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Turchia, la Nato punta sul dialogo nonostante tutto

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Turchia, la Nato punta sul dialogo nonostante tutto
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La ripresa del conflitto nella regione contesa tra Azerbaigian e Armenia del Nagorno-Karabach, e il fallimento della comunità internazionale di far rispettare il cessate il fuoco, ha posto di nuovo sotto i riflettori il ruolo della Turchia all'interno della Nato. Il presidente armeno Armen Sarkissian si è recato in questi giorni a Bruxelles dove ha incontrato, tra gli altri, anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che si è detto favorevole ad una soluzione politica di questo conflitto. "La NATO - ha detto Stoltenberg in conferenza stampa - non gioca alcun ruolo nel conflitto in Nagorno-Karabach e la Turchia è un prezioso alleato; cosa che ho ribadito chiaramente al presidente dell'Armenia. Siamo profondamente preoccupati per gli eventi drammatici a cui assistiamo in Nagorno-Karabach - ha aggiunto il leader della Nato - in particolare per quanto riguarda i civili, per questo chiediamo all'Azerbaigian e all'Armenia di porre fine ai combattimenti e attenersi al cessate il fuoco".

Per la Nato la Turchia rappresenta un alleato scomodo anche nel Mediterraneo orientale, dove la questione delle acque contese con la Grecia sullo sfruttamento degli idracarburi non accenna a risolversi, nonostante gli sforzi di mediazione della Germania. Per il momento la Nato si limita ad un'azione di monitoraggio e prevenzione degli incidenti tra le opposte marine militari.

"La Nato non vuole schierarsi a favore o contro della Grecia o della Turchia - ha affermato l'ambasciatrice USA presso la Nato, Kay Baily Hutchison - perché sono entrambi storici membri della Nato. Vogliamo innanzitutto che concordino sul fatto che vada trovata una soluzione e che questa deve essere politica. La Nato - ha aggiunto l'ambasciatrice americana - ha incoraggiato i due Paesi a vedere nella Germania il mediatore ideale. La Germania, di cui si fidano entrambi, può offrire davvero il tavolo dove sedersi e risolvere la questione di fondo ovvero i confini marittimi che dividono Turchia e Grecia".

La settimana scorsa Turchia ha ammesso di aver testato i missili russi S-400. Una mossa che i greci hanno poco gradito e che non aiuta la ripresa del dialogo.