ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Giganti del tabacco sotto accusa: donazioni in cambio di favori politici nell'est Europa?

Immagine d'archivio
Immagine d'archivio   -   Diritti d'autore  Jenny Kane/AP
Dimensioni di testo Aa Aa

I giganti del tabacco Philip Morris International e Imperial Tobacco, hanno respinto le accuse di avere usato l'emergenza sanitaria causata dal Covid-19 per migliorare la loro immagine pubblica e avere accesso ai politici locali in Grecia, Romania ed Ucraina.

Papastratos, filiale di Philip Morris International, ha fornito 50 respiratori agli ospedali greci per aiutarli ad affrontare la pandemia.

La Croce Rossa rumena ha ricevuto una donazione finanziaria - si parla di un milione di dollari - da parte della Philip Morris International. Sia Philip Morris International che Imperial Tobacco hanno entrambe donato denaro in Ucraina.

Per i critici non è altro che una strategia basata sulle pubbliche relazioni volta a fare pressione sui governi affinché allentino i controlli sul tabacco. Inoltre sottolineano come il consumo di tabacco aumenti significativamente il rischio di malattie gravi o di morte a causa del Covid-19.

"Non volevamo farci pubblicità"

Alcuni sostengono che queste donazioni siano in contrasto con la Convenzione quadro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sul controllo del tabacco (FCTC), un trattato entrato in vigore nel 2005 per proteggere le persone dagli effetti del consumo di tabacco.

Sia Philip Morris International che Imperial Tobacco hanno negato qualsiasi illecito, sostenendo che sono stati i governi a chidere i loro aiuto. "L'Imperial Tobacco Ukraine, essendo un importante datore di lavoro a Kiev, è stata invitata a donare un ventilatore all'ospedale dall'autorità regionale e da altri gruppi locali", si legge in un comunicato inviato dall'azienda a Euronews.

"L'azienda - continua il comunicato - è stata felice di farlo e non ha cercato alcuna pubblicità. E' chiaro che non è stata violata alcuna normativa e che essere criticati per aver accettato di sostenere la comunità di Kiev in questi tempi difficili e senza precedenti è una vergogna".

Nataliya Bondarenko, direttore degli affari esterni di Philip Morris Ukraine, ha negato che le donazioni della società violino la FCTC.

Ha anche affermato che il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, aveva chiesto ai dirigenti aziendali di dare una mano durante l'emergenza.

"La FCTC non proibisce le interazioni tra operatori commerciali e organizzazioni governative - ha detto Bondarenko a Euronews, riferendosi alle azioni della società in Ucraina, Romania e Grecia - raccomanda alle parti di agire in conformità con la legge nazionale per proteggere le politiche di salute pubblica in materia di controllo del tabacco da interessi commerciali dell'industria del tabacco".

"Questa disposizione - aggiunge Bondarenko - implica che le autorità di regolamentazione devono agire con imparzialità e trasparenza. La nostra donazione è stata fatta nel pieno rispetto della legge, dimostrando la nostra integrità e trasparenza".

I soliti trucchi

La dottoressa Mary Assunta, responsabile della ricerca globale presso il Global Center for Good Governance in Tobacco Control, si occupa specificamente della politica internazionale per il controllo del tabacco: stando ad Assunta le donazioni contravvengono a due disposizioni della FCTC.

"La FCTC - spiega - è un trattato giuridicamente vincolante e, sebbene quasi tutti i paesi l'abbiano ratificato, molti si trovano ad affrontare le sfide dell'industria del tabacco quando lo attuano. Tuttavia, circa 60 paesi hanno vietato o hanno restrizioni sulle donazioni legate al tabacco".

"Attualmente - prosegue Assunta - molti governi sono vulnerabili perché non hanno fondi per combattere la pandemia. Aziende come Philip Morris stanno sfruttando la pandemia per donare denaro alle organizzazioni e ai governi. Fa parte della loro strategia per migliorare la loro immagine e ottenere l'accesso ai politici".

Il dottor Mateusz Zatoński, membro del gruppo di ricerca sul controllo del tabacco dell'Università di Bath (TCRG), in Inghilterra, sottolinea come aziende del tabacco siano state particolarmente attive con le donazioni durante la pandemia.

"L'industria del tabacco ricorre ai suoi soliti trucchi quando dice di sostenere i governi durante la pandemia, interferendo allo stesso tempo con ciò che quei governi stanno facendo per rafforzare il controllo del tabacco", ha detto Zatoński, che recentemente ha pubblicato sull'argomento un articolo sulla rivista medica internazionale Tobacco Control.

"Queste donazioni - spiega Zatoński - sono un modo per l'industria del tabacco di presentarsi come imprese modello e come partner legittimi per i responsabili politici. Ma allo stesso tempo fanno affermazioni fuorvianti, sostenendo che le nuove politiche di controllo del tabacco, o qualsiasi cosa che possa danneggiare la loro attività, causano conseguenze sociali ed economiche negative. L'attività filantropica aiuta a dare un patina di credibilità a queste affermazioni fuorvianti".

"Vediamo spesso le aziende del tabacco dare soldi a organizzazioni con legami politici - conclude Zatoński - perché può essere un modo per facilitare in futuro i contatti con i responsabili politici".

Il legame tra fumo e Covid-19

La Segreteria della Convenzione della FCTC - un organo di controllo del trattato separato dall'OMS - ha dichiarato che tali donazioni sono in contrasto con l'accordo, che è stato ratificato da più di 180 paesi in tutto il mondo.

"La Segreteria della Convenzione è a conoscenza delle donazioni dell'industria del tabacco. Queste donazioni contravvengono a due articoli dell'FCTC: il 13 e il 5.3.".

L'articolo 13 della FCTC dice che le donazioni di tabacco a "organizzazioni, organizzazioni sanitarie, di benessere o ambientali, direttamente o attraverso altri enti, dovrebbero essere proibite perché tali contributi mirano a promuovere l'uso di tabacco, direttamente o indirettamente".

La Segreteria si spinge oltre, definendo le donazioni mirate alla promozione del consumo di tabacco come "una strategia di marketing oltre che di pubbliche relazioni".

"Oggi, l'industria del tabacco sta ancora una volta approfittando della situazione di vulnerabilità di molti dei nostri partiti, offrendo il suo 'aiuto filantropico' attraverso donazioni di denaro, dispositivi di protezione personale, ventilatori e altre risorse, nel tentativo di far fare bella figura all'industria e di migliorare la sua reputazione".

Al di là dei dettagli del trattato, alcuni sottolineano il fatto che le aziende del tabacco stanno donando aiuti per combattere una malattia che si sospetta sia aggravata dal fumo.

Due esperti hanno detto a Euronews che sono necessarie ulteriori ricerche, ma che c'è un forte legame tra fumo e Covid-19.

"L'uso del tabacco, come la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), l'ipertensione, il diabete e le malattie cardiovascolari aumentano significativamente il rischio di malattie critiche e di morte nei pazienti affetti da Covid-19", ha scritto Henry Brandon, che ha recentemente pubblicato uno studio sulla BPCO e sul Covid sulla rivista Respiratory Medicine.

"Il fumo in tutte le forme può anche provocare un'infiammazione polmonare diretta e danni che possono predisporre a forme gravi di Covid. Per questo è fortemente consigliabile limitare il consumo di tabacco, anche quello della sigaretta elettronica".

Anche Russell G Buhr, assistente di medicina alla University of California di Los Angeles, ha confermato la connessione tra fumo e forme gravi di Covid.

La potente lobby ucraina

Philip Morris International ha donato circa 350.000 euro all'ente di beneficenza privato Health for All in Ucraina per combattere il virus. Imperial Tobacco ha contribuito a sponsorizzare un ventilatore polmonare a Kiev.

Il consumo e la produzione di tabacco sono in calo in Ucraina. Tuttavia, secondo l'ong Advocacy Center LIFE, le aziende produttrici di tabacco hanno ancora una potente lobby del tabacco in parlamento e nel governo e le donanzioni non si limiterebbero al periodo dell'emergenza per la pandemia.

Lilia Olefir, direttrice di LIFE, ha detto a Euronews che le aziende del tabacco come Philip Morris hanno un'influenza sostanziale sul paese. Stando ad Olefir fanno spesso pressione sul governo: l'anno scorso un'azienda avrebbe minacciato di chiudere la produzione in Ucraina a causa di una nuova legge che aumenta la tassazione del tabacco. Zelensky, sottolinea Olefir, ha finito per porre il veto alla legge.

Anche la direttrice di Life è preoccupata che le donazioni non si limitino ad aiutare le aziende del tabacco a presentarsi meglio, ma contribuiscano ad accrescere la loro influenza politica.

Per Olefir gli enti di beneficenza finanziati privatamente, come Health for All, possono essere un collegamento tra le aziende del tabacco e il governo, cosa che dovrebbe essere evitata.

Sergei Shevchuk, capo di Health for All, già presidente del comitato del governo ucraino per la salute, la maternità e l'infanzia, ha espresso la sua gratitudine per la donazione di Philip Morris Ukraine.

Olefir sostiene che la donazione viola le leggi ucraine. "Ma le autorità qui in Ucraina non le fanno rispettare. Le aziende del tabacco continueranno a sfruttare il debole sistema ucraino finché potranno".

Philip Morris ha risposto dicendo che "gruppi ideologicamente guidati" stanno usando la crisi per "promuovere la loro retorica".

"La nostra donazione a 'Health for All' - ha detto Bondarenko di Philip Morris Ukraine - è stata usata per procurare dispositivi di protezione personale per i professionisti del settore medico che stanno combattendo senza sosta la diffusione del Covid in Ucraina".

"Proteggere le persone, le famiglie e le comunità è ciò che conta in questo momento - aggiunge Bondarenko - Philip Morris Ukraine non ha cercato pubblicità con queste donazioni. Siamo rattristati dal fatto che gruppi ideologicamente guidati stiano usando l'attuale pandemia globale per promuovere la loro retorica e, nel farlo, impedendo potenzialmente alle strutture sanitarie ucraine di ricevere un sostegno vitale".

Euronews ha chiesto un commento ai ministeri della salute di Ucraina e Grecia, ma al momento della pubblicazione non hanno ancora risposto. La Romania si è limitata a dirci di non aver registrato alcuna donazione da parte delle aziende del tabacco durante la pandemia.