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Covid: protesta ristoratori Sicilia, vogliamo aprire

Presidente Fipe-Confcommercio, "basta, siamo arrivati"
Presidente Fipe-Confcommercio, "basta, siamo arrivati"
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(ANSA) – CATANIA, 27 GEN – “Siamo stanchi di questi ‘stop and
go’ dei governi nazionale e regionale. Siamo arrivati. Non
sappiamo più cosa fare. I ristori non bastano. Chiediamo di
poter riaprire in sicurezza, come hanno fatto nella Provincia
autonoma di Bolzano, con i servizi al tavolo”. A parlare è il
presidente regionale della Fine Confcommercio Dario Pistorio,
stamane a Catania alla testa di una manifestazione organizzata
dai ristoratori e dagli operatori del settore in Sicilia per
protestare contro la zona rossa e la chiusura di bar, ristoranti
e attività di somministrazione in genere. Una cinquantina
solamente, date le restrizioni anti Covid 19, le persone che vi
hanno partecipato, tutte munite di mascherina e osservando il
distanziamento. In Sicilia sono 15 mila gli esercizi pubblici associati alla
Fipe Confcommercio, il 70 per cento dei quali ristoratori e bar.
Secondo i dati della Fine-Confcommercio il 90 per cento ha
sofferto la crisi dovuta alla pandemia perché non ha potuto
esercitare la propria attività. Nel 2020 i bar hanno avuto un
calo del 60 per cento, i ristoratori dell’85 per cento. In
totale nell’isola vi sono stati due milioni 730 mila euro di
perdite nel comparto. “Gli esercizi pubblici – ha sottolineato Pistorio – sono
stati i più colpiti perché in zona arancione solo con l’asporto
il 90 per cento dei ristoratori non ha aperto. Abbiamo preparato
un decalogo, che abbiamo mandato sia al governo nazionale che
regionale, che può dare un indirizzo per le aperture dei nostri
esercizi in sicurezza, con restrizioni anche maggiori ed
attendiamo una risposta”. “Zona arancione ? Noi pubblici esercizi – ha concluso -
purtroppo saremmo nella stessa modalità di rosso. Non abbiamo
concluso nulla. Vogliamo aprire”. (ANSA).

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