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I dubbi dell'Unione Europea sulla liceità delle elezioni in Russia

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Di Pedro Sacadura  & Alberto de Filippis
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I dubbi dell'Unione Europea sulla liceità delle elezioni in Russia
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Si levano accuse di irregolarità, di brogli elettorali e una repressione senza precedenti contro l'opposizione. In Europa, la vittoria della maggioranza del partito russo filo-Cremlino "Russia Unita" alle elezioni parlamentari di questo passato fine settimana è avvolta nel dubbio. Già in difficoltà in passato, le relazioni Europa-Russia potrebbero diventare più tese in futuro.

Così peter Stano, portavoce europeo: "Queste elezioni si sono svolte in un'atmosfera di voci critiche e indipendenti intimidite. Queste consultazioni si sono svolte senza un'osservazione internazionale credibile".

Molte le accuse di brogli

Giovedì scorso il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione, raccomandando all'UE di non riconoscere la Duma, il parlamento russo, qualora l'elezione fosse considerata fraudolenta.

Per l'eurodeputato Sergey Lagodinsky, coautore del rapporto sui rapporti con la Russia, ci sono differenze tra il popolo russo e il regime di Vladimir Putin: "Non siamo nemici della Russia. Questo Parlamento e gli europei sono dalla parte del popolo russo e della società civile russa che è sotto pressione. Siamo critici, però, e più che critici, sulla situazione con la democrazia e su questo governo. La situazione ci costringerà ad essere più geostrategici nel modo in cui la affrontiamo".

Per il rappresentante russo presso l'UE Vladimir Chizhov, invece, il rapporto del Parlamento europeo è un esempio di ingerenza negli affari interni di uno Stato.

Il capo della diplomazia europea dovrebbe incontrare il suo omologo russo questa settimana a margine di una riunione dell'Onu a New York.