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Ex vigilessa uccisa, parla ex compagno di cella di un imputato

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Di ANSA
'Mi ha detto che non era sicuro fosse morta quando fu sepolta'
'Mi ha detto che non era sicuro fosse morta quando fu sepolta'

(ANSA) – BRESCIA, 02 LUG – “L’ho fatto per una questione
etica, perché quello che hanno commesso è mostruoso”. Lo ha
detto l’ex compagno di cella di Mirto Milani che aveva raccolto
l’ammissione in cella sull’omicidio di Laura Ziliani e che poi
ha collaborato favorendo le intercettazioni ambientali in
carcere a Brescia che hanno, una volta chiusa l’indagine da
parte della Procura, costretto Milani a confessare. Così come poi hanno fatto anche Paola e Silvia Zani, le due
figlie dell’ex vigilessa di Temù uccisa l’otto maggio di un anno
fa e poi ritrovata tre mesi più tardi cadavere vicino al fiume
Oglio nel paese della Vallecamonica. “Mirto mi ha raccontato che quella sera lui, Paola e Silvia
preparano dei muffin e riempiono quello destinato a Laura di
benzodiazepine. Lei lo mangia però non crolla come previsto nei
primi 10 minuti: aveva un fisico forte. Alla Ziliani sembra non
succedere niente e va a letto. Laura a un certo punto è ormai
rintronata e va in cucina per prendere da bere dal frigorifero.
A quel punto scatta la furia di Silvia che prende da dietro la
madre. Laura cade sulla figlia, le salta sopra Paola per tenerla
ferma, ma la mamma non muore. Con Mirto le mettono il sacchetto
di plastica sulla testa e lo chiudono con una fettuccia e una
porzione di prolunga” racconta al Giornale di Brescia. “Mirto
Milani mi ha detto che c‘è il dubbio che sia stata seppellita
viva, senza che loro ne fossero certi. Laura aveva convulsioni
lunghe”, ha concluso il detenuto. (ANSA).

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