante la costante minaccia
I cristiani degli Emirati Arabi Uniti sono stati avvisati di non riunirsi per le tradizionali messe pasquali nelle due principali chiese cattoliche di Dubai a causa della minaccia di attacchi missilistici e di droni iraniani.
Diramati in tutto il Golfo allerte in questa Domenica di Pasqua, mentre le forze antiaeree sono impegnate a intercettare missili e droni iraniani.
Nonostante la sospensione delle celebrazioni ufficiali, cerimonie pasquali si sono svolte in circostanze informali. I cristiani locali e quelli provenienti da alttri Paesi hanno in questo modo mantenuto vivo lo sprito religioso della Pasqua.
Le funzioni religiose pasquali sono state sospese presso la Chiesa cattolica di Santa Maria e la Chiesa di San Francesco d'Assisi a Dubai attraverso annunci pubblicati sui rispettivi siti web venerdì scorso, che guidavano i parrocchiani a seguire le messe pasquali online.
"Tutte le Messe nella nostra chiesa sono cancellate fino a nuovo avviso" e "i parrocchiani sono pregati di astenersi dal visitare i locali della chiesa, nell'interesse della sicurezza e del benessere della comunità", si legge nell'annuncio della chiesa di San Francesco d'Assisi. La zona costiera vicino alla chiesa di Jebel Ali è stata colpita più volte da attacchi iraniani.
Jebel Ali è un simbolo di tolleranza a Dubai, dove si trovano numerose chiese e templi di diverse confessioni religiose. Le direttive di sicurezza delle autorità si applicano anche ad altri raduni religiosi: la chiesa anglicana della Santissima Trinità, la cattedrale ortodossa di San Tommaso, la chiesa copta ortodossa di Santa Mina e la parrocchia di Mar Thoma, nonché i templi sikh e indù sono stati temporaneamente chiusi. Le funzioni sono state invece spostate online.
La chiesa cattolica di Saint Mary a Oud Metha di Dubai, una delle più grandi parrocchie cattoliche del mondo, ha pubblicato il seguente messaggio:
"Si prega di notare che a partire dal 3 aprile la nostra chiesa sarà chiusa a tutti i visitatori fino a nuovo avviso", si legge nel comunicato.
La Pasqua è tradizionalmente un momento spirituale importante e una grande occasione di incontro per i cristiani di Dubai, con la comunità locale e quella degli espatriati che di solito si riuniscono in gran numero nelle chiese cattoliche, con grandi preparativi fatti molto tempo prima.
Gli attacchi missilistici e dei droni iraniani continuano e Dubai è tenuta sveglia tra allarmi e incursioni, anche per questo i cristiani negli Emirati Arabi Uniti e in tutto il Golfo abbracciano la Pasqua come un rinnovato segno di speranza e di unione in questo periodo di difficoltà.
Solidarietà sollecitata tra i cristiani del Golfo
Il vicario apostolico dell'Arabia meridionale, il vescovo Paolo Martinelli, che sovrintende alla Chiesa cattolica negli Emirati Arabi Uniti, ha lanciato un appello alla solidarietà tra i cristiani del Golfo durante questa Pasqua, riconoscendo il disappunto per il fatto che le messe della Chiesa dovranno essere seguite online, anziché di persona, ma chiedendo anche a tutti i parrocchiani di rispettare le istruzioni delle autorità.
"Vorrei esprimere la mia vicinanza a voi in questi giorni santi, mentre celebriamo il fondamento della nostra fede, Cristo Gesù, morto e risorto", ha detto il vescovo Martinelli nel suo messaggio pasquale, incoraggiando i cristiani a "pregare incessantemente per la fine della guerra e per la pace e la riconciliazione".
"Speriamo sinceramente di poter tornare presto a celebrare insieme a tutti voi nelle nostre chiese. È certamente doloroso non poter partecipare di persona alle belle e ricche celebrazioni della settimana santa", ha aggiunto il vescovo.
I giornalisti di Euronews a Dubai continuano a riportare i raid aerei iraniani, che non si sono fermati durante la Settimana Santa.