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Omofobia: preside scuola, carriera alias è questione di civiltà

Da noi attiva da 8 mesi, benessere studenti è nostro dovere
Da noi attiva da 8 mesi, benessere studenti è nostro dovere
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Di ANSA
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(ANSA) - ANCONA, 17 MAG - "Aderire al progetto 'Carriera alias', per favorire la transizione di genere di studenti e studentesse che ne sentano la necessità, è una questione di civiltà": a dirlo, nella Giornata Internazionale contro l'Omofobia, è Francesco Maria Orsolini, dirigente scolastico del liceo artistico "Edgardo Mannucci" di Ancona, Jesi e Fabriano che da quest'anno ha introdotto, appunto, il "registro" dei nomi elettivi, quelli cioè con cui i ragazzi vogliono essere identificati per vedere riconosciuta la propria identità di genere, che non corrisponde a quella indicata all'anagrafe. "Ce lo hanno chiesto alcuni studenti e studentesse con le loro rispettive famiglie - racconta il dirigente -. Nell'ottobre scorso, dopo essermi confrontato anche con altri colleghi che lo avevano già adottato, il collegio dei docenti e il consiglio di istituto hanno deliberato all'unanimità che il nostro liceo dovesse andare in questa direzione". "Dopo otto mesi - aggiunge Orsolini - possiamo dire che il progetto ha già avuto positivi riscontri. In un caso abbiamo avuto il riscontro diretto di uno studente che, dopo aver avviato il percorso che lo ha portato al cambio di nome in aula, racconta assieme ai suoi genitori di aver trovato una nuova serenità". Il nome elettivo che lo studente o la studentessa scelgono viene utilizzato solo per le comunicazioni interne all'istituto, tutti gli atti amministrativi, compreso il diploma, continuano a riportare le generalità registrate all'anagrafe. "Favorire il benessere degli studenti credo che sia un dovere di ogni scuola" aggiunge Orsolini. I problemi più intimi di questi studenti non svaniscono con il cambio di nome in classe, ma "la scuola può essere di aiuto al processo di cambiamento, favorendo rapporti interpersonali improntati alla correttezza ed al reciproco rispetto delle libertà e dell'inviolabilità della persona". "Neun caso di discriminazione o bullismo è stato registrato nei tre istituti, le ragazze e i ragazzi hanno dato prova di grande maturità", conclude Orsolini. (ANSA).

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