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A Cremona scompaiono i liutai francesi e la concorrenza cinese morde

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A Cremona scompaiono i liutai francesi e la concorrenza cinese morde
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La città natale di Stradivari, Cremona, è un vero laboratorio per liutai di tutto il mondo, qui le botteghe sembrano essere dappertutto, a perdita d'occhio.

Lavorando all'ombra dei grandi maestri, gli artigiani italiani stanno combattendo valorosamente su di un mercato in contrazione e contro una durissima concorrenza straniera. Il tutto cercando la perfezione, un violino alla volta.

Stefano Conia: "Ho mantenuto attivo il numero di partita IVA perché senza di esso non avrei potuto continuare a produrre legalmente violini. Se non fossi riuscito a realizzarli, la mia vita sarebbe finita. Vengo al laboratorio ogni giorno."

Ma sono rimasti solo solo pochi liutai cremonesi ... la maggior parte degli artigiani sono stranieri. Molti sono arrivati per studiare alla Scuola Internazionale di Liuteria della città e sono rimasti.

Marco Nolli: "A Cremona siamo solo alcuni liutai di origine cremonese, in percentuale, il 30% sono italiani e pochi cremonesi".

I master per intraprendere questa carriera dura, ma ricca di soddisfazioni partono da 25.000 euro. Alcuni violini possono essere venduti anche a più di 10.000 euro.

Per 200 euro o poco meno però, è possibile acquistare un violino cinese, con arco e custodia come evidenzia questa liutaia francese.

Bénédicte Friedmann: "La grande differenza tra i violini prodotti in Cina e quelli realizzati a Cremona è questa: quelli cinesi sono la combinazione di più mani, mentre i violini artigianali prodotti a Cremona hanno al loro interno la personalità del liutaio. Questo è molto importante."

Senza nulla voler togliere ai professionisti cinesi la sapienza cremonese resta ancora la più alta nel mondo. E il suono perfetto di questi strumenti lo dimostra.