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Ecco perché il maxi piano Ue piace un po' a tutti

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L'intervista di euronews al vicepresidente della Commissione Ue
L'intervista di euronews al vicepresidente della Commissione Ue   -   Diritti d'autore  euronews screenshot
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Il piano da 750 miliardi proposto dalla Commissione europea per far fronte alla crisi economica dovuta alla pandemia segna un punto di svolta per l'Unione.

Per parlarne con noi, il vicepresidente dell'esecutivo europeo Valdis Dombrovskis. Quale è stata l'accoglienza al piano, quali i commenti che si sentono a Bruxelles?

"Non ci concentriamo sulla risposta immediata alla crisi piuttosto sulla fase di recupero economico. Pertanto le prime reazioni sono state positive, è stato riconosciuto da più parti che si tratta di un pacchetto di incentivi necessari per un recupero robusto dell'economia europea. L'altra cosa che è stata ben accolta è che non proponiamo di finanziare l'economia tradizionale ma di stimolare la green economy così come la transizione digitale delle nostre economie".

-Il piano sarà agganciato al bilancio pluriennale 2021-2027 dell'Unione: ci aspettano 7 anni di contrazione economica, 7 anni di crisi?

"No, assolutamente no, ci aspettiamo una seria recessione per quest'anno, ma ci attendiamo un rimbalzo anche piuttosto importante per l'anno prossimo. Chiaramente tutto questo è legato all'evolversi della situazione epidemiologica. Il fattore che sta imbrigliano l'economia sono le misure di contenimento introdotte dagli Stati membri. Più tuteleremo le nostre aziende e i posti di lavoro più in fretta reagiremo alla situazione".

Per tutelare la capacità produttiva dell'economia europea dobbiamo sostenerne le aziende e tutelare il lavoro
Valdis Dombrovskis, vice presidente Commissione europea

-La crisi Covid-19 si sta rivelando essere una crisi per il lavoro. Come affrontare il problema di fronte a aziende che stanno tagliando i posti di lavoro e con un tasso di disoccupazione in crescita in Europa?

"Si tratta esattamente del problema che vogliamo affrontare, stiamo sostenendo fortemente il lavoro degli Stati membri nell'elaborare schemi lavorativi con cicli più brevi. E per questo abbiamo messo a punto lo strumento Sure, una sorta di Cassa integrazione che vuole ridurre le conseguenze della crisi sul piano occupazionale. Per tutelare la capacità produttiva dell'economia europea dobbiamo sostenerne le aziende e tutelare il lavoro".