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Dall'Eurogruppo proposte oltre i Coronabond

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Dall'Eurogruppo proposte oltre i Coronabond
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In Europa la recessione ci sarà. Ma nessuno è in grado di prevederne le dimensioni.

Il futuro si gioca nelle prossime ore. I 19 ministri delle finanze dell'eurozona dovranno trovare un accordo al summit del 7 Aprile su come aiutare davvero gli Stati in difficoltà.

La parola Coronabond è ormai estremamente impopolare, ma per alcuni Stati membri questo strumento di debito è davvero necessario. I Paesi Bassi e la Germania per¨ò non ne vogliono sapere.

"Questi paesi sono stati molto previdenti negli ultimi due anni - spiega Megan Greene, economista all'Harvard Kennedy School - hanno costruito una cassa di risparmio per i periodi difficili, quindi non vogliono che altri paesi come l'Italia possano trascinare tutti alla deriva."

La Banca centrale europea sta facendo la sua parte, acquistando 750 miliardi di euro di debito dei singoli stati, ma insiste sulla necessità di accorpare il debito europeo.

La Commissione europea ha proposto un fondo da 100 miliardi di euro per sostenere prestiti alle imprese e prevenire licenziamenti.

E la Francia ha suggerito la creazione di un fondo temporaneo di soli 10 anni che emetta bond sul mercato con garanzie comuni.

Quanto al meccanismo europeo di stabilità, ovvero il fondo di salvataggio che fu istituito dopo la crisi finanziaria del 2008,può contare su un capitale di circa 700 miliardi di euro che pero' andrebbe integrato. Gli economisti hanno fatto notare quindi che gli strumenti finananziari ci sono.

"Se questa recessione dovesse far esplodere una vera e propria crisi dell'Eurozona - ha dichiarato Guntram Wolff, direttore del centro studi Bruegel - si tratterebbe di un'enorme crisi autoinflitta e del tutto evitabile. Vista la situazione attuale, una forte risposta politica sarebbe più che sufficiente per superare la crisi economica in arrivo. Abbiamo la capacità di affrontarla e dare delle risposte concrete. Ma dovremmo farlo subito."

Le ricette economiche per la ripresa stanno davvero mettendo alla prova l'unità degli Stati membri, ma ormai è giunto il tempo di decidere.