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Borse e borsette: la seconda vita degli stricioni europei

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Borse e borsette: la seconda vita degli stricioni europei
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Nulla si crea, nulla si distrugge, ma soprattutto tutto si trasforma. La Commissione Europea non ha aspettato la settimana verde che terrà tra pochi giorni per dare una seconda vita ai suoi striscioni pubblicitari. Tutto accade a una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles. In laboratorio 15 persone con un leggero handicap realizzano borse, borsoni sportivi, borse per la spesa ma anche borse per biciclette.

Al momento producono circa 500 articoli, che corrispondono in media a 250 m2 di striscioni recuperati, praticamente tutto lo striscione appeso sul palazzo della Commissione europea.

La Commissione non è l'unico cliente di questo laboratorio di design. In media ogni anno transitano in questa officina quasi 2.500 m2 di striscioni che vengono poi trasformati in 3.000 articoli diversi. In più di 10 anni, designpoint ha ricevuto 70.000 m2 di materia prima, l'equivalente di 15 campi da calcio. Il lavoro è sempre svolto a mano per ragioni etiche ma anche tecniche, spiega Jean-Luc Théate, capo dell'associazione Designpoint.

"Il nostro è un concetto piuttosto low-tech. Gli strumenti che vengono impiegati in questo laboratorio sono principalmente macchine da cucire e ogni parte è tagliata a mano. Ma c'è ha anche un'esigenza tecnica che è quella di poter tagliare ogni pezzo che dà vita ad una borsa unica. Non tutte le superfici possono essere utilizzate su un telone ed è necessario poter posizionare i modelli secondo gli elementi grafici visivi che abbiamo a disposizione".

Questo laboratorio tessile produce solo il 20% degli articoli che provengono dall'azienda che originariamente produceva carta. Ma le dinamiche stanno cambiando e questa attività è destinata a svilupparsi in futuro.

A suo modo, la Commissione europea favorisce il circolo virtuoso che trasforma i suoi strumenti di comunicazione che hanno durata ridotta. Ma l'istituzione è anche impegnata in altri sforzi per ridurre le emissioni di Co2, racconta Tim McPhie, portavoce della Commissione europea.

"Abbiamo sostanzialmente cercato di ridurre l’inquinamento su tutti i fronti. Ad esempio, il nostro uso di carta è diminuito del 71% dal 2005 al 2018. Abbiamo ha ridotto il consumo di energia nei nostri edifici di oltre il 60% nello stesso periodo".

La Commissione europea vuole raggiungere obiettivo zero emissioni entro il 2030.