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Alpi: un patrimonio da tutelare in modo sostenibile. Tra storia e futuro

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Alpi: un patrimonio da tutelare in modo sostenibile. Tra storia e futuro
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Siamo in Italia. Per la precisione sulle Dolomiti. Qui, un un po’ come ovunque sulle Alpi, troviamo le tipiche abitazioni di montagna, ricche di storia. Un patrimonio da preservare. Un obiettivo del progetto europeo Atlas, in collaborazione con comuni e architetti.

Questa baita fu costruita nel 1819. Fu una delle prime abitazioni con l'elettricità. Elmar Gruber e la sua famiglia hanno deciso di ristrutturla, preservandone l'identità e rendendola efficiente dal punto di vista energetico: “Volevamo conservare il più possibile il carattere di questa casa. Alle finestre, per esempio, abbiamo fatto un risanamento energetico, con il compromesso di non perdere il carattere che avevano una volta e sono anche venute molto bene. Avevamo qualche dubbio su alcune cose, ma poi eravamo anche stupiti da cosa si riesce a fare.”

"Dobbiamo dimostrare che è possibile rinnovare vecchi edifici e avere un comfort moderno. Certo bisogna mantenere intatta la storia e l'identità, per la comunità, per il comune, e per la regione."
Franziska Hass
coordinatrice progetto Atlas

ALPI: TRA STORIA E FUTURO

Il progetto crea un database di questi edifici storici da restaurare e fornisce una guida di soluzioni tecniche, davvero preziose per gli architetti, come ci spiega anche Franziska Hass, coordinatrice di Atlas: “Mettiamo insieme questi esempi per dimostrare che è possibile rinnovare vecchi edifici e avere un comfort moderno. Certo bisogna mantenere intatta la storia della casa, il vecchio "fascino" e l'identità, per la comunità, per il comune, e per la regione."

Atlas è uno dei circa 60 progetti di "Alpine Space*, uno dei programmi supportati dalla politica di Coesione dell'UE. Il suo obiettivo è promuovere la cooperazione tra sette paesi alpini e migliorare la qualità della vita sulle Alpi. Sebbene la cooperazione nella regione alpina è presente da decenni, questo è il primo programma di cooperazione transnazionale dell'UE per le Alpi, avviato nel 2000.

Tra il 2014 e il 2020, Alpine Space ha investito 139 milioni di euro per trovare soluzioni condivise e rafforzare la cooperazione tra i paesi che ne fanno parte: Austria, Francia, Germania, Slovenia, Italia, Liechtestein, Svizzera

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COME PROTEGGERE LA BIODIVERSITA' DELLE ALPI

Un altro progetto di Alpine Space si chiama "AlpES". Coordinato da Lukas Egarter, mappa gli ecosistemi e le aree più minacciate e stabilisce linee comuni per gestirle: “Gli ecosistemi di acqua dolce sono quelli più delicati nella regione alpina. Per la precisione, sono alla base di tutta la vita sul pianeta. Dunque è nostra responsabilità mantenere questi ecosistemi in buone condizioni affinché possano fornire i loro servizi anche alle generazioni future.”

AlpES analizza i principali servizi come l’approvvigionamento idrico o le emissioni di CO2, in oltre 70.000 comuni dello Spazio alpino. Partono dal presupposto che il benessere umano va di pari passo con la salute degli ecosistemi.