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8 marzo: ultraottantenni passano il testimone agli studenti

Raccontano ai liceali di Treviso la difficoltà dell'essere donna
Raccontano ai liceali di Treviso la difficoltà dell'essere donna
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Di ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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(ANSA) - TREVISO, 07 MAR - Sono le testimonianze e la speranza di Silvana, Maria e Gemma, alcune delle 20 donne residenti al Centro Servizi per gli anziani di "Villa delle Magnolie" di Monastier di Treviso che, in occasione della Giornata Internazionale della donna, hanno deciso di condividere il loro vissuto personale con gli studenti e le studentesse del Liceo Classico Canova di Treviso. Hanno trascritto su dei biglietti le loro storie e le hanno appese all'Albero delle stagioni, collocato nella piazza della struttura, che per la giornata dell'8 marzo è diventato "L'albero della Donna". Con il supporto del professor Sauro Tavella, sono stati coinvolti 50 studenti e studentesse delle classi prima C e seconda B del Liceo trevigiano che hanno avuto modo di leggere in anteprima tutte le venti testimonianze delle ospiti del Centro Servizi e scrivere anche loro, su dei bigliettini, delle riflessioni su come agire nel futuro per avere una completa parità di genere, i loro vissuti e le loro speranze. "Quando ero piccola e andavo in chiesa gli uomini stavano sempre seduti davanti e le donne dietro - racconta Silvana -. Spero che mai più la donna debba stare dietro all'uomo ma al suo fianco". A parlare di un passato che torna anche nel presente è Elena: "da giovane ero sottomessa al padre; da sposata ero sottomessa al marito - ricorda -. Se la donna era fortunata, era rispettata ed amata, ma spesso i mariti erano autoritari e violenti… Spero che il rispetto verso la persona vada oltre il genere e la cultura". Bianca sottolinea i passi fatti in questi decenni e la strada che resta ancora da compire: "in famiglia eravamo in tanti, eppure l'uomo era sempre quello più importante"… E spera che la società "comprenda che non è il genere a dare valore alla persona, ma la dignità". "Le esperienze delle nostre ospiti, come quelle che hanno vissuto tutti i nostri nonni, sono un patrimonio che dobbiamo tutelare nel tempo" commenta il direttore del Centro Servizi agli anziani Flavio Ogniben. (ANSA).

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