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Mafia: sequestro beni a boss della Stidda e al fratello

Antonio Maira era stato inquisito dal giudice Livatino
Antonio Maira era stato inquisito dal giudice Livatino
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(ANSA) – PALERMO, 12 MAG – Beni per un valore di 400mila euro
sono stati sequestrati dal personale della sezione misure di
Prevenzione patrimoniali -della Questura di Agrigento ai
fratelli Antonio e Giuseppe Maira, rispettivamente di 71 e 65
anni, di Canicattì. Antonio, sottolineano gli investigatori, è stato un
personaggio di primo piano nel panorama criminale della
provincia agrigentina: negli anni ‘80 come appartenente alla
“Stidda” subì diverse condanne, tra cui quella più pesante
inflittagli in un processo dove la pubblica accusa era
sostenuta dall’allora giovane Pm Rosario Livatino, il giudice
proclamato Beato domenica scorsa dopo essere stato ucciso nel
‘90 da quattro killer. Secondo diversi collaboratori di giustizia il giudice sarebbe
stato assassinato proprio perché aveva inflitto forti condanne
ad affiliati della “Stidda”, tra cui appunto Antonio Maira che
era stato condannato dal Tribunale di Agrigento nel 1986 a 22
anni e mezzo di reclusione, pena poi ridotta in appello a 17 e
sei mesi. (ANSA).

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