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Coronavirus: le molte facce della solidarietà

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Coronavirus: le molte facce della solidarietà
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In questo periodo difficile, le persone di tutto il mondo trovano il modo di aprire i loro cuori alla solidarietà. Domenica alcuni chef stellati hanno preparato un pranzo di Pasqua per gli operatori sanitari, all'hotel di lusso George V di Parigi. Uno di loro, Christian Le Squer, tre stelle Michelin, ci parla di questa esperienza: "Tutti hanno dato il massimo, con umore e gentilezza. E' percepibile il buon umore che si irradia qui e questo è molto importante".

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Il ringraziamento di Le Squer e della sua squadra agli operatori sanitariTHOMAS COEX / AFP

Dalle mascherine turche alle suore polacche

Con la chiusura di tutti i ristoranti, alcuni continuano a lavorare per consegnare pasti agli ospedali e alle persone bisognose. E tutti possono davvero fare qualcosa per aiutare. Come succede, ad esempio, nelle scuole di Istanbul. Le insegnanti cuciono mascherine e le distribuiscono non solo dentro la scuola, ma anche al di fuori.

Nella città polacca di Bochnia le suore si sono invece recate nelle case di cura, per sostituire gli operatori sanitari che si sono ammalati.

Il sakè "disinfettante"

Tutti cercano di dare il massimo e anche il saké giapponese può essere utile: con i disinfettanti che scarseggiano, un tradizionale birrificio di sakè, nella prefettura di Toyama, ha iniziato a commercializzare un prodotto sostitutivo dell'alcol al 77%. "I disinfettanti contenenti alcol scarseggiano, quindi cerchiamo alternative. Faremo quanto è possibile, un passo alla volta", spiega il responsabile del birrificio.

Jeremie Chanteraud/AP Images for Fukushima Prefecture
Una bottiglia di sakè giapponeseJeremie Chanteraud/AP Images for Fukushima Prefecture