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Ue, arrivano le super sanzioni a chi viola i diritti umani

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Ue, arrivano le super sanzioni a chi viola i diritti umani
Diritti d'autore  Johanna Geron/AP
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Sanzioni specifiche per chi viola i diritti umani. L'Unione europea si dota di uno strumento giuridico nuovo per mettere personaggi controversi in una lista nera a parte, destinata unicamente ai soggetti che si macchiano di crimini contro l'umanità.

Questa decisione, approvata oggi dai ministri degli esteri dei Ventisette, riuniti al Consiglio europeo, consentirà di congelare beni e imporre divieti di viaggio a persone coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani. I crimini vanno dal genocidio alla censura della libertà di espressione e colpiscono anche i trafficanti di esseri umani.

Un simile strumento normativo esiste già nel Regno Unito, e negli Stati Uniti, dove dal 2012 è in vigore il Magnitsky act, che prende il nome da un funzionario russo che morì in carcere a Mosca nel 2009 per aver indagato sue dei casi si corruzione nel suo Paese.

Secondo l'esperto di finanza e diritti umani, Bill Browder, la clausola dell'unanimità richiesta dal “Magnisky act europeo è un vero problema. I ventisette stati membri, infatti, raramente hanno visioni concordi sulle sanzioni - ricorda l'esperto -. Un altro limite è che non include i reati di corruzione anche se spesso corruzione e violazione dei diritti umani sono interconnesse e vanno di pari passo.” Per Browder, alcuni personaggi vicini ai governi di Russia e Cina dovrebbero essere banditi subito dall'Unione europea.

Turchia

I ministri degli Esteri Ue hanno anche discusso dei rapporti con la Turchia in vista del vertice di giovedì prossimo in cui delle sanzioni ad Ankara sono all'ordine del giorno. Grecia e Cipro infatti continuano a sentirsi minacciate dalle attività di esplorazione estrattiva di idrocarburi della marina turca nel Mediterraneo orientale.

Per l'Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri, Joseb Borrell, “La situazione con la Turchia sotto diversi aspetti è peggiorata”. Difficile immaginare però un blocco comune contro Ankara, considerata strategicamente importante per il controllo dei flussi migratori.

Venezuela

I capi della diplomazia europea hanno discusso anche della crisi in Venezuela e non hanno riconosciuto il risultato delle elezioni del 6 dicembre scorso che hanno visto la rielezione del presidente Maduro. Per Bruxelles è arrivato il momento di avviare un processo di transizione politica che prenda in considerazione la volontà dei venezuelani.