Il giovane estremista di destra, che santificava gli stragisti su Telegram, voleva emulare la strage della Columbine del 1999. Possedeva istruzioni per realizzare ordigni e armi batteriologiche per condurre atti di terrorismo, mentre in Italia si alza l'allerta su radicalizzazione ed estremismo
Arrestato un 17enne a Perugia nell'ambito di un'operazione contro il terrorismo di estrema destra. Gli inquirenti sospettano che stesse progettando una strage scolastica seguita dal proprio suicidio, sul modello di quella compiuta da due adolescenti alla Columbine High School (Stati Uniti) nel 1999, nella quale persero la vita sedici persone, compresi gli autori dell'assalto.
L'operazione è stata condotta dal Reparto operativo speciale dei carabinieri tra Umbria, Abruzzo, Toscana ed Emilia-Romagna.
Il giovane è di Pescara, ma risiede nel capoluogo umbro. Gravi gli indizi a suo carico, includono delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo la procura minorile di L'Aquila, il 17enne ha diffuso istruzioni dettagliate per la manifattura di ordigni bellici e armi da fuoco fai da te, anche con tecnologia 3D. Il giovane sarebbe stato scoperto in possesso di manuali riguardanti l'uso di sostanze chimiche e batteriologiche pericolose alla scopo di condurre atti di terrorismo e di vademecum contenenti istruzioni per sabotare servizi pubblici essenziali.
L'indagato disponeva inoltre di istruzioni per la preparazione e l'uso di perossido di acetone, sostanza utilizzata in altri attentati come a Bruxelles e Parigi e soprannominata la "madre di Satana".
Su Telegram il giovane glorificava gli stragisti
Il ragazzo faceva parte di un gruppo Telegram incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della "razza ariana", oltre che sulla costante glorificazione di stragisti quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch (Nuova Zelanda) nel 2019, e Anders Behring Breivik, l'attentatore che nel 2011 uccise 77 persone a Oslo e Utoya.
Dello stesso ecosistema virtuale di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista facevano parte altri sette minori delle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo, indagati a seguito delle perquisizioni dei carabinieri.
L'ultimo caso di minori radicalizzati sui social
Quello del 17enne pescarese è solo l'ultimo di una serie di interventi condotti da polizia e carabinieri nei confronti di giovani, spesso minorenni, che con sempre maggiore facilità si radicalizzano online, spesso puntando all'addestramento e al proselitismo, invitando altri a emulare le gesta che si apprestano a compiere.
A febbraio, la Digos di Napoli ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un minore che diffondeva tutorial raffiguranti tecniche terroristiche scaricati dal dark web. Il ragazzo è accusato di aver preso parte a un'associazione con finalità di terrorismo e condiviso in reteil giuramento di fedeltà allo Stato islamico.
Simile il caso di un 15enne di Treviso, ritenuto lo scorso dicembre responsabile di istigazione a delinquere e apologia di reati di terrorismo, oltre a auto-addestramento e addestramento con finalità di terrorismo. Pubblicava su Telegram frequenti incitamenti a commettere atti di violenza di matrice xenofoba e antisemita, spesso celebrando noti attentati terroristici, e pianificava la costruzione di armi e ordigni.
Un altro 15enne, in Toscana, indagato arruolamento con finalità di terrorismo internazionale e porto di armi o oggetti atti ad offendere è stato collocato in una comunità. In passato ha giurato fedeltà allo Stato Islamico sui social e si è reso lui stesso artefice di tentativi di arruolamento di altre persone.
Ancora, la scorsa estate, un totale di 22 giovani giovani tra i 13 e i 17 anni sono stati perquisiti perché coinvolti in numerose chat d'area estremista, in alcuni casi di matrice jihadista, in altri suprematista, accelerazionista o neonazista. Perquisizioni coordinate ma afferenti a casi diversi in numerose regioni italiane, a dimostrazione della capillarità del fenomeno della radicalizzazione sui social network, dove i giovani consumano propaganda e intessono rapporti con soggetti di analogo orientamento.
I dati diffusi dal rapporto Europol per il 2024 hanno contato 58 attacchi terroristici compiuti in Europa. Un numero relativamente basso rispetto a perquisizioni e interventi preventivi delle forze dell'ordine del continente, che sventano possibili attentati, stragi e atti violenti.
Un dato allarmante riguarda l'età dei soggetti coinvolti. Europol rileva che il 43 per cento degli indagati ha tra i 20 e i 30 anni, segnalando altresì percorsi di radicalizzazione in crescita tra i minori che hanno 12-15 anni.
La morte dei due anarchici alza l'attenzione sul pericolo eversione in Italia
Nelle ultime settimane, in Italia è tornata al centro delle cronache la galassia anarchica dopo che lo scorso 20 marzo due persone, un uomo e una donna, sono morte mentre costruivano un ordigno rudimentale, fatto esplodere per errore in un casolare ababndonato del Parco degli acquedotti, a Roma.
A seguito dell'episodio, al Viminale si è riunito il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa), già in allerta a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, convocato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
A seguito di perquisizioni, la Digos ha sequestrato vario materiale di area anarchica. Al vaglio degli inquirenti anche i contatti telefonici che le due vittime hanno tenuto nelle giornate antecedenti l'esplosione.
Ancora ignoto il vero obiettivo dell'ordigno. Tra le possibilità valutate "d'interesse anarchico" dagli inquirenti rientrano uno snodo ferroviario, così come il polo Tuscolano della polizia e una caserma dei carabinieri nella capitale.
Un'altra pista presa in esame valuta l'utilizzo dell'esplosivo per un rilancio della campagna a favore dell'anarchico Alfredo Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in regime di 41bis, mentre blog, forum e profili social vengono passati al setaccio alla ricerca di contatti e collegamenti con la coppia.
Massima allerta dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente
In Italia, l'attenzione è stata alzata ulteriormente all'indomani dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. Per 28mila obiettivi sull'intero territorio nazionale, su indicazione del ministro dell'InternoPiantedosi, è stato elevato il livello di allerta.
Il rischio è che il conflitto risvegli cellule dormienti di matrice fondamentalista, nuclei silenti per anni, che si attivano a seguito di scossoni geopolitici.
Oltre ai siti fisici, Digos e Polizia Postale hanno intensificato l'attività informativa sul web con l'obiettivo di intercettare i cosiddetti "lupi solitari", monitorando canali social e piattaforme dove un piano d'attacco può essere messo in piedi in poche ore.