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In Italia con l'obbligo vaccinale si deve ancora firmare il consenso informato?

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Di euronews con Ansa
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controlli coronavirus
controlli coronavirus   -   Diritti d'autore  AP Photo

 Caffè amaro giovedì mattina per gli italiani, almeno per gli ultracinquantenni recalcitranti all'idea del vaccino. Con l'ultimo Cdm il dado è tratto, e l'iniezioni del vaccino non è più procrastinabile, che piaccia o meno: l'Italia si divide anche se resta tra i Paesi europei con il tasso di vaccinati più alto. 

Il nuovo provvedimento era già nell'aria e in molti si sono decisi a varcare le porte degli hub vaccinali, resistono anche i forzati dei tamponi; chi decide di non fare il vaccino fino al prossimo 15 giugno potrà optare per il tampone ma vedrà ridotto sensibilmente il suo margine di vita sociale.

Il problema del consenso informato

Con il varo dell'obbligo vaccinale anti-Covid per gli over50, deciso ieri dal Consiglio dei ministri, scoppia la questione legata al consenso informato per la vaccinazione. Diventando l'immunizzazione obbligatoria, in caso di danno da vaccino, rileva il Codacons, lo Stato dovrebbe essere responsabile ma ciò non è attualmente evidenziato nel modulo da firmare.

Secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, tuttavia, la questione non si porrebbe poichè è già prassi che lo Stato provveda a indennizzare il cittadino nell'eventualità di conseguenze negative legate alla vaccinazione.

Il consenso informato deve essere modificato con urgenza, pena una raffica di ricorsi in tribunale contro lo Stato italiano
Carlo Rienzi, presidente Codacons

La questione però resta aperta e lo stesso Costa non esclude ulteriori provvedimenti chiarificatori, mentre i giuristi rilevano come l'obbligatorietà decisa dal governo non sia in contrasto con il dettato costituzionale.

Il consenso informato firmato dai cittadini che si sottopongono al vaccino anti-Covid, sostiene il presidente Codacons Carlo Rienzi, "deve essere modificato con urgenza, pena una raffica di ricorsi in Tribunale contro lo Stato Italiano.

Oggi i moduli sul consenso informato firmati dai soggetti che accettano di sottoporsi a vaccinazione contro il Covid, infatti, non prevedono responsabilità in capo allo Stato in caso di effetti collaterali, reazioni avverse gravi o danni permanenti.

Questo perché la vaccinazione era, fino ad oggi, volontaria. Con l'introduzione dell'obbligo vaccinale per una categoria di soggetti, gli over50, è evidente che il consenso informato in vigore oggi non è più legittimo, e deve essere modificato eliminando qualsiasi clausola che escluda responsabilità da danni da vaccino". 

Cosa fare nell'attesa delle dovute modifiche dei moduli?

E nell'attesa delle "dovute modifiche", il Codacons invita gli over50 a non firmare alcun consenso informato, o a cancellare dai moduli qualsiasi clausola che escluda responsabilità dello Stato in caso di effetti avversi.

La questione è invece chiara secondo Costa che sottolinea come, "al di là delle modifiche e delle scelte che valuteremo nei prossimi giorni, già oggi in presenza di una vaccinazione di massa a tutela della salute pubblica lo Stato interviene e si fa carico e indennizza qualora ci siano dei danni ai cittadini, e c'è una sentenza della Corte costituzionale che afferma questo".

Quindi, ribadisce il sottosegretario"già oggi è così. Se però ci sarà bisogno di un ulteriore chiarimento o provvedimento, valuteremo nei prossimi giorni".

La questione "non sussiste" anche per il giurista Amedeo Santosuosso perchè, rileva, "la base del consenso informato è l'articolo 32 della Costituzione, che prevede che attraverso una legge possano essere previste limitazioni alla libertà delle persone: il decreto approvato ha valore di legge e quindi soddisfa i requisiti dell'art 32". 

La "giustificazione giuridica è nell'art. 32 e la giustificazione sociale della norma - commenta - sta ovviamente nel numero crescente di decessi legati alla pandemia". 

L'eventuale danno è comunque a carico dello Stato, ribadisce pure il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici  Filippo Anelli, che sottolinea come in ogni caso se il cittadino si vaccina è tenuto a firmare il consenso informato ed il medico, dal canto suo, ha l'obbligo di verificare che ciò avvenga, altrimenti "la procedura si blocca".

Con il consenso informato, chiarisce, "in pratica il medico spiega al cittadino quali possono essere le conseguenze positive e negative della vaccinazione, e firmando il consenso informato il cittadino dichiara di aver compreso quanto gli è stato spiegato. Se non lo firma - conclude Anelli -la somministrazione non può avvenire".